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Sanità | 21 novembre 2020, 17:15

Nelle Langhe arriva una Telemedicina all’avanguardia

Il progetto è stato reso possibile grazie alla sinergia tra CRI di Monforte, Residenza Don Carlo Ocole, Comune di Monforte, Comune di Serralunga d’Alba, Unione dei Comuni della Langa del Barolo, ASLCN2 Alba-Bra

Nelle Langhe arriva una Telemedicina all’avanguardia

In attesa che il rosso torni ad essere il colore del rossetto a forma di bacio e non della suddivisione delle regioni dell’ultimo Dpcm, abbiamo una bella notizia da darvi. Anche in Langa arriva la telemedicina, rivoluzionando la nostra idea di sanità. È il progetto partito sul territorio di Monforte e dell’Unione dei comuni delle Colline del Barolo e del comune di Serralunga d’Alba, che prevede la sperimentazione di un modello innovativo di Telecura nelle RSA, grazie anche ai contributi ricevuti da Fondazione Crc, Comune di Monforte e Unione del Barolo e dell’azienda privata CS Impianti Elettrici snc di Cravanzola Sergio e C.

Ma entriamo nel dettaglio. L’idea progettuale nasce durante i primi mesi di emergenza Covid, tra l’esigenza di preservare i pazienti ricoverati in RSA a Monforte dal pericolo di contagio e quindi attuando l’opzione di completa limitazione dei contatti esterni e la necessità di ottenere supporto specialistico in ambito clinico ed assistenziale con i medici di base e gli infermieri del territorio dell’ASLCN2.

Dalla sinergia tra l’ASL, rappresentata nella fattispecie dalla dottoressa Giuliana Chiesa, referente dell’Ufficio progetti innovativi e dal dottor Elio Laudani, direttore dei Distretto ASLCN2 con la sezione CRI di Monforte, nella persona della responsabile Monia Rullo, il progetto ha visto lo sviluppo e l’adattamento del sistema di telemedicina Evisus, esperienza attiva e consolidata da anni nell’ASL, nell’ambito dell’assistenza alla Dialisi peritoneale al domicilio e della vulnologia nelle RSA e nelle Case della Salute. Spiegano gli interessati: “Si è pensato di adattare il totem Evisus all’utilizzo dello stesso al letto del paziente, creando il modello Evisus Entry plus. Questo apparecchio molto più piccolo del capostipite Evisus è montato su carrello con ruote per poter essere trasportato facilmente al letto del paziente, ha una antenna molto potente e una telecamera ad alta risoluzione, con un monitor formato A4”. Aggiungendo: “In questo modo il totem entry plus permetterà di avere una connessione costante tra le persone che vivono e lavorano all’interno della struttura e le persone che vivono e lavorano all’esterno: siano queste pazienti e familiari, o personale sanitario dell’RSA e personale sanitario esterno alla struttura”.

Nel centro operativo della CRI a Monforte, infatti, è stata installata la stazione di regia del modello di telecura, composta da un pc portatile di alte prestazioni (webcam ad alta risoluzione e antenna ad ampio raggio per la connessione internet) con installato il software Evisus e Biocare per effettuare la televisita e il tele-monitoraggio dei pazienti.

Ma non è tutto: “Il progetto prevede diverse fasi di evoluzione: la prima fase, che partirà a giorni, prevede la possibilità di avere una connessione e un supporto di tipo assistenziale da parte del personale infermieristico volontario della CRI al personale OSS e Infermieristico che opera nella RSA, anche per un sollievo da un punto di vista operativo. Contestualmente sarà possibile programmare anche delle videovisite ai pazienti dei familiari e dei parenti che nella prima fase dell’emergenza Covid non hanno potuto avere contatti visivi per moltissimo tempo e questa situazione ha creato notevoli disagi, influenzando negativamente la salute degli anziani ospitati in struttura”.

Restano ancora due fasi da scoprire: “In una successiva fase due si prevede la possibilità di coinvolgere il medico di medicina generale, il dottor Rosso, che ha in carico numerosi pazienti ospiti nella casa di riposo. Questo permetterà al dottore di poter confrontarsi con il personale sanitario della struttura al letto del paziente in modo virtuale per verificare le condizioni del suo assistito e modificare, se il caso lo necessita, la terapia. La fase tre prevede poi la possibilità di allargare il modello anche ad altri medici di medicina generale del territorio, in modo da permettere loro di ottenere delle consulenze specialistiche per i pazienti allettati al domicilio potendo usufruire di consulti già attivi ad oggi in ASLCN2 attraverso la telemedicina come: visita vulnologica, visita nefrologica, visita dietologia e/o nutrizionale”.

Un’ultima curiosità. La tecnologia su cui si basa il progetto e il modello assistenziale è stata sviluppata dalla ditta Tesi Square di Roreto di Cherasco, così come il software di gestione del sistema. Comunione di intenti, insieme ad anni di ricerca e di studi non possono che dare ottimi frutti. Bravi tutti!

Silvia Gullino

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