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Saluzzese | 06 novembre 2020, 10:22

Che tempo fa sul Monviso? Dal 1 dicembre si potranno avere previsioni mirate sul Re di Pietra e le sue vallate, Francia compresa

Il Parco del Monviso presenta “MeteoMonviso”, servizio dalle molte potenzialità, sia per turisti, che per alpinisti ma – anche – per la popolazione e gli Enti locali. Un bollettino meteo focalizzato sul massiccio del Monviso e le vallate, che potrà tornare davvero utile

La vetta del Monviso al di sopra delle nubi - PH GUIDA ALPINA GIANLUCA BOCCA

La vetta del Monviso al di sopra delle nubi - PH GUIDA ALPINA GIANLUCA BOCCA

Previsioni del meteo, con un focus, preciso sul massiccio del Monviso e le sue vallate.

È la sfida, non di poco conto, intrapresa dal Parco del Monviso, che proprio ieri sera ha presentato il servizio “MeteoMonviso”, che diventerà pienamente operativo a partire dal 1 dicembre prossimo.

Un servizio di previsioni metereologiche “tarato” esclusivamente sul Monviso, le sue valli e sulla parte di territorio francese sulla quale ricadono i sentieri intorno al Re di Pietra. Al servizio di chi decide di vivere la montagna, che sia per un’escursione o per una giornata di relax.

Parlando di meteo, sul “Viso”, che è esperto o conoscitore di queste zone sa che non si può non parlare di nebbia.

Lo ha ribadito Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana e climatologo di fama internazionale: “Il Monviso è noto a tutti come la montagna visibile, anche dal nome latino Mons Vesulus, ma nel periodo estivo, di maggior afflusso di turisti ed alpinisti, diventa quasi tipico per la nebbia, che avvolge la Val Po, una valle breve dove l’aria umida della pianura rimonta facilmente per poi condensarsi sui versanti. È tipico avere qualche ora di sereno poco dopo l’alba, ma poi arrivano cumuli di nebbia.

Non a caso gli amici francesi del Queyras la chiamano in italiano, la ‘nebbià’, per loro sconosciuta, se non quando arriva dall’Italia, traboccando dai colli limitrofi al Viso, rendendo difficoltosa la fruizione turistica dello straordinario massiccio”.

Mercalli ha spiegato come il “MeteoMonviso”, esperimento nato su richiesta proprio del Parco, sarà sviluppato per un uso operativo, per la pianificazione delle attività quotidiane in zona montana, “che tutti sappiamo quanto sia importante”.

Servirà per i turisti, per programmare una vacanza in quota, ma anche per le popolazioni locali, per i Comuni e per quelle attività legate ai grandi eventi estremi, tipo le alluvioni, “che speriamo siano di bassa frequenza”. “Sarà utile anche solo per programmare lavori di asfaltatura di una strada”.

In Piemonte esistono già bollettini meteo. Come quello dell’Arpa, che “svolge un servizio di eccellenza” ha ancora detto il meteorologo. L’intento di “MeteoMonviso” non è quindi quello di sovrapporsi, bensì di “fare uno zoom, un prodotto mirato su un territorio molto piccolo e limitato, calato sulle esigenze del territorio. E che speriamo sia di aiuto per i turisti”.

Da anni giungono al Società meteorologica italiana richieste di previsioni maggiormente dettagliate, su scala locale, con informazioni che magari sfuggono alle previsioni nazionali o regionali: “Dati su grande scala – ha aggiunto Mercalli – possono indurre in scelte e valutazioni errate nella pianificazione di attività in montagna, anche con rischi oggettivi in termini alpinistici”.

Come sarà strutturato, in concreto, il bolletino di MeteoMonviso?

Lo hanno spiegato Claudio Castellano e Valentina Acordon, di Nimbus.

Nell’ultimo periodo – ha spiegato Castellano – il meteo si contraddistingue per una massiccia diffusione automatizzata, su App e cellulari. Ma in montagna ci servono informazioni più approfondite e aggiornate”.

Il bollettino verrà emesso lunedì, mercoledì e venerdì. Con aggiornamenti quotidiani in caso di significativi e improvvisi cambiamenti delle previsioni meteo.

Sarà testuale, perché “occorre andare oltre la semplice icona del sole o della pioggia” hanno spiegato i tecnici. La forma testuale è ritenuta infatti il modo migliore per raccontare certi scenari, e per “educare il fruitore della previsione ad un corretto utilizzo della previsione stessa”.

Nel bollettino si distingueranno a livello previsionale settori diversi: la fascia montana che guarda verso la pianura, i settori interni della Val Varaita, i settori dei crinali di confine e dei colli e il settore francese.

A dispetto delle previsioni classiche, dove i satelliti diventano utili per avere una situazione in tempo reale, qui si analizzerà la circolazione atmosferica globale. Le carte liberamente accessibili su internet non consentono di scendere nel dettaglio: per far ciò c’è bisogno di modelli di aree limitate, che consentono di cogliere parametri previsionali su territori circoscritti.

Quali saranno le informazioni utili al mondo dell’escursionismo e dell’alpinismo? Le snocciolano i tecnici: fino a che quota nebbia? Da dove è possibile trovare sereno per l’ascensione al Monviso? “Senza contare che sarà possibile aggiungere dettagli usando tipi di carte ad hoc”.

Puntiamo ad offrire – ha proseguito l’Acordon – previsioni mirate per chi va in montagna, con esigenze particolari. Non un bollettino con icone, perché nelle zone montane ci sono variabili anche durante il corso di una sola giornata, o per vallate diverse. L’icona sarebbe riduttiva”.

Nel formato A4 del bollettino si troverà sempre un breve riassunto iniziale, che fornisce l’indicazione di massima del meteo. Poi, lo stato del cielo, precipitazioni, temperature, 0 termico e venti, con il livello di allerta Arpa.

Si potrà aggiungere, eventualmente, lo stato della neve, info utile per skialper e popolo del turismo invernale fuoripista, “chiaramente basandosi sempre sui bollettini regionali Arpa”.

Ma non solo. Il bollettino, su indicazione del Parco del Monviso, darà anche informazioni ad hoc in caso di eventi importanti organizzati sul territorio, con previsioni specifiche sul territorio interessato, con “appendici” ad hoc.

Insomma, tutto è pronto per un nuovo servizio, che non potrà che essere apprezzato. Per Mercalli “serviranno feedback per caprie cosa manca ancora e cosa può essere migliorato”.

Ma, citando il presidente Gianfranco Marengo, il Parco va a mettere un “tassello importante che si collega ad una rete di realtà territoriali”.

Nicolò Bertola

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