/ Sanità

Sanità | 29 ottobre 2020, 14:30

Mai potenziata e sottoposta a ritmi insostenibili: la medicina territoriale in Granda rischia di cedere sotto il peso del Covid

Lo denuncia la Fimmg, la Federazione che raggruppa i medici di base, primo filtro sul territorio, insieme all’emergenza sanitaria 118. I medici di famiglia dovrebbe essere l’esercito in grado di curare il più possibile, a domicilio i pazienti. Ma devono fare i conti con “inefficienti procedure per la gestione dei casi”, difficoltà enormi a rapportarsi con i Sisp e con un portale informativo assolutamente non adeguato

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Se n’è parlato a più riprese, in contesti diversi.

Da quando il nostro Paese si è trovato costretto a fare i conti con la pandemia, i medici di Medicina generale, i “medici di base”, i “medici di famiglia” sono stati al centro del dibattito, più volte.

Un dato sembra esser certo. Nel corso di un’emergenza pandemica, la sanità territoriale gioca un ruolo fondamentale. I malati devono esser curati il più possibile a domicilio, sul territorio. Il ricovero ospedaliero deve essere l’extrema ratio, da attuare solo quando davvero necessaria, per non sovraccaricare il sistema ospedaliero.

Ma, nel Cuneese, la Federazione italiana dei medici di Medicina generale, la Fimmg, denuncia una “situazione ormai insostenibile, che si sta determinando a seguito dell’aumento dei numero dei casi di contagio e delle inefficienti procedure poste in essere per la gestione dei casi”.

A parlare è Luciano Bertolusso, segretario provinciale generale della Fimmg Cuneo.

I medici di Medicina generale – spiega – in collaborazione con la Continuità assistenziale, l’emergenza sanitaria territoriale e le Usca, Unità speciali di Continuità assistenziale, stanno in queste settimane operando oltre ogni limite e possibilità per far fronte all’emergenza sanitaria sul territorio”.

Bertolusso racconta come, oltre a tutte le altre patologie, “che non sono scomparse e che rischiano di fare danni ancora peggiori se trascurate”, i medici del territorio stanno seguendo casi di Covid-19 in numero decisamente superiore a quello dei ricoverati. “Il fatto di curare e gestire a domicilio questi pazienti, meno gravi o con sintomi meno allarmanti, consente, almeno per ora, di evitare il collasso dei reparti ospedalieri.

Ma il peso delle richieste incongrue e le inefficienze del sistema rendono questo lavoro ogni giorno più difficoltoso e pesante, fino all’esaurimento fisico dei medici. I quali devono, ben oltre gli orari e i compiti legati e previsti dall’accordo collettivo nazionale e dagli accordi integrativi regionali e aziendali, far fronte a una marea montante di richieste della popolazione”.

Ma di tutte le richieste che giungono ai medici di famiglia, buona parte sono “incongrue”: “Fanno riferimento a funzioni che il medico di Medicina generale non ha: non ha poteri di Sanità pubblica, nel senso che non si può sostituire al Servizio di Igiene e Sanità pubblica. Non può, ad esempio, ‘liberare’ i cittadini dalla quarantena o terminare l’isolamento, nè ‘certificarne’ la guarigione.

Non poteva, fino ad oggi, richiedere direttamente l’esecuzione dei tamponi molecolari: dovrebbe entrare in attuazione a breve la norma che lo consente, ma solo in particolari situazioni”.

Una serie di funzioni che, secondo Bertolusso, il Sisp non sta riuscendo ad attuare, così come “sta fallendo il programma di tracciamento dei soggetti asintomatici, cioè quella strategia che era stata definita come la chiave di volta della prevenzione dell’esplosione della pandemia nel corso della seconda ondata. Ormai ci si sta rassegnando, come nei mesi della primavera scorsa, a diagnosticare con il tampone i soggetti sintomatici”.

Ma non è  tutto.

La Fimmg però si sofferma anche su altre criticità importanti.

Riscontriamo la difficoltà, anzi a volte proprio l’impossibilità, per i medici di Medicina generale, di entrare in contatto diretto con il Sisp: non è stata finora prevista una modalità, telefonica o di qualsiasi altro tipo, di comunicazione diretta, ‘garantita’ e rapida tra la medicina territoriale e gli uffici del Servizio Igiene e Sanità pubblica. E, stante il numero rilevante di informazioni che ci dovremmo scambiare, questo costituisce un ostacolo veramente rilevante” commenta Bertolusso.

E poi ancora: “le stesse indicazioni fornite dal Sisp ai pazienti siano a volte discordanti o francamente errate”. Il che, potrebbe avere risvolti non di poco conto.

Ma il cerchio della disamina Fimmg si allarga.

E va a toccare anche il sistema – con annessa “strategia” – di raccolta e gestione dei dati. Attualmente il tutto si basa sulla piattaforma informatica del portale regionale “Visura e tamponi MMG”, creato e gestito dal Csi, il Consorzio per il sistema informativo.

Un portale “concepito e gestito in modo assolutamente inadeguato alle esigenze cui dovrebbe rispondere: la raccolta del dato è lenta e farraginosa – denuncia Bertolusso – spesso richiede duplicazioni, non consente una rapida valutazione dei risultati, non distingue tra casi tuttora attivi e casi conclusi, non segnala le variazioni dei dati, non segnala la data in cui un determinato evento si è attuato o chi l’ha prescritto, non prevede che qualsiasi evento significativo, come la positività di un tampone, sia segnalato automaticamente al medico di Medicina generale o al paziente. Ne consegue che i medici devono, su pressione comprensibile dei pazienti, consultare continuamente il portale alla ricerca dell’informazione. E il Csi si è dimostrato sinora sordo alle nostre ripetute richieste di modifica e aggiornamento”.

Una situazione non facile, all’interno della quale va a porsi la campagna di vaccinazione antinfluenzale, che sta muovendo in Granda i suoi primi passi proprio in questi giorni.

Sta partendo la più grande campagna vaccinale antinfluenzale mai realizzata – dice Bertolusso – che presume numeri assolutamente rilevanti e che prevede l’impegno diretto dei medici di Medicina generale.

Che si stanno organizzando autonomamente per rispondere a questa sfida nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, evitando assembramenti e programmando gli accessi con prenotazioni, magari usufruendo di strutture esterne agli studi medici.

E ci auguriamo che, anche a questo proposito, il sistema di fornitura dei vaccini garantisca una adeguata risposta alle nostre necessità”.

La domanda è sempre la stessa. Perché nessuno ha pensato ad un potenziamento nei mesi di “tregua” che quest’estate il Coronavirus ha concesso?

Nessuno sembra trovare una risposta logica: “E’ nostro dovere – chiosa la Fimmg – segnalare a tutti lo stato di pressione insostenibile che la Medicina generale sta sopportando, senza essere stata messa, nei mesi precedenti, nelle condizioni di migliorare la risposta del territorio alla pandemia.

Questo si sta traducendo nella sofferenza della medicina territoriale e dei medici che vi operano.

Se non verranno prese immediate e forti misure di supporto il filtro territoriale potrebbe cedere, e dopo di esso, cadranno le strutture ospedaliere e specialistiche”.

redazione

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium