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Attualità | 04 novembre 2020, 16:25

La macchina bloccata a Vievola da oltre un mese e il viaggio per riportarla a Torino, per mulattiere e strade che non esistono più

Come Carlo e la moglie Antonella, sono tanti gli italiani che il 2 ottobre sono stati colti dall'alluvione in Valle Roya. Loro sono stati evacuati e riportati in Italia, ma non sapevano come fare con le auto. Dopo tentativi e chiamate, il signor Carlo ha deciso di provarci da solo e ce l'ha fatta

La macchina bloccata a Vievola da oltre un mese e il viaggio per riportarla a Torino, per mulattiere e strade che non esistono più

A distanza di un mese riescono a riportare la macchina a casa, ferma dallo scorso 2 ottobre a Vievola. E' la vicenda di una coppia di Torino, che ha mosso mari e monti per capire come riprendersi l'auto dopo la terribile alluvione che ha devastato la valle Roya. Ce l'hanno fatta due giorni fa, il 2 novembre, un mese esatto dopo quella giornata terribile, passando per una vecchia strada militare, per alcuni tratti davvero impercorribile. Per farlo hanno avuto un permesso straordinario.

Quella strada probabilmente sarà percorsa da altri italiani che hanno lasciato la vettura lì e che non hanno più avuto modo di riprenderla, perché non ci sono più le strade.

Carlo e Antonella quel 2 ottobre rientravano dalla Liguria e stavano percorrendo la strada della valle Roya per arrivare a Limone Piemonte e da lì proseguire per Torino. Il resto è cronaca. Si vedono crollare la strada davanti agli occhi.

Vengono ospitati, assieme a tante altre persone, di cui molti italiani, in un b&b della zona, in attesa dell'evacuazione con l'elicottero dei vigili del fuoco, avvenuto il giorno dopo.

Come loro, sono in tanti ad avere le macchine bloccate a Vievola, molte delle quali irrecuperabili. Ma la loro non ha fortunatamente subito danni.

Iniziano a muoversi e a capire come fare. Le strade non ci sono più. Provano a chiedere il trasporto con la ferrovia, chiedono ai vigli del fuoco di Limone, alla Municipale, a RFI, alla Prefettura. Non sembra esserci una soluzione. Non a breve, comunque. 

La situazione della viabilità e delle infrastrutture è davvero disastrata.

Fino al 2 di novembre, quando il signor Carlo riesce a portare la macchina a casa attraverso una strada militare sterrata che da La Brigue arriva in Italia. E' "la piste du Pinet", dove per passare serve un permesso speciale, che viene accordato. 

Nel frattempo la Prefettura di Cuneo si era attivata con RFI per il trasporto su rotaia, ma alla fine in molti hanno deciso di fare come il signor Angelino, anche perché i tempi potrebbero allungarsi e le condizioni meteo peggiorare.

La strada "aperta" dal signor Carlo di Torino nei prossimi giorni sarà percorsa da altri italiani, che hanno la macchina bloccata a Vievola da più di un mese un mese. Saranno probabilmente scortati da un mezzo 4x4, perché non è una via agevole e adatta a tutte le auto. 

Il signor Carlo: "A Vievola la situazione è disastrosa. C'è gente che ha perso tutto e sono rimasti a viverci 18 abitanti. Noi abbiamo trovato tantissimo aiuto e disponibilità, ci hanno salvato. Così come si è salvata la nostra vettura, mentre ce ne sono tante ancora nel fiume o devastate dalla furia dell'acqua. Siamo riusciti a riportare a casa l'auto, ma abbiamo temuto di non farcela. Non è stato semplice, la strada da percorrere è impervia. Spero che anche gli altri italiani possano farcela".

Barbara Simonelli

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