L'Internazionale di Alessio Ghisolfi | 17 novembre 2020, 09:42

Cyber flashing: quando la molestia sessuale corre in rete

Questo genere di abuso si afferma come una novità nel panorama odierno poiché consiste nella ricezione di immagini non richieste di genitali maschili.

Cyber flashing: quando la molestia sessuale corre in rete

Sono migliaia le donne che nel mondo confermando di avere ricevuto immagini non richieste di genitali maschili. Hanno tutte tra i 20 e 40 anni ma moltissime sono minorenni.

Questo genere di abuso si afferma come una novità nel panorama odierno poiché consiste nella ricezione di immagini non richieste di genitali maschili.

Il sistema viaggia su sistemi di messaggistica che si avvalgono del bluetooth o AirDrop sul canale Apple.Il sistema garantisce l’anonimato e costringe il ricevente a visualizzare la foto prima di poterla rifiutare. Da qui la molestia consumata.Il cyber flashing può anche diventare pericoloso se si pensa che colui che invia le immagini deve per forza essere in prossimità della donna molestata per via del sistema su cui viaggia.Chiaramente le diverse polizie in Europa conoscono bene il fenomeno e la stessa magistratura sta conducendo indagini, spesso non facili, su scenari del tutto nuovi.

E la politica non agevola certo tale operazione non sostenendo, con finanziamenti e risorse, quei rami delle forze inquirenti che andrebbero invece sostenute e potenziate.

Qualcosa è tuttavia possibile fare ma sul piano della autotutela: nell’app “Impostazioni” dell’iPhone selezionare “Generali”, poi selezionare “AirDrop” e infine scegliere tra le opzioni “Ricezione non attiva” o “Solo contatti” (l’opzione “Tutti” permette a chiunque nelle vicinanze di inviarvi contenuti).

La molestia corre veloce avvalendosi della tecnologia e la vittima rischia di restare sempre più sola.




Alessio Ghisolfi

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