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Attualità | 24 novembre 2020, 09:43

Infrastrutture transfrontaliere, prossima settimana la CIG: "La Francia ha cambiato atteggiamento, la ferrovia ora è soluzione principale per uscire dall'isolamento"

Ieri sera (23 novembre) due interpellanze nel consiglio comunale di Cuneo hanno richiamato l'attenzione sullo "stato dell'Arte" rispetto alle conseguenze del passaggio della tempesta Alex; Mauro Mantelli: "La situazione, specie sul versante francese, è davvero drammatica; i lavori sulla statale del Roya dureranno parecchio tempo"

Foto di repertorio

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A quasi due mesi dal passaggio della tempesta Alex sui territori di confine tra Italia e Francia, quali sono i fronti ancora aperti, e come si intende procedere per risolverli? Cuneo, capoluogo montano, non può – e non lo ha fatto – rimanere con le mani in mano.

È questa la domanda al centro delle due interpellanze presentate dal gruppo consigliare Partito Democratico e da Grande Cuneo al consiglio comunale di Cuneo nella serata di ieri (lunedì 23 novembre). Al centro, ovviamente, lo stato - grave – di salute delle infrastrutture transfrontaliere: al centro, l’incontro del 13 novembre scorso che ha visto una nutrita delegazione cuneese incontrarsi con una di colleghi della Costa Azzurra.

Cerchiamo un momento di informazione generale sullo stato degli interventi di ripristino dei collegamenti della val Roya, sempre più urgenti specie con l’arrivo del periodo invernale – ha sottolineato Sara Tomatis - . Per il 30 novembre è stata fissata la conferenza intergovernativa Italia-Francia, incentrata proprio sull’argomento, e che tornerà finalmente ad affrontare anche il tema dei costi di manutenzione della linea ferroviaria come stabiliti dalla convenzione del 1970”.

Dai giorni della tempesta sia Italia che Francia hanno realizzato un lavoro incessante per far ripartire le zone più colpite – aggiunge Menardi - . Ma il tempo è tiranno, e le voci in merito all’allungarsi dei tempi di realizzazione dei lavori necessari si fanno sempre più forti. Anni di progetti e accordi internazionali rischiano di andare nuovamente persi”.

La situazione, specie sul versante francese, è davvero drammatica – chiarisce subito l’assessore Mauro Mantelli - : l’unica infrastruttura che può permettere ai territori coinvolti di superare l’inverno è la ferrovia, una volta sistemati i pochi danni che ha dovuto sopportare con la tempesta. Mercoledì partirà la sistemazione, della durata prevista di quindici giorni, del tratto più danneggiato a San Dalmazzo di Tenda, con materiale fornito da Borgo San Dalmazzo e Limone. La ferrovia, anche da parte francese, viene ormai concepita come soluzione principale per il trasferimento delle merci necessarie all’approvvigionamento dei territori, ed è da sottolineare un cambio evidente di atteggiamento nei francesi: penso sia un segnale di collaborazione, purtroppo a seguito di un evento devastante”.

Dal punto di vista delle infrastrutture stradali cosa si farà? Sono valide, ora come ora, tutte le posizioni. Lo stato della strada subito dopo il tunnel di Tenda non lascia spazio a dubbi: i lavori di ripristino della statale dureranno parecchio tempo, e le mosse dovranno essere effettuate dimenticandosi delle vecchie polemiche per arrivare a fare qualcosa di concreto in tempi brevi ed evitare l’eccessivo patimento delle economie dei territori interessati”.

La questione – troppo complessa per essere ristretta nei tempi canonici degli interventi in consiglio comunale - , verrà ripresa e sviscerata ulteriormente in una commissione dedicata.

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simone giraudi

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