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Saluzzese | 17 novembre 2020, 08:10

Durissimo attacco al sindaco di Sanfront: “Nuovo aumento dello stipendio”. Meirone: “Fandonie. Si cavalca il Covid per critiche sterili”

L’opposizione si scaglia contro il primo cittadino: “Uno schiaffo a chi oggi si trova in difficoltà”. Il sindaco: “Stiamo parlando di indennità stabilite dal Ministero”. Come funziona il meccanismo che determina la “paga” del sindaco. Interviene anche Colombero, dell’Uncem: “Credevo che la stagione del populismo fosse stata archiviata. Evidentemente non è così”

“Uno schiaffo a chi oggi si trova in difficoltà”.

Inizia così il pesantissimo attacco politico che l’opposizione in Consiglio comunale a Sanfront – composta da Alessio Brondino, Brikamam Allio e Simone Dossetto – ha sferrato, proprio in questi giorni, al sindaco Emidio Meirone e alla “sua” Giunta.

Oggetto del contendere: “un ulteriore incremento dello stipendio del primo cittadino”, per usare le parole della minoranza.

Come viene determinata la “paga” del sindaco?

Prima di addentrarci nelle critiche dell’opposizione, occorre fare un piccolo excursus.

Il sindaco di Sanfront, sino a poco tempo fa, percepiva 1301,47. L’indennità, nel 2019, era stata portata da 1100 euro a 1301,47 e di questo si era parlato anche in Consiglio comunale. Lo “stipendio del sindaco”, però, è stabilito, come prevede il Testo unico per gli Enti locali, da un decreto del ministro dell’Interno, adottato di concerto con il ministro del Tesoro sulla base dei parametri della “Legge Bassanini”.

Tradotto: la legge stabilisce, in base alla popolazione residente, a quanto ammonti la “paga” del primo cittadino. Che ogni Amministrazione può decidere di aumentare o diminuire.

Per Sanfront, essendo Comune tra i 1000 ed i 3000 abitanti, la cifra si attesta a 1301,47 euro, frutto di una riduzione del 10% imposta – sempre dallo Stato – con la Finanziaria del 2006.

Ora, con un nuovo decreto del Ministero dell’Interno, lo Stato ha previsto lo stanziamento di un fondo da 10 milioni annui, a partire dal 2020, per l’aumento delle indennità dei sindaci di Comuni fino a 3mila abitanti.

Le “paghe” dei sindaci risultano così incrementate fino all'85% delle indennità dei sindaci dei Comuni tra 3.000 e 5.000 abitanti, per un importo pari a 1.659 euro lordi al mese. 357,91 in più ogni mese.

Dato l’aumento, lo Stato ha già accreditato sui conti dei Comuni 2365 euro, come contributo a titolo di concorso alla copertura del maggior onere annuo.

Le responsabilità di un sindaco di un piccolo comune non sono inferiori rispetto a quelle di un sindaco di una grande città e le indennità sono ferme da 20 anni. Il Governo ha voluto riconoscere l'impegno straordinario che anche questi sindaci, quotidianamente, dedicano alla loro comunità" spiega il sottosegretario all'Interno Achille Variati, dicendosi soddisfatto per “l’attuazione della misura prevista”.

L’affondo della minoranza

Ma proprio su questo aspetto si è scagliata con forza l’opposizione.

“Fummo accusati a maggio di quest’anno, per mezzo anche delle pagine di questo giornale, di essere fuori luogo ed insensibili circa il nostro disappunto sulla gestione dell’emergenza Covid da parte dell’amministrazione comunale. Come può definirsi invece l’aumento dello stipendio del Sindaco in questo periodo tragico?

La Giunta comunale all’unanimità e con voto favorevole approva un ulteriore incremento dello stipendio del primo cittadino, portandolo a ben 1.659,32 euro mensili, aumentandolo di fatto di 559,32 mensili nell’arco di un solo anno solare, visto che già nel 2019 vi era stato un aumento del compenso da 1.100 euro a 1.301,47 euro, a fronte di un lieve diminuzione di quello degli assessori.

Seppur frutto di un fondo governativo che dà la facoltà – ma nessun obbligo – ai primi cittadini di ritoccarsi (per così dire) lo stipendio, riteniamo che l’aumento, quantomeno corposo, sia inappropriato visti i tempi che corrono, dove più che ‘chiedere’ sarebbe tempo, come altri già han fatto, di ‘dare’. Aumento tra l’altro retroattivo, ovvero anche relativo ai mesi da gennaio ad ottobre 2020.

Sicuramente l’intera giunta farà quadrato attorno alla decisione ritenendolo giustificato e giustificabile, siccome legittimato da tutti e votato all’unanimità: lo riteniamo totalmente fuori luogo ed inappropriato, nei modi e nei tempi, soprattutto in virtù del periodo tragico che stiamo vivendo, dove stiamo chiedendo sacrifici a tutti, in primis al commercio, l’anima dei nostri comuni; in cui ci sono famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, lavoratori in attesa della cassa integrazione, partite Iva alla canna del gas e più generalmente contribuenti sovrastati da quelle tasse ed imposte dai quali derivano anche i compensi degli amministratori.

Ecco, ci sembra che tutto questo sia un’offesa, uno sfregio nei confronti di chi, ora più che mai, si trova in difficoltà economiche, e non di meno a chi si impegna con tutto sé stesso all’interno delle preziosissime associazioni Sanfrontesi”.

La replica di Meirone

Il sindaco Meirone, che abbiamo raggiunto per una replica alle parole dell’opposizione, si chiede “come siano possibili certe fandonie su questo argomento”.

Nessun aumento. – aggiunge – Sono soldi stanziati dal Ministero, pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Sono indennità compensative del Ministero dell’Interno: significa che lo Stato ha mandato la quota, e i Comuni tutti hanno fatto delibere”.

Meirone, estratto conto alla mano, rincara la dose: “Questi sono i bonifici che ricevo tutti i mesi dal Comune: 1000,07 euro al mese, che sarebbero i 1301,47 al netto delle imposte. Questo è.

Mi chiedo, e lo chiedo anche all’Uncem, perché solo nei miei confronti ci si pongano domane. Io non ho aumentato nulla. Continuo a ripete che si tratta dell’indennità per i sindaci fino a 3mila abitanti, aumentata fino all’85% dei nostri collegi tra 3mila e 5mila abitanti.

La mia minoranza non ha nulla di che ridire nei confronti di chi, aggiungo legittimamente, a livello istituzionali più alto, percepisce la propria giusta indennità? Non si sono confrontati con i loro colleghi di partito sindaci o consiglieri regionali? Si indignano solo per me?”.

E poi ancora: “Ricordo anche che il lavoro da sindaco e delle mie Amministrazioni lo vediamo nelle opere e nei finanziamenti portati in paese. Ponti, piazze, tutti i fondi Ato, la pista ciclabile, i sentieri sul Mombracco, i lavori sulla casa di riposo, insieme a Silvio Ferrato, la messa in sicurezza dell’area artigianale, la presidenza dell’Unione, impianti sportivi, casa delle associazioni, strade, scuole e servizi… solo per citarne alcune.

Mentre due dei tre consiglieri di minoranza nella loro ‘lunga’ vita amministrativa sono riusciti a spegnere una Pro loco, con dimissioni e ritorni che duravano meno di una stagione nonostante i cospicui contributi. L’ultimo dei quali pari a 11500 euro, superiore al mio stipendio annuale.

La verità è una: sino ad oggi il mio stipendio è stato pari a 1000 euro. E scrivere certe cose in questo momento è una cattiveria gratuita. Si cavalca l’emergenza Covid per critiche assolutamente sterili”.

Colombero, Uncem: “Credevo che la stagione del populismo fosse stata archiviata. Evidentemente non è così”

Tirata in ballo dal sindaco Meirone, abbiamo raggiunto anche l’Uncem, Unione nazionale Comuni ed Enti montani, con il suo presidente regionale Roberto Colombero.

Non entro nel merito delle polemiche interne al comune di Sanfront. – ci ha dichiarato il presidente – Anche perché non è una decisione discrezionale del sindaco e della sua Amministrazione, ma una decisione che arriva da Roma.

Mi limito a dire che credevo che la stagione del populismo fosse stata archiviata. Evidentemente non è così.

Quanto comunicato dal ministro Lamorgese con la circolare di quest’estate è un semplice atto di verità: riconoscere il ruolo dei sindaci dei piccoli comuni adeguando un poco (per me non ancora a sufficienza) l’indennità dovuta a persone che sacrificano tempo, lavoro e famiglia assumendosi responsabilità per le quali non ci sono indennità abbastanza alte (rispetto ad esempio ad altre cariche con molte meno responsabilità e molto meglio remunerate).

Il nostro paese potrà ricominciare a migliorare quando capiremo che la delegittimazione della politica parte proprio dall’assurda pretesa che chi assume un ruolo pubblico debba farlo gratuitamente o per poco”.

Nel mirino dell’opposizione anche la Messa dell’8 novembre

L’attacco politico della minoranza, però, amplia poi il suo “raggio”.

Riferendosi al tessuto associazionistico locale Allio, Brondino e Dossetto lamentano che “alla cui Messa dedicata alle associazioni, domenica 8 novembre, non presenziava nemmeno un membro della maggioranza, in primis il sindaco”.

“Viene davvero da chiedersi quali siano le priorità del primo cittadino: probabilmente far bella mostra di sé solo nelle occasioni di rilievo, a discapito di quelle ritenute meno importanti, nonostante l’8 novembre si celebrasse la festa patronale di San Martino, deliberata proprio da una sua Giunta.

Certo è da dire che la classe politica locale in questo caso non è sicuramente migliore di quella nazionale.

L’interrogativo sul vero merito di tale adeguamento retributivo rimane tristemente a noi un mistero, alla luce anche di ripetute situazioni, decisioni e comportamenti discutibili ricordando sempre che il Sindaco dovrebbe dare il buon esempio, prodigandosi nel diffondere senso civico, spirito di appartenenza e di attaccamento al Paese.  

Speravamo sinceramente anche noi in un cambio di passo, un colpo di orgoglio soprattutto dai giovani assessori, quello che più volte a parole ci era stato confidato ma che parole, a questo punto, sono rimaste.

Il cambiamento lo si attua con il coraggio di andare contro a certe scelte. Rimane l’amarezza per questa situazione soprattutto in quanto credevamo che dalle nuove generazioni potessero nascere Amministratori con nuovi punti di vista, modi di amministrare la cosa pubblica diversa: ma ahinoi nulla è cambiato.

Questa volta non sappiamo come verremo apostrofati: saremo di nuovo fuori luogo? Saremo solo gelosi di tale compenso? Saremo fenomeni da tastiera ed incapaci di vedere e capire l’impegno amministrativo?

Tanto dovevamo per esprimere la nostra delusione, nella speranza di dar voce a tutti coloro che condividono quanto da noi riportato in queste poche righe”.

Ma anche sulle critiche circa la partecipazione alla Santa Messa dell’8 novembre arriva la replica del sindaco: “Il motivo è molto semplice: non abbiamo presenziato in modo istituzionale alla celebrazione perché, come da direttive del Prefetto di Cuneo, tutte queste iniziative sono da ritenersi sospese, causa Covid-19. Ne ho parlato con il parroco, e abbiamo optato per questa linea. Non sono state invitate le associazioni proprio per questo.

Così come non abbiamo celebrato il 4 Novembre, sempre causa Covid: ho deposto corone d’alloro, senza nemmeno indossare la fascia tricolore, insieme a qualche rappresentante degli Alpini.

Io farei bella mostra di me soltanto nelle occasioni di rilievo? Non metto la fascia da mesi, forse si stanno sbagliando”.

Nicolò Bertola

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