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Saluzzese | 28 ottobre 2020, 11:03

“Allarme contagi” tra gli agenti del carcere di Saluzzo? Lo sostiene la Cgil. Allemano: “Quattro positivi, isolati. Adottata condotta prudente”

Secondo la Funzione pubblica Cgil “la situazione pare sfuggire di mano di giorno in giorno”. Non dello stesso avviso il Garante dei detenuti: “Gli agenti positivi sono paucisintomatici. I detenuti entrati in contatto con i positivi sono stati sottoposti a tampone, con esito negativo. La strategia dei tamponi a tappeto è meno efficace del tampone mirato”

Il carcere di Saluzzo

Il carcere di Saluzzo

“Nel carcere di Saluzzo, per avvicinare lo sguardo alla realtà della nostra provincia, la situazione pare sfuggire di mano di giorno in giorno”. La Segreteria provinciale della Funzione pubblica Cgil Cuneo lancia quello che lei stessa definisce “l’allarme contagi tra il personale” della casa circondariale Rodolfo Morandi.

“Quando si parla di realtà carceraria e del suo sovraffollamento, che riguarda una buona parte degli istituti di pena italiani allarmante – spiega la Fp Cgil – si pensa quasi sempre ad un problema di giustizia civile che dovrebbe intervenire per dare risposte allo stato della detenzione nel nostro paese.

Si realizza quanto significhi la convivenza fisicamente ravvicinata, per questioni di mancanza di spazi interpersonali, solo quando sopraggiungono fattori esterni importanti come quello pandemico.

Durante il precedente lockdown il problema si era posto già in modo. Oggi, con l’esplosione della seconda ondata, il mondo carcerario che, sottolineiamo, è composto da carcerati e personale addetto, sta rischiando l’effetto a catena dei contagi a causa dell’impossibilità nel raggiungere il tanto evocato distanziamento fisico”.

Secondo l’organizzazione sindacale, “oltre ai carcerati, il numero di agenti e personale civile già in stato di positività conclamata è preoccupante, senza tenere conto dei dipendenti che sono attualmente in autoisolamento con sintomi”.

La Fp Cgil chiede dunque “in tempi stringenti e in modo sistematico, un tracciamento dei contatti e relativi tamponi per determinare i contagi esistenti e limitarne i danni”, che a suo dire “sarebbe essenziale”.

“Lo affermiamo da mesi, lo abbiamo nuovamente ribadito a settembre quando, in prospettiva alla seconda ondata che si avvicinava, abbiamo richiesto con insistenza che venissero sottoposti tutti i dipendenti, non solo i carcerati, al test sierologico, ben consapevoli di quanto la costrizione in spazi limitati potesse nuovamente precipitare la popolazione carceraria, tutta, in un girone infernale di contagi e malattia.

La seconda ondata di Covid-19 dovrebbe trovarci, lo auspichiamo fortemente, un poco più preparati.

Come FP Cgil chiediamo che l’Asl Cn1, che la sanità pubblica, si facciano carico urgentemente di estendere i tamponi a tutto il personale di servizio, permettendo, in questo modo, il monitoraggio e la tutela nei confronti delle rispettive famiglie e , in prospettiva, di tutta la popolazione”.

Per avere un quadro maggiormente delineato della situazione all’interno dell’istituto penitenziario saluzzese abbiamo raggiunto telefonicamente Paolo Allemano, medico e – da novembre 2019 - Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

Allemano ci ha fornito i dati in suo possesso: “Mi risultano quattro agenti positivi, in quarantena e paucisintomatici (Treccani: “manifestazione con quadro clinico povero di sintomi”: ndr).

I detenuti entrati in contatto con i positivi sono stati sottoposti a tampone con esito negativo. Mi pare una condotta più che prudente, se si considera che le linee guida raccomandano sorveglianza per chi ha avuto contatti con positivi al Covid-19, riservando il tampone a chi presenta sintomi.

Ribadisco: non risultano positivi tra i detenuti e che la strategia dei tamponi a tappeto è meno efficace del tampone mirato”.

Nicolò Bertola

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