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Cronaca | 22 ottobre 2020, 17:30

Carcasse di cinghiali smaltiti illecitamente in una fossa aperta: sequestrata l’area, tre persone segnalate all’autorità giudiziaria

Il ritrovamento nelle campagne di Baldissero d’Alba, ad opera dei volontari di "Stop Animal Crimes"

Il sito posto sotto sequestro

Il sito posto sotto sequestro

Nella tarda serata di martedì 21 ottobre i Carabinieri della Compagnia di Bra hanno posto sotto sequestro un’area sita in località Sigola di Baldissero d’Alba dove era stata scavata una grande fossa all’interno della quale venivano smaltiti illecitamente carcasse di cinghiali.

Tre le persone segnalate all’autorità giudiziaria e sulle quali sono in corso accertamenti sulle ipotesi di reato di trasporto e smaltimento illecito di rifiuti e discarica abusiva continuata e in concorso, ovvero per altre fattispecie relative il rischio della trasmissione di malattie infettive come la peste suina africana. Gli animali deceduti erano infatti lasciati a putrefare all’aperto, nella disponibilità di animali selvatici e cani a passeggio, liberi di prelevare ossa e budella putrefatte portandole in giro per il territorio.

L’area era stata individuata una decina di giorni fa dai volontari del movimento “Stop Animal Crimes Italia”, che hanno quindi messo in atto un’attività di monitoraggio del territorio, al fine di individuare i responsabili e fornire alle autorità elementi utili alle indagini.

La quantità di carcasse gettate nella fossa è intanto cresciuta. Fino al pomeriggio di due giorni fa, quando, il personale del movimento di tutela animale, nell’ennesimo sopralluogo, ha visto giungere in loco una ruspa e un camion che trasportava calce e avviare le operazioni di copertura della buca. Così, al fine di impedire che i luoghi fossero contaminati e occultati, ha immediatamente allertato i Carabinieri, giunti velocemente in loco. Sorprese, le tre persone giunte a bordo dei mezzi avrebbero negato ogni responsabilità, dedicandosi ai vicini noccioli come nulla fosse.

"Quella scoperta era una discarica abusiva a cielo aperto – commentano i referenti locali di Stop Animal Crimes –, dove venivano lasciate putrefare carcasse di animali selvatici abbattuti e la cui provenienza è ancora da accertare, visto che potrebbe anche essere possibile provento di bracconaggio o furto, in violazione di ogni norma igienico sanitaria oltre che morale. Il movimento, nel ringraziare ancora una volta i Carabinieri e il Servizio Veterinario di Alba, depositerà querela di parte contro gli autori del grave fatto e chiederà alle autorità approfondimenti sulla vicenda".

Redazione

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