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Attualità | 28 novembre 2020, 12:37

Emergenza cinghiali, il Parco del Monviso lavora a un nuovo piano di contenimento

Il presidente dell’ente ha indirizzato una lettera a tutti i sindaci dell’area per chiedere collaborazione nel segnalare i danni subiti e una stima numerica della presenza di ungulati nei rispettivi territori

Immagine d'archivio

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Il presidente del Parco del Monviso, Gianfranco Marengo, ha indirizzato una lettera a tutti i sindaci del territorio per informare che è in fase di redazione una bozza di un Piano di contenimento dei cinghiali per le aree di competenza dell’ente, con valenza per i prossimi cinque anni.

Consapevole della gravità del problema e intendendo mettere in atto un approccio propositivo e concreto per affrontarlo, e possibilmente arginarlo, l’Ente Parco si rivolge ai Comuni chiedendone la collaborazione, attraverso la puntuale segnalazione dei danni subiti nei territori di competenza e fornendo inoltre una stima numerica della presenza di ungulati.

Ciò è finalizzato, come si legge nella lettera, a «elaborare un piano di interventi tecnici di contenimento della specie, che non ha particolari pregi di tipo naturalistico, ma anzi si sta dimostrando dannosa sotto tutti i punti di vista».

Una volta elaborato, anche grazie al confronto con le parti interessate, il Piano Cinghiali sarà adottato dal Consiglio dell’Ente Parco del Monviso e poi inviato all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) per ottenerne il parere positivo. Il testo sarà poi consegnato alla Giunta regionale per l’approvazione in via definitiva.

Nella comunicazione, il presidente Marengo aggiunge inoltre come «sia necessario che la questione venga affrontata a livello legislativo sia regionale che statale, onde rendere più semplici i piani per contrastare questo problema».

Si segnala, a mero titolo di esempio, che nella zona del Sic di Staffarda, gestita dal Parco del Monviso su delega regionale, non è possibile da parte dell’ente effettuare interventi tecnici di contenimento in quanto la competenza è dell’Amministrazione Provinciale.

In tal senso, l’annuncio da parte della ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, nel corso di un’audizione in Senato il 4 novembre scorso, di un decreto-legge per l'adozione di un Piano nazionale per il controllo dei cinghiali è una buona notizia alla quale si auspica seguano velocemente fatti concreti.

Giova ricordare che gli ungulati selvatici, implicati in numerosi incidenti stradali e fonte di tanti danni all’agricoltura, sono responsabili anche della diffusione della peste suina africana, grave patologia che minaccia il comparto suinicolo, molto rilevante in Piemonte e in provincia di Cuneo in particolare.

C. S.

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