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Attualità | 20 novembre 2020, 09:00

Caccia Pesca ed Ambiente Cuneo: "Necessario consentire la caccia anche al di fuori del comune di residenza"

"La sospensione dell'attività venatoria solleva due importanti incongruenze, una relativa ai danni causati dai selvatici all’agricoltura e l’altra ancora più grave riguarda gli incidenti stradali"

Caccia Pesca ed Ambiente Cuneo: "Necessario consentire la caccia anche al di fuori del comune di residenza"

In questo periodo di profonda emergenza sanitaria, ancora una volta, le istituzioni a livello nazionale non hanno colto l'occasione per dimostrare lungimiranza e capacità di osservazione della vita reale, mi riferisco in particolare alla decisione del Governo di bloccare l'attività venatoria nelle cosiddette "zone rosse". Se la preoccupazione per la salute deve essere la priorità per tutti, allo stesso modo è necessario fare delle distinzioni tra quelle attività che si possono svolgere all’aperto, in solitudine o assicurando il distanziamento e tutte le altre che non garantiscono tali criteri e non costringere ad un isolamento indiscriminato, rinchiudendo in casa chi può svolgere un'attività in totale sicurezza per sè e per gli altri. L’aspetto relativo alle tasse pagate per svolgere l'attività venatoria, in questo momento, non è la priorità per i cacciatori. Come associazione non condividiamo pienamente le eventuali richieste di rimborso che si prospettano da varie parti, il nostro impegno è rivolto a far sì che si possa  esercitare la nostra passione. Quando un'attività legalmente riconosciuta si svolge nella piena sicurezza, in riferimento all'emergenza sanitaria attuale, per quale motivo non deve essere consentita?  Riteniamo questo un accanimento eccessivo nei confronti di una categoria che, voglio ricordarlo, vanta un indotto economico ben maggiore di tante altre attività che oggi si possono svolgere. Pensiamo alla moltitudine di aziende e professioni che ruotano intorno al mondo venatorio: dalla produzione e vendita di mangime per cani alle aziende agricole venatorie, agli allevamenti di cani, all’industria armiera, a quella dell’abbigliamento e tutti gli esercizi commerciali collegati (oggi chiusi) ecc. ecc. Non è comprensibile come altre attività, come quella della ricerca dei tartufi, sia consentita (e ben venga sia così) mentre un'attività praticamente identica nel suo svolgersi sia vietata; sorge il dubbio, pensando male, che si tratti di una decisione più ideologica che razionale.

Inoltre, la sospensione dell'attività venatoria solleva altri due importanti incongruenze, una relativa  ai danni causati dai selvatici all’agricoltura e l’altra ancora più grave riguarda gli incidenti stradali. Per il primo punto lasciamo ogni commento alle associazioni agricole alle quali, come CPA, diamo la massima collaborazione, mentre per il secondo argomento ci chiediamo: chi si assume questa responsabilità?  Questo secondo punto è diventato un problema ormai improrogabile e gli amministratori locali e non solo, devono dare risposte efficaci; sono finiti i tempi dei proclami propagandistici, è l'ora (anzi è già tardi), dinnanzi ai tanti incidenti causati dai selvatici spesso con vittime, di agire con provvedimenti adatti ad affrontare quella che è diventata una vera e propria emergenza. La sospensione dell'attività venatoria è un provvedimento in netto contrasto con la gravità del problema esposto, che porterà ad un considerevole aumento di selvatici e conseguente rischio per l'incolumità pubblica. Chi ha operato determinate scelte, senza la necessaria ampia visione legata alle conseguenze che ne possono derivare, deve anche assumersi la responsabilità di quanto potrà accadere.

Le osservazioni esposte sono alla base dei provvedimenti che, in altri paesi Europei con le Nostre stesse problematiche, hanno consentito il proseguimento dell’attività venatoria!!!

A conclusione di quanto sopra, il CPA Provinciale di Cuneo chiede a chi ha facoltà e dovere di portare all'attenzione del Governo queste problematiche, lavorando per la sollecita rimozione della sospensione dell'attività venatoria consentendo ai cacciatori di potersi recare nei propri Comprensori Alpini ed Ambiti Territoriali di Caccia, anche al di  fuori del proprio comune di residenza, al solo fine di poter esercitare un'attività in piena sicurezza sanitaria.

Caccia Pesca ed Ambiente - Sezione Provinciale di Cuneo

comunicato stampa

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