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Saviglianese | 24 ottobre 2020, 08:11

Mamma di Cavallermaggiore a processo con l’accusa di abuso dei mezzi di disciplina e lesioni nei confronti del figlio minorenne

Dai colloqui tra i figli e l’assistente sociale si potrebbe desumere che gli episodi di violenza e di abusi verbali fossero frequenti

Mamma di Cavallermaggiore a processo con l’accusa di abuso dei mezzi di disciplina e lesioni nei confronti del figlio minorenne

Si è svolta ieri mattina l’istruttoria dibattimentale relativa ad un procedimento a carico di O.K., donna di origini ganesi, che avrebbe abusato dei mezzi correttivi ai danni di uno dei tre figli (due maschi e una femmina) e gli avrebbe procurato delle lesioni.

L’episodio discusso sarebbe avvenuto a marzo del 2019, in casa: la donna, a seguito del diniego del figlio secondogenito di andare a scuola, avrebbe perso le staffe.

Dopo la vicenda , sarebbe giunta a casa un’amica di famiglia che, presente in aula come testimone, ha riferito che il ragazzino le avrebbe aperto la porta in lacrime e palesemente sconvolto. “Mi ha raccontato che la mamma lo aveva picchiato sferrandogli dei pugni e gli aveva spaccato un manico di scopa sulla testa. Ho subito chiamato l’assistente sociale e l’ho portato in ospedale”.

In veste di testimone è stata sentita anche l’assistente sociale: “I due genitori litigavano molto. La donna cercava spesso il nostro aiuto. Ci chiedeva di trovare un altro posto per suo marito”.

Il padre dei tre figli, che lavorava in Germania, era rientrato stabilmente in Italia da gennaio del 2019. Dal racconto della teste è emerso che l’uomo sarebbe risultato insofferente sia verso la situazione con la moglie che verso il suo atteggiamento nei confronti della prole.

Avrebbe infatti dichiarato - secondo il racconto dell’assistente sociale - che il figlio di mezzo sembrava rappresentare un capro espiatorio e che la donna oltre a malmenarlo con o senza motivo lo chiudeva a chiave in camera sua senza permettergli di mangiare.

Nella relazione redatta dall’assistente sociale e trasmessa al Tribunale dei minori di Torino, si sarebbe fatto riferimento a numerosi abusi verbali da parte della mamma nei confronti del figlio, che poi sarebbero stati confermati anche dalla sorella. “La donna - riferisce la testimone - gli diceva spesso che non valeva niente e che avrebbe fatto meglio a non metterlo al mondo”.

“Era stata consigliata la collocazione dei tre figli a casa del padre con un provvedimento urgente. Dai colloqui che ho svolto, dove erano presenti il ragazzo e sua sorella, sono emerse altre vicende in cui la mamma avrebbe alzato le mani o lanciato oggetti al figlio, anche se non gravi come quella relativa al marzo 2019. Dicevano che gli episodi erano capitati in passato, ma avevano avuto un’escalation da quando era tornato il padre: ritenevano che la madre, picchiando il figlio di mezzo, sfogasse in questo modo la rabbia verso il marito” ha così concluso l’assistente sociale.

L’arringa della difesa ha sostenuto che nell’episodio di specie, la donna avrebbe perso le staffe perché alla sua richiesta nei confronti del figlio di consegnarle il cellulare, come forma di punizione perché aveva marinato la scuola, lui si sarebbe opposto.

Inoltre, secondo l’opinione della donna, il figlio, supportato anche dal padre ex calciatore, si dedicherebbe più al calcio che agli studi.

L’udienza si è conclusa con il rinvio all’8 di gennaio per l’ascolto degli ultimi testimoni, l’esame dell’imputata e la discussione.

CharB.

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