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Economia | 26 ottobre 2020, 15:21

Circa 4.000 le imprese legate alla ristorazione in Granda, le categorie cuneesi sul nuovo Dpcm: "Vogliamo tempi certi per gli aiuti"

Il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Mauro Gola ha convocato un incontro urgente con le unità produttive per commentare gli ultimi provvedimenti in termini di contenimento dell'ondata pandemica: "Chiediamo ascolto, equità e tempi certi". Chiesa (turismo): "Castratura del mercato enorme". Chiapella (commercio): "Lockdown indotto". Crosetto (artigiani): "Penalizzati anche pasticcerie e gelaterie"

Michael Browning - Unsplash

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Il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Mauro Gola, ha convocato un incontro urgente con le unità produttive della provincia di Cuneo a seguito dell’ultimo Dpcm del 24 ottobre.             

Un decreto che prevede - tra le altre cose - una stretta sugli orari di apertura serale dei punti di ristoro e dei bar. Su questa categoria, in particolare, il presidente dell’ente camerale della provincia ha posto l’attenzione commentando l’ultima misura del governo in termini di contenimento della seconda ondata pandemica.

“Cercare di fare un match tra gestione economica e sanitaria in questa fase
- ha commentato Gola - capiamo che è complicato. Ma è nei momenti più complicati che dobbiamo fare squadra. Ogni categoria deve esprimere quelle che sono le necessità e le problematiche.  Chiediamo al governo ascolto, equità di trattamento e tempi certi per il ristoro.”
 
“Le cifre indicate da Conte per i settori colpiti (2 miliardi ndr) sono poche rispetto alle varie esigenze - continua Gola - Ce ne vorrebbero almeno 4 o 5. I tempi certi del ristoro saranno fondamentali. Oltre al problema economico qui in provincia registriamo una problematica infrastrutturale seria dovuta alle conseguenze dell’alluvione. Questi primi 15 milioni sono, ovviamente, pochi per i territori colpiti. C’è un termine e un tempo in cui le persone sono disponibili ad aspettare. Altrimenti si interrompe una fiducia già labile verso tutte le istituzioni. In questo senso il tempo è una variabile importante.”

Secondo le prime statistiche a livello nazionale sono circa 350mila le imprese che avranno necessità degli indennizzi a fondo perduto presentati ieri in diretta nazionale dal premier Conte.  

In provincia di Cuneo sono 3.916 le imprese cuneesi legate al settore della ristorazione registrate in provincia di Cuneo al 31 dicembre 2019 alla Camera di Commercio. Numeri parziali che vanno estesi a tutto l’indotto che sarà coinvolto dalla strette del nuovo decreto del premier presentato ieri e attivo da oggi, lunedì 26 ottobre.


“La chiusura dei locali pubblici di somministrazione alle ore 18 - ha commentato Giorgio Chiesa, albergatore cuneese, presidente di WeCuneo e membro di giunta della Camera di Commercio con delega al turismo - rappresenta una castratura del mercato enorme. Lamentiamo la mancanza di condivisione con le associazioni da parte del governo. Ci sono estremi sciocchi: ad esempio gli alberghi sono aperti, ma alle 18 non si dà da mangiare a nessuno. Questo comporta una dieta forzata per i clienti. Il comparto ne uscirà a pezzi. Il ristoro ci deve essere e dovrà essere veloce.”

“E’ un lockdown indotto - spiega Luca Chiapella presidente di Confcommercio Cuneo e membro di giunta della CCIAA cuneese per il settore commercio - che colpisce tutto il comparto. Se si ferma un’importante settore come ad esempio la ristorazione, tutto va poi a cascata a colpire altri settori.”

“Un disastro” così lo definisce il presidente di Confartigianato Cuneo e membro della giunta camerale cuneese del settore artigiano Luca Crosetto anche per le imprese artigiane legate al mondo della somministrazione alimentare come le pasticcerie e i gelatai.

“Dopo che per mesi ci siamo battuti per fare applicare le nuove regole, oggi per una questione di codice Ateco vediamo chiudere queste due realtà creando un danno enorme. - spiega Crosetto - Abbiamo circa un 15% di imprese che ricadono all’interno di questa situazione. Nella prima fase hanno saltato con grande sacrificio la Pasqua, molti di loro temono per il Natale.”

“Quello che sappiamo - conclude il presidente Gola - è che avremo con questo intervento un taglio al Pil di un ulteriore 1-2% arrivando a una contrazione quest’anno che andrà oltre il 10%. E saranno penalizzate delle imprese che si sono attrezzate per rendere i loro spazi sicuri. ”

Daniele Caponnetto

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