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Choconews | 26 ottobre 2020, 09:41

I dolci alla violetta della confetteria Romanengo: un sapore che si tramanda attraverso secoli di storia

La storica confetteria genovese, da sempre custode degli aromi di fiori e frutta, dà vita ad una nuova, originale combinazione di sapori

I dolci alla violetta della confetteria Romanengo: un sapore che si tramanda attraverso secoli di storia

Si racconta che Federico II di Svevia amasse farsi preparare le violette candite, un dolce raffinato al quale Federico e Pier delle Vigne attribuivano un potere terapeutico.

Anche Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone e Granduchessa di Parma, adorava le violette, con cui decorava abiti, accessori e dolci, al punto che la sua tomba a Vienna è sempre adornata con i suoi “leggiadri piccoli fiori”.

Oggi i reali suddetti apprezzerebbero sicuramente la confetteria Pietro Romanengo, azienda artigianale in cui si lavorano da sette generazioni frutta, fiori, cacao, zucchero e spezie, seguendo fedelmente ricette tradizionali nate in Oriente con lo spirito di conservare per mezzo dello zucchero, detto “sale indiano”, aromi e sapori di fiori e frutta fresca.

Il cioccolato viene lavorato “all’antica”, lentamente con il mescolatore e la conca in pietra di granito. Gli ingredienti, sempre di qualità, sono pasta e burro di cacao, zucchero e latte nel cioccolato al latte, senza additivi né lecitina di soia.

Era il 1780 quando il genovese Stefano Romanengo aprì il negozio, ancora oggi tra i più noti della città, che conserva l’antico splendore negli specchi, arredi e decorazioni.

Innumerevoli gli estimatori, dai principali personaggi della vita politica ed economica non solo genovese dell’epoca, alla Principessa Sissi e a Giuseppe Verdi, le cui lettere sui canditi di Romanengo sono conservate nel museo della Scala di Milano.

Il Financial Times, bibbia della finanza europea, ha dedicato un'intera pagina all’azienda genovese, soffermandosi in particolare sui petali canditi di violetta, trasportati di notte da Taggia a Genova per evitare i raggi del sole che potrebbe farli appassire.

Sono una vera delizia i dolci di Romanengo, dai confetti alle tavolette, al cioccolato “santé”, come era chiamato nell’800, ai marron glacé, alle scorzette di arancio… Soprattutto quando frutta e fiori, cristallizzati con sapienza e cura, si sposano con il cioccolato, in contesti morbidi e cremosi dal gusto inebriante, come nei fondants alla rosa, viola o menta ghiacciati in cioccolato fondente.

Provare per credere.

Cristiana Lo Nigro

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