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Attualità | 09 novembre 2020, 17:01

La lista "siAMO Peveragno": "Il sindaco, in cerca di risposte, addossa responsabilità agli operatori del sistema sanitario

Il gruppo di minoranza risponde alle recenti esternazioni comparse sulla pagina Facebook del Comune: "Non riteniamo che in questo particolare e delicatissimo momento di impennata pandemica, si possano ricercare colpe nell’organizzazione sanitaria per la carenza di personale"

Foto generica

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"Il sindaco si contenga e non assurga a così alti livelli. Non crediamo sia, per ora, abilitato a compiere miracoli".

Commentano così i consiglieri di minoranza di Peveragno - appartenenti alla lista siAMO Peveragno - le recenti esternazioni apparse sulla pagina Facebook del Comune riguardanti la situazione pandemica locale.

A destare lo sconcerto dei consiglieri la frase “e probabilmente domani faremo qualche altro piccolo miracolo”, ma non solo. "Dissentiamo totalmente da queste affermazioni e stigmatizziamo una formula che in modo generico attacchi il sistema sanitario - dicono i consiglieri - . Noi siamo solidali con chi è deputato ad aiutare i comuni a risolvere il gravissimo problema e non riteniamo sia questo il momento di sentenziare con così tanta sicurezza con frasi del tipo “la mancanza di risposte concrete da chi ne aveva la piena responsabilità”".

Al centro, ovviamente, le condizioni sanitarie della casa di riposo "Don G. Peirone" (con la maggior parte del personale positivo ma gli ospiti in buona condizione di salute): "E’ una situazione critica e delicata e soprattutto mai verificatasi con dimensioni così vaste. Enorme lo sforzo che si sta facendo per consentire agi operatori del territorio di continuare a tenere in piedi la macchina sanitaria. Peveragno sta scontando una progressiva diminuzione del personale dipendente, nel corso degli anni in parte sostituito da personale di cooperativa. Personale ormai carente, non solo a Peveragno ma dappertutto".

"Non riteniamo di certo che in questo particolare e delicatissimo momento di impennata pandemica, si possano ricercare colpe nell’organizzazione sanitaria per la carenza di personale - proseguono - . Organizzazione sanitaria che si sta facendo in quattro per arginare l’epidemia con tutti i suoi operatori. Neppure crediamo si possa pensare di arginare l’epidemia facendo uscire di casa i positivi per andare a lavorare con altri positivi. Anzi, avanzare simili ipotesi dimostra scarsa conoscenza del problema. Nel dettaglio il positivo sta in isolamento 21 giorni, poi se asintomatico rientra a lavorare anche in caso persista la sua positività, ma dopo i necessari controlli stabiliti su base scientifica. Questa regola è ormai codificata da un mese. Non è di certo il caso di buttare la croce addosso ad altri e ricercare polemicamente responsabilità in mancanza di risposte. Siamo disponibili a farci parte attiva per ricercare ogni possibile soluzione, sia in veste di amministratori comunali che di cittadini".

simone giraudi

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