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Attualità | 22 ottobre 2020, 11:12

Ad Alba positivi verso quota 100, moltiplicati di 13 volte in meno di un mese

Per la capitale delle Langhe valori raddoppiati in appena dieci giorni e già doppi – complice l’incremento dei tamponi – rispetto a quelli che caratterizzarono il momento più acuto dell’emergenza primaverile

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

La doverosa premessa è che parliamo di un dato in sé insufficiente a fornire una fotografia esaustiva del fenomeno (visto che andrebbe rapportato all’accresciuto numero dei tamponi, a quello dei ricoveri e quindi a quello di una letalità dell'infezione caratterizzata da una curva al momento ancora abbastanza piatta, per fortuna), ma iniziano a preoccupare i numeri dei residenti "attualmente positivi" nella capitale delle Langhe, teatro di una progressione caratterizzata da valori assoluti che non si erano visti nemmeno nella prima fase dell’emergenza Covid.

L’aggiornamento di ieri (mercoledì 21 ottobre) del portale col quale la Regione offre il quotidiano rendiconto sulla diffusione dell’infezione in Piemonte parla per Alba di 96 casi: terza città della provincia dopo Cuneo (271) e Bra (175), mentre più distaccate figurano le altre "sorelle" Savigliano (78), Fossano (77), Saluzzo (79), e Mondovì (47).

Un dato, quello albese, più che raddoppiato nel giro di dieci giorni (erano 47 i casi segnalati al 12 ottobre) e moltiplicato di 13 volte in meno di un mese, visto che al 25 settembre la città faceva i conti con un ben più rassicurante 7 positivi. E valore che – complice sicuramente l’accresciuto totale dei tamponi – risulta anche di molto superiore a quelli che caratterizzarono la prima ondata della pandemia nel nostro Paese.

Allora il primo caso di positività ai piedi delle cento torri si presentò il 6 marzo, presto accompagnato da altri in una progressione che al giorno 29 dello stesso mese ne aveva portato il totale a quota 31.
Il 4 aprile la città contava le sue prime vittime (che alla fine di agosto sarebbero salite alle attuali 13), mentre i contagi erano grosso modo stabili, a 38 casi. Il 21 aprile si contava la quinta vittima, a fronte di contagi intanto stabilizzatisi intorno ai 45.

Agli inizi di maggio il graduale incremento dei guariti, divenuti via via superiori ai nuovi contagiati, e la contestuale discesa nel novero complessivo di questi ultimi, con 31 "attualmente positivi" all’8 maggio (mentre si contava la settima vittima), 25 al 12 maggio (ottava vittima), 12 al 26 maggio, in un periodo che iniziava finalmente a registrare giornate senza nuovi contagi.

Numeri che, dopo diverse settimane di valori stabili, sarebbero tornati a calare alla fine di giugno, sino ai 3 soggetti che al 30 di quel mese faceva intravedere come prossima una quota zero che in realtà la capitale delle Langhe non avrebbe mai toccato.

L’inversione della rotta partì coi 5 positivi del 5 agosto, che venti giorni dopo erano già diventati 17 (in quella fase si registrò la tredicesima vittima). Un mese dopo un nuovo periodo di riduzione, a quota 7-8 positivi tra il 25 e il 29 settembre. Valori che in meno di trenta giorni si sono moltiplicati di oltre 13 volte.

Una progressione simile ha comunque interessato l’intero territorio di Langhe e Roero. Detto delle due città principali, i centri che ad oggi presentano più casi, sempre secondo la piattaforma regionale (i cui dati potrebbero comunque differire di qualche unità rispetto a quelli in mano ai sindaci) sono Cherasco (34) Sommariva del Bosco (40), Sanfrè (35), Pocapaglia (20), Montà (30), Canale (25), Monticello (17), Santa Vittoria (15), Guarene (10), Vezza (8), Castagnito (5), Piobesi (5), La Morra (10), Monforte (7), Dogliani (10), Narzole (13), Treiso (6), Neive (9), Cortemilia (4), Santo Stefano Belbo (6).

Va sottolineato che al momento una quota rilevante del totale riguarda studenti e loro familiari, spesso asintomatici (ma il rapporto medio di questi ultimi sul totale in Piemonte è intanto sceso al 54%) e che fortunatamente in limitate occasioni richiedono un ricovero ospedaliero. L’ultimo aggiornamento fornito dall’Asl Cn2 sui pazienti ospitati nella cinquantina di posti del reparto Covid di Verduno parlava di 25 pazienti, 6 dei quali in terapia semintensiva. Ma il dato è ormai vecchio di una settimana e con una progressione del fenomeno di tipo esponenziale anche questa indicazione va presa con assoluto beneficio d’inventario.

Ezio Massucco

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