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Scuole e corsi | 28 ottobre 2020, 14:08

Cuneo, più controlli della Municipale fuori dalle scuole e alle fermate degli autobus? “Sì, ma il senso di responsabilità individuale è determinante”

La discussione dell’ordine del giorno presentato da Laura Menardi ha concluso, ieri sera (27 ottobre), il consiglio comunale; Marco Vernetti: “Abbiamo 38 agenti sui 70 che servirebbero, impensabile credere di poter controllare ogni singolo angolo della città”

Cuneo, più controlli della Municipale fuori dalle scuole e alle fermate degli autobus? “Sì, ma il senso di responsabilità individuale è determinante”

“Il miglior vaccino in questo periodo è il senso di appartenenza alla comunità, anche se qualche controllo delle forze dell’ordine in più non guasta di certo”. Ha iniziato così il proprio intervento a commento dell’ultimo ordine del giorno affrontato durante il consiglio comunale della città di Cuneo il consigliere comunale Carlo Garavagno; al centro, la richiesta della collega Laura Menardi di controlli più massicci da parte della Polizia Municipale nei pressi degli edifici scolastici e alle fermate degli autobus nel corso dell’entrata e dell’uscita dalle lezioni.

Un ordine del giorno caratterizzato da un dibattito movimentato quanto, in questo periodo di “seconda ondata”, qualunque altro venga a toccare il Coronavirus e la gestione delle attività ancora permesse.

“I plessi scolastici e le fermate del trasporto pubblico locale sono scenari che vanno controllati in modo più stretto, per promuovere la cultura della lotta al Covid e del rispetto delle regole sanitarie tra i giovani. La scuola però non ha giurisdizione in questo senso e l’attivazione di un servizio da parte della Polizia Municipale diventa quindi fondamentale” ha sottolineato Menardi nella presentazione dell’ordine del giorno.

“Certo eliminare ogni possibile rischio è impossibile, ma realizzare un controllo più regolare e puntuale potrebbe aiutare a meglio gestire l’intera situazione – ha proseguito Menardi - . Le forze della Municipale, però, non bastano: serve istituire un programma che sia di ausilio e non in sostituzione, nello stile dei “nonni vigili”.

A rispondere per primo ci ha pensato il consigliere Marco Vernetti: “Ampio lavoro è già stato fatto dalla Polizia Locale. Lo sforzo organizzativo messo in campo durante il lockdown, tenuto soprattutto conto dell’organico davvero ristretto, 38 agenti disponibili con cinque che stanno per entrare in servizio sui 70 che ne servirebbero, ha permesso di realizzare diversi controlli su persone fisiche e giuridiche e sulle attività commerciali della città. Con la fine del lockdown e l’arrivo della bella stagione l’attività è proseguita, specie nelle aree più interessate dalla movida”.

“Con l’attivazione delle scuole sono aumentati gli spostamenti dei ragazzi e conseguentemente il rischio di assembramenti, specie nelle fasi d’ingresso e uscita dagli istituti scolastici – ha aggiunto Vernetti - , e da settembre sono stati realizzati 56 servizi aggiuntivi in corrispondenza dei plessi sul territorio. Siamo disponibili a rafforzarli ulteriormente ma è necessario sottolineare che la responsabilità del singolo cittadino nel fare la propria parte è la cosa più importante di tutte: è impensabile credere di poter avere un vigile che controlli ogni singola persona in ogni singolo punto della città”. Vernetti ha poi rifiutato la possibilità di mettere in campo i “nonni vigili”, rappresentanti della categoria anagrafica da sempre più colpita dal virus.

 

LA DISCUSSIONE DEI CONSIGLIERI

L’ordine del giorno è stato approvato quasi all’unanimità (26 voti favorevoli sui 27 possibili), ma ha ingenerato un dibattito ampio che ha coinvolto diversi consiglieri, comunque favorevoli al senso generale della richiesta.

Simone Priola e Maria-Luisa Martello hanno sottolineato come l’ultimo DPCM superi l’ordine del giorno allargando la percentuale di studenti in didattica a distanza, e quindi conseguentemente riducendo il numero di quelli “in viaggio”.

Martello, poi, così come Gianfranco Demichelis, hanno chiesto espressamente che si lavori per responsabilizzare i ragazzi e, senza opprimere nessuno, si facciano rispettare le disposizioni sanitarie di sicurezza basilari a ogni costo. Una lettura che non è piaciuta a Luca Paschiero, che si è schierato apertamente contro l’intervento della consigliera: “Le generazioni future stanno crescendo, oggi, in un vero e proprio regime e sono quelli che rispettano in maniera più pedissequa le regole imposte; mi fanno davvero ben sperare nel futuro. Le mie figlie, per esempio, sono le prime a ricordare a me e ad altri adulti quando e come mettere la mascherina. Serve davvero comprendere quale sia la strada giusta da intraprendere nell’affrontare e convivere con la malattia, ma senza generalizzare o colpevolizzare chi, invece, sta subendo i contraccolpi psicologici più duri”.

Beppe Lauria, infine, ha ringraziato in apertura del proprio intervento la Polizia Municipale per come abbia gestito il periodo di lockdown, senza risparmiare stoccate al collega Vernetti: “Prendo atto del fatto che parli da assessore, calandosi nella parte che andrà a ricoprire in futuro”. “Ognuno di noi deve sentirsi responsabile della carenza di personale che flagella la Municipale: è evidente che con i numeri attuali si potrà fare ben poco, ma sono frutto di una scelta politica ben specifica del centrosinistra che governa la città ormai da parecchi anni. Temo però che, a lungo andare e con richieste come quelle della proponente, si arrivi a un punto di non ritorno davvero complesso: dobbiamo cercare di non assumere posizioni esasperate, non partecipare alla corsa a chi spaventa di più. C’è più bisogno di rasserenare i cuori, per come possibile”.

Simone Giraudi

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