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Attualità | 27 ottobre 2020, 15:51

Il "Mucci" di Bra riparte dopo la quarantena: in presenza 7 classi su 31 con la grana dei laboratori

Ieri il rientro a scuola limitato però a 155 dei suoi 639 allievi. Scelta obbligata sulle prime per effetto dell’ordinanza Cirio, ma nei professionali resta aperto il nodo delle materie pratiche

Il "Mucci" di Bra riparte dopo la quarantena: in presenza 7 classi su 31 con la grana dei laboratori

E’ stato un rientro a scuola sicuramente particolare quello vissuto ieri da docenti e allievi del "Velso Mucci" di Bra.
Insieme al Liceo "Da Vinci" di Alba, l’istituto professionale braidese era tra quelli che si erano fermati per il timore di possibili "cluster" di contagio interni alla scuola, con tre docenti risultati positivi al tampone (diventeranno sette, dopo gli accertamenti dell'Asl Cn2, uno di loro intanto è già potuto ritornare al lavoro), oltre a due classi che registravano quattro allievi anch’essi positivi e altrettante nelle quali se ne segnalava un isolato caso.

Da qui la decisione, presa di concerto con l'autorità sanitaria, di interrompere l’attività scolastica in presenza, in vista di una ripartenza che sarebbe dovuta avvenire proprio in questa settimana, una volta trascorsi e superati i 14 giorni della necessaria quarantena (ora ridotti a 10), mentre dal Sisp si quantificava in poco più di una dozzina il numero degli studenti che avevano contratto l’infezione.

Di mezzo però ci si sono messi i provvedimenti intanto varati prima dalla Regione, con l’ordinanza firmata il 20 ottobre dal presidente Cirio, e quindi dal Governo, col ben noto Dpcm siglato il 24 ottobre dal premier Conte.
Misure sulla carta temporanee (entrambe hanno efficacia sino al 24 novembre), ma che, come noto, hanno fatto sì che a partire da oggi (il Ministero dell’Istruzione ha infatti concesso alle scuole un giorno per organizzarsi) le superiori piemontesi abbiano dovuto organizzare le proprie lezioni secondo uno schema che un po’ ovunque prevede la presenza in aula del 25% degli studenti iscritti (come previsto dal Dpcm) e che questo quarto venga primariamente riservato dagli allievi delle classi prime (come richiesto dalla Regione).

"Applicando il combinato disposto dei due provvedimenti la scelta è stata praticamente obbligata – spiega il preside Gianluca Moretti –. Già ieri, lunedì, siamo tornati a fare lezione in presenza dovendola però limitare a poco meno di 160 sui nostri 639 studenti. In questo numero, oltre alle nostre cinque prime, c’è spazio solamente per altre due delle 26 classi rimanenti e la scelta è caduta su gruppi dell’alberghiero, indirizzo che prevede un’alta incidenza delle ore di pratica, con blocchi da 4, 5 e anche 6 ore di lezione".

Difficile immaginare di fare lezioni di cucina a distanza, è il ragionamento, che bene riassume una problematica, quella del modello "Dad" applicato agli istituti professionali, che tocca in modo generalizzato tutte le scuole nelle quali l’attività di laboratorio riveste un’importanza centrale.

Una situazione che al momento non dovrebbe preoccupare più di tanto, dato il limite temporale dei due provvedimenti, anche se tra le famiglie inizia a serpeggiare il comprensibile timore che nelle superiori si possa ripetere quanto già sperimentato in tutta la scuola italiana dal febbraio al giugno scorsi.

"La preoccupazione ovviamente c’è – conferma il dirigente scolastico – e riguarda diversi fronti, dalle attività di laboratorio a quelle degli allievi più prossimi all'esame di Maturità, per citare le problematiche più cogenti. Dalle famiglie ricevo sollecitazioni, richieste e inviti a fare entrare gli studenti in numero superiore a quello cui oggi ci dobbiamo attenere, cosa che ovviamente non è possibile fare".

"Alle famiglie in questo momento non possiamo che chiedere sensibilità e pazienza", conclude il professor Moretti, non prima di aver espresso un ringraziamento al proprio staff: "Ho la fortuna di potermi avvalere di persone che stanno dando il massimo, lavorando alacremente per il bene della scuola, senza mai guardare a contratti, orari e mansioni. Alle 22 di domenica sera, a poche ore dalle comunicazioni del premier, la nostra scuola si era già organizzata per adeguarsi alla nuova direttiva. Già ieri siamo potuti ripartire con la nuova organizzazione, senza dover ricorrere all’esigua giornata concessa alle scuole per rivedere moduli e orari".

Ezio Massucco

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