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Economia | 28 ottobre 2020, 15:00

I numeri da capogiro del mercato dell'usato italiano: “riutilizzare” è la nuova parola d’ordine?

l mercato dell'usato sta vivendo senza dubbio la sua stagione d’oro: la second hand economy è stata interessata da una crescita costante negli ultimi anni e rappresenta ormai una bella fetta di PIL italiano.

I numeri da capogiro del mercato dell'usato italiano: “riutilizzare” è la nuova parola d’ordine?

Il mercato dell'usato sta vivendo senza dubbio la sua stagione d’oro: la second hand economy è stata interessata da una crescita costante negli ultimi anni e rappresenta ormai una bella fetta di PIL italiano. Un numero sempre maggiore di persone in Italia acquista e vende oggetti usati e l'incremento delle compravendite tra soggetti privati fa registrare numeri da record; secondo uno studio dell'Osservatorio Second Hand Economy, nel 2019 il valore dell’economia dell’usato si aggirava intorno all’incredibile cifra 24 miliardi di euro, di cui 10,5 provengono dal solo mercato online.

Ma a quali cause attribuire questo trend positivo? È da ricondurre ad una questione economica o c'è dell'altro? Le nuove generazioni sono indubbiamente molto sensibili alle questioni ambientali e, fortunatamente, si sta diffondendo sempre di più l'idea che solo grazie ad un'economia circolare, al riuso e ad una corretta gestione delle risorse naturali, avremo la possibilità di salvare l’ambiente, e quindi il nostro pianeta, da un vero e proprio tracollo.

D'altronde l’acquisto di oggetti di seconda mano è stato pian piano sdoganato negli ultimi anni: se prima capitava che qualcuno storcesse il naso di fronte ad un capo di abbigliamento usato, acquistare un oggetto di seconda mano al giorno d'oggi vuol dire compiere una scelta etica, intelligente e se vogliamo “alla moda”. I veri pionieri sono stati indubbiamente i paesi scandinavi e del nord Europa, da sempre più attenti alle questioni ecologiche.

È sorprendente la quantità di oggetti inutilizzati che si trovano in ogni casa: pensiamo solo agli oggetti per la prima infanzia usati per un pochissimi mesi, ai cd, ai vinili, ai vecchi videogiochi agli oggetti vintage... e l’elenco è lungo! Ma come fare per dare valore al proprio usato?

Se una volta era necessario rivolgersi necessariamente ai mercatini delle pulci, oppure a negozi di antiquariato e catene in franchising che si occupano di usato, oggi è possibile vendere ed acquistare in maniera totalmente autonoma, senza costi aggiuntivi; grazie ai tanti portali di compravendita online (Subito, Kijiji, lo storico Ebay) è possibile gestire la compravendita comodamente da casa propria senza intermediari.

A rendere le cose ancora più semplici, contribuisce la facilità con la quale è possibile ricevere e spedire un pacco, sia dall'Italia che dall’estero: è possibile consultare dei siti che comparano le tariffe dei vari corrieri che operano nella zona; in questo modo si è sempre certi si assicurarsi il prezzo più vantaggioso e la tipologia di spedizione più adatta alle proprie esigenze. Se fino a pochi anni fa poteva sembrare assurdo, oggi ricevere un pacco dal Giappone, magari dal valore di pochi euro, è assolutamente normale! Anche gli strumenti di pagamento di pagamento elettronici offrono sempre più tutele e possibilità: non è mai stato così facile inviare o ricevere denaro come lo è oggi.

Insomma, non ci sono più scuse. Non possiamo più permetterci di continuare a comportarci come se le risorse fossero infinite: tutti dobbiamo fare la nostra parte, e, nel suo piccolo, il riuso può contribuire a salvaguardare il pianeta (e le nostre tasche!) da sprechi inutili.

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