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Economia | 21 novembre 2020, 16:30

Chitarra e corde: quante e per quali generi?

Se vi state avvicinando al mondo della chitarra, per vostro interesse personale o per una passione condivisa con i vostri figli, saprete sicuramente che questo strumento nella sua forma più classica dispone di sei corde.

Chitarra e corde: quante e per quali generi?

Se vi state avvicinando al mondo della chitarra, per vostro interesse personale o per una passione condivisa con i vostri figli, saprete sicuramente che questo strumento nella sua forma più classica dispone di sei corde. Sul mercato però si trovano modelli a sette, otto e anche dodici corde che potrebbero farvi confondere, quindi noi di la chitarra felice abbiamo creato un articolo esplicativo sulle differenze tra queste tipologie. Leggendolo potrete scoprire a quali generi si adattano di più e quale conviene comprare. 

La chitarra a sei corde: il classico intramontabile

Il grande classico dal quale tutti dovrebbero partire per muovere i primi passi. L’accordatura base di questa tipologia, partendo dall’ultima corda, è: Mi (cantino), Si, Sol, Re, La e Mi. La chitarra sei corde è la più utilizzata in tutti i generi musicali, quindi di base si rivela la più versatile in assoluto. I modelli classici vengono usati per lo studio, si distinguono per la forma della cassa e del manico più grande, ideale per suonare con le dita con la giusta impostazione. 

Le corde in nylon morbide sono adatte per cominciare a praticare senza soffrire troppo durante l’inevitabile formazione dei classici ‘calli’. La chitarra acustica si presenta con un manico leggermente più stretto e corde in acciaio o bronzo, quindi decisamente più dure per chi è alle prime armi. La elettrica a sei corde, come quella acustica, monta corde in acciaio e invece della cassa presenta dei pick-up che inviano il segnale audio prodotto dalle vibrazioni all’amplificatore. 

Sebbene la chitarra classica sia quella più indicata per cominciare, in quanto si rivela ottima per imparare i primi accordi e scale, lavorando sull’allungamento delle mani e sulla coordinazione. Se però volete subito cominciare a studiare generi moderni che prevedono l’utilizzo di distorsioni, gain e crunch allora potete puntare su una chitarra elettrica in modo da abituarvi subito all’utilizzo dell’amplificatore e alla selezione dei pickup.

Dodici corde per una ritmica più profonda

La chitarra a dodici corde potrebbe sembrare uno strumento impossibile da suonare, a meno che non si abbia l’abilità di un vero maestro. In realtà le sei corde supplementari sono sullo stesso tasto di quelle di base e servono a potenziare il suono degli accordi in maniera naturale senza alcuna amplificazione. 

Questi strumenti vengono utilizzati per suonare brani pop, rock o folk in ambienti molto grandi dove è necessaria una diffusione del suono maggiore. Nonostante il loro suono sia intrigante e profondo, in realtà la dodici corde è un po’ superflua per suonare in casa, inoltre non si presta molto bene per le parti soliste. 

Sette corde, la chitarra metal moderna

La chitarra elettrica a sette corde viene resa popolare dal celebre guitar hero statunitense Steve Vai, un artista molto fantasioso, famoso per i suoi assoli espressivi e per l’uso del whammy bar. Dopo questa, chiamiamolo, intuizione, la chitarra a sette corde ha spopolato nel mondo del metal moderno, in quanto il suo suono più profondo e aggressivo si sposa benissimo con le distorsioni e i riff martellanti tipici del genere. 

La sette corde è caratterizzata dalla presenza del SI basso, la settima corda posta sopra il MI, per questo il manico è leggermente più largo. Sebbene sia perfetta per suonare il metal moderno a livello ritmico e da solisti, la presenza del SI basso la rende poco adatta a suonare altri generi che prevedono l’uso di accordi classici. 

Per altri generi come il blues o il jazz è meglio puntare su una chitarra a sei corde. Non vi consigliamo di partire con quella a sette corde ma, se siete appassionati di heavy metal, potrete comunque arrivarci dopo aver studiato almeno un anno su una elettrica a sei corde. 

Otto corde, la meno conosciuta

Le chitarre a otto corde si sono fatte un po’ di fama solo negli ultimi anni, grazie ad alcune band sperimentali della scena metal e post-rock. L’ottava corda, ovvero il FA diesis basso, crea un suono rotondo e allo stesso tempo profondo, con un riverbero esteso sulle distorsioni, particolarmente apprezzato per la creazione di riff dissonanti e ritmiche particolari. 

Si tratta di uno strumento poco comune, al quale è meglio avvicinarsi quando si hanno le idee chiare su quale genere si vuole suonare. La chitarra otto corde si comporta al meglio con distorsioni elevate, ma non si comporta molto bene con sonorità più leggere, così come potrebbe dare qualche difficoltà nell’esecuzione di assoli particolari.

Richy Garino

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