/ Attualità

Attualità | 24 novembre 2020, 18:47

A Mondovì la Consulta Femminile illumina di rosso il palazzo comunale per dire no alla violenza sulle donne

Dall'inizio del 2020 i Centri Antiviolenza del Monregalese hanno accolto 42 donne, di cui l'80% mamme di bambini minorenni

L'inaugurazione della panchina rossa a Mondovicino lo scorso anno

L'inaugurazione della panchina rossa a Mondovicino lo scorso anno

Il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

Ogni anno, a Mondovì, sono stati organizzati diversi eventi per sensibilizzare la cittadinanza su questo tema, ma quest’anno, con le normative vigenti, le iniziative avranno inevitabili limitazioni: in ogni caso la Consulta Femminile, come molti altri enti e associazioni, ha ritenuto importante non rinunciare a dare il giusto valore a questa ricorrenza. 

LA CONSULTA FEMMINILE

La Consulta Femminile, nata nel 2019, è un organo permanente di consultazione dell’amministrazione comunale di Mondovì. Ne fanno parte le associazioni femminili presenti sul territorio (Fidapa, Inner Wheel e Mondodidonna), le forze femminili indicate da ciascun gruppo consiliare e le rappresentanti dei centri antiviolenza locali (Orecchio di Venere C.R.I. Mondovì). Le finalità della Consulta sono quelle di favorire la più ampia partecipazione delle donne all’attività politica, economica e sociale della Città, formulare proposte e pareri sulle iniziative di deliberazione del Consiglio comunale che incidono sulla condizione femminile, proporre al consiglio e alla giunta comunale interventi e/o progetti destinati al miglioramento della condizione femminile e promuovere dibattiti  pubblici di informazione e partecipare a incontri con gli organismi di parità locali, regionali e nazionali.  

Il Centro di ascolto “L'ORECCHIO DI VENERE”, sportello presso la CRI di Mondovì (che ha una propria rappresentante come membro della Consulta stessa), è attivo tutti i giorni, 24h/24, su prenotazione al numero 3333756238, per ascoltare chiunque abbia bisogno, ed è collegato al 1522, numero antiviolenza nazionale: le volontarie offrono ascolto, accoglienza e sostegno e l'associazione si avvale di specialisti psicologi e avvocati. Le donne che devono o vogliono allontanarsi da casa, possono essere accolte nella casa rifugio e vengono sostenute anche economicamente al fine di permettere loro di riprendere una nuova vita: si opera in rete, con i servizi territoriali quali i Servizi Sociali, le Forze dell’ordine, l'ASL (DEA – Consultorio SERT), la Caritas ed altri enti. Una convenzione con l’Asl, per esempio, permette alle volontarie di accedere al DEA quando una donna vittima di violenza lo richiede, tutti i giorni dell’anno e 24 ore su 24; tale disponibilità viene data dalle volontarie anche alle Forze dell’Ordine.  

"Il problema della violenza di genere" - afferma la presidente della consulta Francesca Bertazzoli - "riguarda tutta la società, nessuno escluso. Per questo la Consulta sostiene e propone la creazione di una nuova consapevolezza culturale per rimuovere gli ostacoli al raggiungimento di una parità di genere, attraverso una maggiore comprensione dei fattori culturali della violenza sulle donne ed insegnando ai ragazzi e alle ragazze, giovani adulti maschi e femmine, ad evitare di imitare modelli che implicano soggiogamento emotivo, controllo, abuso e a preferire relazioni sane".

"I Centri Antiviolenza, come l’Orecchio di Venere presso la C.R.I. di Mondovì, inoltre, lavorano su due fronti: accogliere ed aiutare le vittime e promuovere la cultura della non violenza. Alle donne vittime di violenza, vogliamo dire di aver la forza di aprire una porta su un futuro migliore: dall'altra parte troveranno chi sarà pronto ad aiutarle a realizzarlo."

Dall'inizio del 2020 i Centri Antiviolenza del Monregalese hanno accolto 42 donne, di cui l'80% mamme di bambini minorenni.

La Consulta Femminile sottolinea: “La violenza sulle donne è presente ovunque: nella nostra città, nelle nostre case, in famiglie fragili e in difficoltà, ma anche in famiglie così dette “normali”, le famiglie della porta accanto. Esiste la violenza fisica, quella che fa male, che lascia i lividi, ma esiste anche la violenza economica, quella che costringe la donna a una forma di dipendenza. Esiste la violenza sessuale, la violenza psicologica, domestica e infine c’è la violenza assistita, quella dei bambini che crescono con il modello di violenza come unico riferimento, che segnerà la loro vita, che pensano che insultare, picchiare, litigare violentemente sia la normalità.”  

IL PALAZZO COMUNALE SI ILLUMINA DI ROSSO

Il 25 novembre 2020, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la Consulta Comunale Femminile farà illuminare di rosso il Palazzo Comunale di Mondovì. 

"Tale gesto evidenzia la volontà dell’amministrazione di dare un contributo immediato alla percezione di un argomento così importante, ribadendo l’impegno contro la violenza e le discriminazioni nei confronti delle donne”, dichiarano il sindaco Paolo Adriano e il consigliere delegato alle pari opportunità Maria Cristina Gasco.  

I DATI 

In ambito giuridico sono già stati compiuti grandi passi: il 9 agosto 2019 è entrata in vigore la legge n. 69/2019, nota come "Codice Rosso”, volta a rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere, inasprendone la repressione tramite interventi sul codice penale e sul codice di procedura penale: il Legislatore, da una parte, ha inteso velocizzare l'instaurazione del procedimento penale ed accelerare l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime; dall’altra, ha esteso l’area di tutela, inasprendo le pene per alcuni delitti di violenza già esistenti (maltrattamenti, stalking e violenza sessuale), e introducendo nuove fattispecie di reato quali il revenge porn.  

La Consulta Femminile riporta, infine, alcuni dati per approfondire da chi vengono in percentuale uccise le donne: delle 133 donne uccise nel 2018, l’81,2% è stata uccisa da una persona conosciuta (nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dal precedente, nel 24,8% dei casi da un familiare e nell’1,5% dei casi da un’altra persona che conosceva.  

 

AP

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium