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Attualità | 24 novembre 2020, 15:13

"Lieve flessione degli accessi al Pronto soccorso di Cuneo. Ma la congestione complessiva dell'ospedale per ora non è diminuita"

Così il direttore del PS di Cuneo. I tempi di dimissioni medi sono di una decina di giorni e questo incide sulla flessione dei ricoveri, non ancora percepita

"Lieve flessione degli accessi al Pronto soccorso di Cuneo. Ma la congestione complessiva dell'ospedale per ora non è diminuita"

I dati degli ultimi giorni, sul fronte ricoveri in Piemonte, sono con il segno meno. Dopo settimane contrassegnate dal segno più, con una pressione sempre maggiore sugli ospedali della regione e della nostra provincia, sembra esserci un'inversione - seppur piccola - di tendenza.

Inversione confermata anche dal direttore del Pronto Soccorso di Cuneo, il dottor Giuseppe Lauria, che ha evidenziato come gli accessi di pazienti Covid nel suo reparto siano diminuiti, dopo settimane di grande afflusso e pressione, tanto che sono stati allestiti, proprio nell'area da lui diretta, due tende dell'Esercito e quattro container, proprio per trovare nuovi spazi da destinare ai pazienti positivi.

"Una flessione c'è stata. Ma non nei reparti di terapia intensiva e seminitensiva, in quanto il tempo medio dei ricoveri è di una decina di giorni e l'inversione non c'è ancora stata, perché l'orizzonte temporale è più lungo. Probabilmente la vedremo nel giro di una settimana", spiega.

In merito ad una paventata terza ondata, il dottor Lauria in questo momento guarda ai vaccini. "Io sono sempre tra i primi, in questa azienda ospedaliera, a fare quello antinfluenzale. Farò anche quello per il Covid. Non vedo alcun motivo per non fidarmi degli organismi di controllo. Se la sua efficacia dovesse venire confermata, saremmo di fronte ad una svolta epocale in questa battaglia. Ma la vaccinazione dovrà essere massiccia, altrimenti servirà a poco".

Lauria parla anche della questione impianti sciistici: apertura sì o apertura no? "Credo che il problema non stia tanto nel rischio di incidenti e di traumi, che passerebbero qui nel mio reparto. Il punto sta nel fatto che sarebbe un veicolo di diffusione dei contagi. Su questo non credo ci siano dubbi. Ma, come dico sempre, il mondo è complesso e bisogna tenere conto anche degli aspetti non sanitari".

 

bsimonelli

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