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Solidarietà | 25 novembre 2020, 13:04

25 novembre, Non Una di Meno Cuneo: "A sbagliare è chi viola la privacy del proprio partner. Noi siamo con la maestra"

L'associazione "si riappropria" delle Panchine Rosse e del Monumento della Resistenza

25 novembre, Non Una di Meno Cuneo: "A sbagliare è chi viola la privacy del proprio partner. Noi siamo con la maestra"


In occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza di genere, l'associazione Non Una Di Meno di Cuneo "si riappropria" del Monumento della Resistenza e delle Panchine Rosse per ribadire il proprio sostegno alle donne vittime di violenza in qualsiasi forma. 

"Questa giornata oggi più che mai tocca da vicino la nostra città. A giungo infatti una donna è stata assassinata da un uomo che pretendeva di avere una relazione con lei nonostante il suo rifiuto.
Questa donna, Mihaela Apostolides, è stata poi sottoposta a un processo postumo dai giornali che hanno fatto insinuazioni sulla sua vita privata unite ad affermazioni infelici sul fatto che lui in fondo fosse solo "un innamorato che le portava i fiori".  

Qualche giorno fa, un uomo è stato condannato per aver diffuso il video intimo della sua fidanzata (i fatti risalgono a 2 anni fa) con i suoi compagni del calcetto. La donna ha perso il lavoro di maestra d'asilo in seguito alle pressioni dei genitori (padri e madri) sconvolti dal fatto "che una maestra potesse fare certe cose".

Troviamo molto preoccupante l'atteggiamento di questi adulti che non condannano la grave violazione dell'uomo che ha condiviso un video privato, accusando la donna di essersela cercata "perchè se fai certi video poi devi aspettarti che siano diffusi".

Oggi vogliamo ribadire con ancora più forza che il nostro desiderio è libero e che abbiamo il diritto di vivere serenamente la nostra vita sessuale. Che quello che si fa in camera da letto tra adulti consenzienti non ha nessuna rilevanza per il ruolo professionale ricoperto e che il sesso non può essere considerato un'arma di vendetta e l'ennesima azione prevaricatrice di chi vuole far sentire l'altra sporca e sbagliata.

Vogliamo ribadire anche che sbaglia chi tradisce la fiducia del partner e diffonde video o foto privati senza permesso, non la persona la cui privacy viene violata. Vogliamo impegnarci a creare una società più solidale e meno giudicante, dove il rispetto reciproco parta dal rispetto di noi stesse. Ci colpisce dolorosamente quando, in situazioni di violenza, alcune donne si schierano dalla parte di chi commette l'abuso. 
 
La violenza assume molte forme: noi oggi siamo qui perchè SIAMO IL GRIDO ALTISSIMO E FEROCE DI TUTTE QUELLE DONNE CHE PIÙ NON HANNO VOCE". 

redazione

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