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Attualità | 24 novembre 2020, 16:29

Il Piemonte contro i colossi dell’online, Cirio: “Aumentare la web tax al 30%”

La proposta di legge dovrà essere sottoscritta da cinque regioni. L’idea è di portare l’aliquota, oggi al 3%, al 15%. Il governatore: “Durante i periodi di lockdown si applichi il 30%”

Il governatore Alberto Cirio

Il governatore Alberto Cirio

Il Piemonte in prima linea per difendere il piccolo commercio nella battaglia impari contro l’e-commerce. E’ dalla Regione condotta dal presidente Alberto Cirio che parte la richiesta di un disegno di legge volto ad alzare la tassa sui colossi dell’online, come Amazon.

La proposta illustrata da Cirio e dagli assessori Marrone, Poggio e Carosso, che dovrà essere sottoscritta dal Consiglio regionale, è quella di istituire un “Web Tax Covid” che alzi l’aliquota sul fatturato degli acquisti online, ora al 3%, sino al 15%. Per dare valore e peso all’atto, la volontà della Regione è di presentare al Parlamento il disegno di legge con l’appoggio di altri quattro Consigli regionali, nonostante Cirio sia disposto a correre da solo, se necessario.

“Chiediamo che vengano tassati i colossi del web, che nei primi 9 mesi del 2020 hanno avuto un incremento del fatturato del 31,3% e che i ricavi siano destinati interamente alle piccole attività commerciali, le botteghe artigiane, i nostri negozi di vicinato, costretti alla chiusura per le misure di emergenza sanitaria. È una questione di giustizia economica e di rispetto della concorrenza”, ha affermato Cirio.

Ecco perché per tutelare il commercio di vicinato, il ricavato (stimato in 2 miliardi di euro con l’aliquota al 15%) dovrà avere un unico vincolo di donazione: essere utilizzato per i piccoli negozianti. Tendergli una mano è vista come una priorità da parte della Regione Piemonte, che nella settimana dal 1° all’8 Dicembre ha in programma una campagna di sensibilizzazione per convincere i piemontesi ad acquistare nei negozi cittadini e di quartiere i regali di Natale.

Una sliding doors fortemente auspicata dai negozianti, che da tempo chiedono di poter riaprire sotto Natale. Per tirare su le serrande sarà necessario che il Piemonte venga declassato in zona arancione: “Il 27 è previsto il monitoraggio, il sabato successivo il Cts certificherà gli eventuali progressi e trasmetterà tutto al Ministero della Salute”, ha spiegato Cirio. L’obiettivo, detto a denti stretti, è quello di riaprire il 1° di Dicembre, data scelta non a caso per l’avvio della campagna di sensibilizzazione. “Dobbiamo avere una prospettiva di lunga gittata, non dobbiamo chiudere più”, ha ribadito il presidente della Regione.

Chi da tempo alza la voce contro il mercato senza regole, con i “giganti del web” che incrementano i fatturati mentre le imprese piemontesi sono in ginocchio è Ascom Confcommercio Torino: “Siamo consapevoli che la digitalizzazione delle imprese, anche le più piccole, è indispensabile, ma non con la tassazione di favore dei grandi player dell’e-commerce”. “Il mio è un grido d’aiuto: non vogliamo ristori o sussidi, vogliamo lavorare” spiega Maria Luisa Coppa. “E’ indispensabile proporre un’agenda di lavoro da condividere: con la Regione Piemonte stiamo progettando i Distretti del Commercio, con la CCIIA di Torino stiamo lavorando la promozione turistica, ma un ruolo da protagonista spetta anche alle fondazioni bancarie del nostro territorio”, conclude la presidente, rinnovando la proposta di un’alleanza per l’economia di prossimità.

“Finalmente una buona notizia per il commercio di vicinato”: così Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, commenta l'annuncio proveniente dalla Regione Piemonte sulla proposta di Web Tax. "È stata accolta la nostra proposta di 'patrimoniale digitale', come l'avevamo definita qualche settimana fa. Apprezziamo che il presidente Cirio abbia voluto farla sua e che abbia dimostrato particolare sensibilità nei confronti delle esigenze del commercio del territorio".

"Ovviamente, l'emergenza è quella dovuta al Covid, ma la necessità di porre regole precise ai giganti del web e creare un contesto di concorrenza alla pari rimane al di là dell'emergenza stessa”.

Andrea Parisotto

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