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Attualità | 26 ottobre 2020, 17:24

"Ci risiamo, turismo chiuso per almeno un mese": lo sfogo social del direttore dell'Atl Langhe Monferrato Roero

Per Mauro Carbone, dati alla mano, non c'è alcuna correlazione tra ristorazione e diffusione del virus: "In Piemonte un contagiato ogni 217 abitanti, ad Alba uno ogni 244"

Mauro Carbone, direttore dell'Atl Langhe Monferrato Roero

Mauro Carbone, direttore dell'Atl Langhe Monferrato Roero

"E così ci risiamo. Il turismo è praticamente chiuso, per almeno un mese".

Si sfoga sui social il direttore dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Mauro Carbone, il giorno successivo al Dpcm che ha chiuso bar e ristoranti alle 18.

La riflessione del direttore parte da lontano, dalle vacanze. "Evidentemente, scrive, il problema nasce di lì, dal movimento delle persone per trascorrere una vacanza. Mi sento profondamente in colpa: di mestiere provo a convincere le persone a spostarsi per puro divertimento. Dopo un giorno di magone, ho deciso di fare due conti, tanto per sapere quanto l'avevo combinata grossa. Ho scaricato i dati ufficiali dei contagiati in Piemonte per ogni mille abitanti e dei contagiati di Alba, la città che fino a poche ore fa ospitava la più grande fiera di turismo agroalimentare in Italia nel mese di ottobre".

E dai dati emerge che in Piemonte c'è un contagiato ogni 217 abitanti. Ad Alba uno ogni 244. "Praticamente - suggerisce Carbone - la città che ha fatto numeri interessanti di turisti negli ultimi centro giorni e ha ospitato per tre settimane la Fiera Internazionale del Tartufo, si è ammalata il 12% in meno del resto della regione".

"In Piemonte - ci spiega Carbone - questo è il mese enogastronomico con grande valore aggiunto - certo avremo avuto un pubblico limitato, ma l'andamento sarebbe stato assolutamente positivo. Questo è un territorio dove c'è un rapporto inusuale coperti abitanti e cioè c'è un coperto ogni cinque abitanti, un rapporto altissimo ma non è un posto dove ci sono focolai o aumento di contagi".

Quindi il teorema più ristoranti più contagi sembra essere assolutamente falso. "Ad oggi non c'è nessuna correlazione tra ristorazione e contagi, non mi devono raccontare la storia del lupo. Noi abbiamo più ristoranti del normale e meno contagi del solito".

Forse le riflessioni da fare sono diverse e questo Dpcm rischia di costare davvero troppo caro alla ristorazione, se si chiudono le cene è difficile andare avanti.

"Il mezzo sospetto che chi ha chiuso fiere e ristoranti non abbia preso bene la mira e abbia usato il pc per consultare Facebook e non i file di Excel con i numeri veri si rafforza di brutto. Che la soluzione sia quella? Più mascherine, più igienizzante ma anche più Excel?" chiude Carbone.

Il suo post su Facebook è stato condiviso da tantissimi operatori del settore, che concordano e suggeriscono ricette per uscire dal tunnel. Un'enogastronomia e un turismo riconosciuti a livello mondiale, non devono trovarsi in ginocchio.

Betty Martinelli

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