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Politica | 23 ottobre 2020, 13:18

Savigliano, il sindaco Giulio Ambroggio sempre più in ambasce

Giorni difficili per il centrosinistra che rischia una crisi senza precedenti dopo 30 anni di ininterrotto governo della città. Mancano due anni alle comunali, ma in questo clima è un traguardo difficile da raggiungere

Savigliano, il sindaco Giulio Ambroggio sempre più in ambasce

Giulio Ambroggio, sindaco di Savigliano che guida una maggioranza di centrosinistra, sta collezionando una serie di errori che non sono di facile e univoca interpretazione. Gli ultimi in ordine di tempo sono due clamorosi dietrofront: il primo, in Consiglio comunale, sul caso dei parcheggi a pagamento; il secondo a proposito dell’elezione del presidente del consorzio socio-assistenziale Monviso Solidale.

Ieri sera, a margine delle votazioni per il completamento del cda di quest’ultimo, si è visto costretto a ritirare il candidato che aveva proposto, Sergio Mondino, dopo aver constatato che il territorio saviglianese, in primis i colleghi di Cavallermaggiore e Racconigi, non lo avrebbero seguito.

Gli elementi che stupiscono in questa fase di travaglio del centrosinistra saviglianese sono tanti. Alcuni con connotati surreali, come quello – sempre a proposito del Monviso Solidale - in cui Ambroggio ha invitato (in prima battuta) a non sostenere il presidente uscente Gianpiero Piola perché “espressione del Pd”.

Si dà il caso che il sindaco di Savigliano sia lui stesso – e non da oggi - iscritto al medesimo partito, ragion per cui diventa difficile spiegare ai non saviglianesi quel che sta succedendo nella vita politica cittadina. Non più tardi di una quindicina di giorni fa un editoriale dai toni forti su uno dei due settimanali locali, Il Saviglianese, s’interrogava su questi comportamenti evidenziando una crescente insofferenza nella maggioranza e paventando il rischio di una crisi amministrativa.

Ambroggio, nel giugno 2017, dopo essersi aggiudicato le primarie rispetto a Piola (quello stesso che non voleva alla guida del Monviso, ma che ora è stato riconfermato, ndr), era stato eletto sindaco dopo il ballottaggio con il candidato del centrodestra Tommaso Gioffreda.

Presidente uscente del Consiglio comunale, Ambroggio era stato sostenuto da una coalizione di centrosinistra della quale facevano parte il Pd e varie formazioni civiche. Le elezioni del 2017 erano state anticipate a seguito della rinuncia del sindaco, Claudio Cussa, dimessosi dopo essere stato travolto dalla vicenda giudiziaria delle firme false raccolte in fase di presentazione delle liste in suo appoggio. Un caso, quello di Cussa, che ha avvelenato i rapporti nel centrosinistra anche perché, come sovente succede in politica, le fortune di taluni si costruiscono sulle disgrazie altrui.

L’ex sindaco, piegato da un errore che ha pagato a duro prezzo e sul quale anche alcuni compagni di partito avevano innestato speculazioni, si è ritirato con discrezione pur continuando a godere di stima e diffusa popolarità. Se non si considera questo vulnus, diventano di difficile comprensione le tensioni che potrebbero sfociare in una traumatica fine anticipata della legislatura.

Ciò che stupisce, al di là di altre considerazioni, è il fatto che Ambroggio non è certo un neofita della politica, dal momento che la frequenta da quando aveva i calzoncini corti, prima nei gruppi della sinistra extraparlamentare negli anni giovanili e poi nel Pci/Ds, attraverso una militanza associata a quella sindacale nella Cgil Scuola, e infine nel Pd. Vanta una lunga esperienza amministrativa: dal ‘90 al ‘95 consigliere comunale di minoranza, dal ’95 al 2004 consigliere di maggioranza, dal 2004 al 2014, consigliere provinciale d’opposizione per poi tornare in municipio durante il mandato di Cussa.

Insomma, un cursus honorum di tutto rispetto che rende incomprensibile la situazione di isolamento in cui si è cacciato, situazione che mette in forse  quel ruolo di primo cittadino inseguito con caparbietà all’insegna del “volli, sempre volli, fortissimamente volli”.

Ora il suo partito, il Pd, (che lui non perde occasione per snobbare) cercherà di metterlo sotto tutela, nel tentativo di salvare la consiliatura. Serena Mariano, neosegretaria del circolo cittadino e consigliera comunale di maggioranza, al riguardo si mostra disponibile ma determinata: “Il sindaco non ha perso nè si è giocato la fiducia del Pd. La fiducia però bisogna meritarsela con gesti e fatti concreti. Non si acquista nè si ottiene con le sole dichiarazioni”.

Sindaco avvisato, mezzo salvato.

GpT

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