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Attualità | 09 novembre 2020, 15:31

Alba, la Croce Rossa ancora in prima fila sul fronte dell’emergenza: "Le ambulanze in coda ci sono, anche nei nostri ospedali"

Il presidente Luigi Aloi: "Continue le richieste per pazienti Covid, i nostri mezzi fuori sede dal mattino al fine turno". Il comitato langarolo lancia un appello: "Ancora una volta ci sarebbe bisogno di forze nuove"

Un'immagine di sabato scorso: le ambulanze in attesa nel Dea dell'ospedale di Verduno

Un'immagine di sabato scorso: le ambulanze in attesa nel Dea dell'ospedale di Verduno

"Le ambulanze in attesa sono una realtà, purtroppo, cui assistiamo quotidianamente anche a Verduno. Sabato ne abbiamo contate mezza dozzina nella sola 'camera calda' del Dea. Diciamo che sembra di essere ritornati al marzo scorso, forse peggio".

A condividere col nostro giornale un punto di vista certamente privilegiato circa lo stato di emergenza con cui si confronta in questi giorni chi opera sul fronte dell’assistenza sanitaria è l'ingegnere montatese Luigi Aloi, da anni alla guida della volenterosa truppa di volontari che quotidianamente operano nelle sedi che si rifanno al Comitato albese della Croce Rossa Italiana, consentendo all’associazione di soccorso langarola di onorare un impegno divenuto nuovamente preziosissimo, con la seconda ondata del Covid-19.

"L’emergenza esiste – ci racconta -, checché ne dicano quanti ancora non vogliono vederla e parlano di invenzioni o complotti. Nuovamente la nostra attività si è ridotta quasi a zero sul fronte dei servizi ai privati, legati a tutti quegli interventi interventi e prestazioni ordinarie che le Asl hanno quasi completamente sospeso, mentre al contempo sono cresciute a dismisura le richieste collegato al trasporto verso l’ospedale dei pazienti Covid o sospetti tali, che ora occupano il 90% di tutte le nostre attività".

Non trascurabili le differenze con quanto lo stesso presidente ci aveva raccontato questa primavera (leggi qui e qui). "Sì, sembra di essere tornati a marzo. Forse peggio. Di positivo c’è che oggi sappiamo a cosa andiamo incontro, conosciamo meglio il nemico, per così dire. Di contro ora i nostri equipaggi escono al mattino e rientrano in sede solamente a fine turno, senza più fare ritorno in sede. I mezzi vengono sanificati tra un trasporto e l’altro, ma dobbiamo farlo in esterna, senza ritornare in sede. Questo perché le richieste arrivano senza soluzione di continuità, mentre i tempi di prelievo, trasporto, accoglienza in ospedale sono mediamente lunghi, anche per la necessità collegate al dover operare in piena sicurezza. Sono così tornate le tute bianche, i guanti, le mascherine, gli occhiali: tutte quelle protezioni che i nostri volontari debbono utilizzare anche per uscite in situazioni solamente sospette, come sono ad esempio tutte quelle che ci vedono impegnati nelle case di riposo".

Rispetto alla primavera è invece identica la necessità dell’associazione di poter contare su forze nuove, rispetto a un esercito che al momento, tra Alba e le delegazioni di Montà, Monticello, Monforte, Neive e Albaretto della Torre, può contare su una prima linea di circa cento volontari assiduamente impegnati.
Ancora Aloi: "Come allora abbiamo esonerato dai servizi tutte le persone più avanti cogli anni, o che accusano qualche fragilità. Poter contare su forze nuove ci toglierebbe parte di una pressione che anche per noi inizia davvero a pesare, dopo i lunghi mesi della prima ondata. Se la cosa andrà avanti ancora molto anche per noi sarà difficile resistere senza accusare il colpo. Poi il primo aiuto che ci sentiamo di chiedere a tutti rimane quello di fare attenzione e usare le precauzioni necessarie a non ingrossare le fila di quanti necessitano di un ricovero".

Ezio Massucco

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