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Economia | 22 ottobre 2020, 17:02

Beppe Ghisolfi: "Visto da vicino il Piemonte resta una cassaforte di famiglia"

Il Banchiere scrittore nel proprio quinto best sellers, omaggia le Dinastie a capo di Istituti di credito privati a vocazione oramai solidamente macroregionale e nazionale: da Sella ad Azzoaglio a Venesio

Beppe Ghisolfi

Beppe Ghisolfi

Visto da vicino, il Piemonte si conferma una “Cassaforte di famiglia”. Al servizio, però, di uno sviluppo locale che oramai ha da tempo assunto una proiezione regionale, macro regionale e nazionale.

Il Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi dedica uno specifico capitolo, oltre a più passaggi diversi, del proprio best sellers numero 5 (edizioni Aragno) alle Dinastie fondatrici e tuttora a capo di Istituti di credito privati, una tipologia giuridica e organizzativa che costituisce, in tempi di fusioni per incorporazioni di realtà bancarie e finanziarie di origine locale, un “unicum” identificativo e meritorio nel complessivo panorama italiano.

L’Autore, nella propria narrazione, esprime in chiave emozionale il privilegio di essere un contraccambiato amico di ciascuna di queste grandi famiglie piemontesi il cui prestigio spazia dal complessivo NordOvest all’intera Penisola con una fama che valica gli stessi confini nazionali.

Proprio una di queste Dinastie, i Sella, rappresentati dal Banchiere Maurizio, ha guidato l’intero settore bancario del Paese alla Presidenza dell’ABI, due mandati prima dell’insediamento dell’attuale Presidente Antonio Patuelli.

Ghisolfi incontrò per la prima volta Maurizio Sella a Roma anni fa, in occasione della riunione di insediamento del Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana a Palazzo Altieri: “Un vero Principe – ricorda l’Autore – Mi pregò subito di dargli del Tu, come da consuetudine fra i Banchieri che fanno parte del Comitato”.

Maurizio, discendente di Quintino Sella, è proprietario dell’omonima Banca di respiro solidamente nazionale. “Uno dei pochi Banchieri privati rimasti sulla scena, assieme a Camillo Venesio, direttore generale e Amministratore delegato di Banca del Piemonte, e alla Famiglia Azzoaglio, che mi gratificano della propria amicizia e stima”. Banchieri di origine Cebano-Monregalese con un perimetro di operatività che interessa il complessivo NordOvest che, nonostante la pandemia e proprio grazie al ruolo del credito territoriale, si ribadisce come pilastro per la tenuta generale dell’Azienda Paese. Due generazioni – ma storicamente sono quattro in totale – attualmente al timone della celeberrima Banca con sede a Ceva: Francesco con la moglie Gaby, e i più giovani Simone, Erica e Selina.

“Alla Signora Gaby – scrive in particolare Ghisolfi – sono particolarmente affezionato per la particolare simpatia che ci lega”.

Tornando invece a Maurizio Sella, la sua conoscenza normativa è pari alla enorme cultura umanistica ed economica, tale da “placare ogni diversa argomentazione con risposte ironiche e forbite. Egli riusciva sempre, con calma e profonda conoscenza della materia, a valorizzare la proposta formulata da altri (per esempio da Alessandro Profumo o da Corrado Passera, allora nel Comitato, ndr) e a illustrarne un’altra, più articolata ed efficace”.

“Lo vidi tempo dopo a Lima, in Perù, e gli consigliai l’acquisto di alcuni regali per i nipoti. Se dò consigli a Sella – è la conclusione di Ghisolfi – allora significa che sono un banchiere anche io”.

comunicato stampa

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