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Saluzzese | 24 novembre 2020, 16:05

Per la Giornata contro la violenza sulla Donna, riflessioni sul tema

Un contributo di Maria Grazia Colombari, autrice di testi sulla condizione della donna e sul femminista ante litteram Salvatore Morelli

Inaugurazione a Montecitorio del busto dedicato a Salvatore Morelli

Inaugurazione a Montecitorio del busto dedicato a Salvatore Morelli

 

In occasione della Giornata contro la violenza sulla donna, domani 25 novembre,  Maria Grazia Colombari, insegnante saluzzese in pensione, autrice di testi sulla condizione femminile e sulle lotte delle donne per conquistare i diritti, propone alcune riflessioni sul persistere del fenomeno, nonostante leggi e azioni di sensibilizzazione. Ha scritto “La forza del sesso debole: il ruolo della donna nelle tre grandi rivoluzioni industriale, francese, sovietica”; “Non c era una volta la donna dall' Unità d Italia al regime fascista”  e “Salvatore Morelli, il Deputato delle Donne”.

Per quest'ultimo saggio è stata invitata nel maggio 2017 a Montecitorio per l’ inaugurazione del busto di Morelli, chiamata dall'allora presidente Boldrini a parlare del femminista ante litteram. Sempre in virtù del libro ha ricevuto nel maggio 2019 la cittadinanza onoraria di Carovigno (Brindisi) città natale del giornalista e politico italiano ( 1824 -1880) difensore dei diritti delle donne nel mondo, oltre un secolo fa. Sempre per il saggio Colombari ha ricevuto nell’agosto 2020 il Premio Valdieri da parte Associazione internazionale Regina Elena.

"M. era una donna gentile e sorridente. Si è innamorata. Tempo dopo il suo sguardo si è fatto triste e perso nel vuoto. “Sono stanca, non è niente” “il livido me lo sono fatto cadendo dalle scale”. M. non si presenta al lavoro. I carabinieri sfondano la porta di casa e la trovano a terra: era stata picchiata dal compagno.” Grazie per avermi salvata”.  La Dichiarazione di Vienna del 1993 riconosce la violenza verso le donne come un fenomeno sociale che va assolutamente combattuto “I diritti umani delle donne sono un’inalienabile, integrale e indivisibile parte dei diritti umani universali. La completa ed uguale partecipazione delle donne nella vita politica, sociale ed economica a livello nazionale, regionale ed internazionale e lo sradicamento di tutte le forme di discriminazione in base al sesso sono l’obiettivo prioritario della comunità internazionale”. 

Convenzione di Istanbul 2011 (ratificata dall’Italia nel 2013 legge n.77) è un trattato importantissimo è “il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza.” Non solo punisce i colpevole della violenza ma protegge e sostiene le vittime perché con il femminicidio non si toglie solo la vita ad una donne ma si “uccidono altre persone: le cosiddette vittime secondarie “: i figli.

Il Codice Rosso -Legge 19 luglio 2019, n. 69- ha introdotto modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Nonostante le leggi e le campagne di sensibilizzazione, i dati che il Dossier del Viminale riporta proprio in questi giorni dimostrano che la violenza verso le donne gode ancora, ahimè! di buona salute. Sono dati per niente incoraggianti anzi sono allarmanti. Nel periodo che va dal 9 marzo al 3 giugno (87 giorni) il numero dei femminicidi è aumentato: 1 donna uccisa ogni due giorni.

Nel periodo di lockdown, il 75,9% degli omicidi vede come vittime le donne, perché la convivenza forzata, causa covid, ha amplificato i conflitti spesso generati da stress economici.

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza sulle donne è globalizzata, è una delle “merci” distribuite più equamente sul Pianeta e questo dimostra come la società sia ancora misogina e ci sia purtroppo ancora una cultura sessista: il tasso di violenza infatti non dipende dal reddito ma dall’ l'educazione.

La sociologa ,criminologa e femminista Diana Russell scomparsa da poco e che per prima ha coniato il termine femminicidio, ha spiegato che nella maggior parte dei casi le donne sono state uccise perché non hanno rispettato il loro ruolo di donna sottomessa, ma hanno avuto l'ardire di prendere decisioni autonome! Ecco cosa ha scritto nel saggio Femicide: «violenze estreme da parte dell’uomo contro la donna in quanto donna».

Per alcuni uomini, la donna, che sia fidanzata o moglie, è di loro proprietà.  La donna che non sta alle loro regole va punita.

Sono le scuole a giocare un ruolo importante in questo senso perché è nel periodo scolastico che si deve educare al rispetto. Le legge 13 luglio del 2015 n.107 recita” [...] promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni [...] “

L’Osservatorio Nazionale Adolescenza infatti afferma già nelle coppie adolescenti si vivono rapporti violenti con le stesse dinamiche delle coppie adulte e le giovani ragazze spesso scambiano le prepotenze e le scenate di gelosia per amore. La prevenzione e la conoscenza pertanto diventano cruciali, a partire fin dalle prime relazioni. 

Anche la società deve parlare il più possibile di questo vergognoso fenomeno per dare coraggio alle donne di denunciare e farsi aiutare perché solo il 39,3% delle donne riesce a difendersi da sola ad esempio dalle pressione sessuali ed inoltre, il numero delle chiamare al 1522 che non corrisponde al numero delle denunce, il che significa che le donne hanno ancora paura di denunciare o cosa ancora più grave tendono a perdonare il partner.

Il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 l’Assembla Generale dell’ONU dichiara il 25 novembre giornata internazionale contro la violenza alle donne. Perché si è scelta proprio questa data? Durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo, le sorelle Mirabal, Mate, Minerva e Patria si erano battute per la libertà e contro la dittatura del generale. Intercettate mentre stavano andando a trovare i loro mariti in prigione, vengono brutalmente uccise. Questo succedeva il 25 novembre 1960.

Da allora sono diventate il simbolo contro la violenza sulle donne e della resistenza femminista. Il padre del femminismo italiano, Salvatore Morelli già nel 1867 a proposito della violenza nei confronti della donne si chiedeva “colleghi uomini la donna la ritenete un oggetto o una persona?”.

Domanda quanto mai tristemente attuale.

 

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