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Cuneo e valli | 28 novembre 2020, 20:28

Pubblico ufficiale a processo. L’accusatore: “Mi ha puntato una pistola addosso e preso a pugni”

Le parole della presunta vittima: “Mia madre lo aveva ripreso perché non teneva i propri cani al guinzaglio e lui le ha risposto in malo modo. Quando sono andato a cercarlo per un chiarimento mi ha aggredito”

Pubblico ufficiale a processo. L’accusatore: “Mi ha puntato una pistola addosso e preso a pugni”

Una vicenda che ha del surreale quella finita all’attenzione del Tribunale di Cuneo, dove un pubblico ufficiale operante nel Cuneese è accusato da un infermiere suo compaesano di lesioni e minacce.

I fatti contestati e ora all’esame del giudice si sarebbero verificati in un pomeriggio del dicembre 2018, in un paesino alle porte di Cuneo.
Quel giorno era in programma la partita del campionato di Serie A tra Juventus e Sampdoria e la parte offesa ha raccontato di essere andato dai suoi genitori per assistere al match in televisione.

“Alla fine del primo tempo – ha raccontato – mia madre e mia figlia sono uscite di casa per portare a spasso il cane. Quando sono rientrate la bambina piangeva e mia madre era sconvolta. Mi hanno riferito che avevano incontrato M.V., i cui cani, slegati, le avevano raggiunte spaventandole. Alla richiesta di tenerli al guinzaglio, M.V. ha insultato mia madre, dicendole ‘di farsi curare in psichiatria’. Ho raggiunto la zona con mio fratello per chiarire pacificamente l’accaduto. Quando l’ho incontrato ho visto che era molto nervoso e gli ho chiesto di raccontarmi cosa fosse successo”.

Dal racconto reso in istruttoria dalla parte offesa, M.V. alla richiesta di chiarimento avrebbe reagito in malo modo, al punto da estrarre una pistola e puntargliela addosso. L’infermiere avrebbe tentato di tranquillizzarlo, ma una volta abbassata l’arma il pubblico ufficiale gli avrebbe sferrato un pugno sul naso. “E’ intervenuto mio fratello per dividerci. Quando sembrava che le acque si fossero calmate però M.V. mi ha tirato un altro pugno, questa volta sull’orecchio, e mi ha preso a calci. Poi ci siamo strattonati a vicenda e lui ha perso l’equilibrio. Una volta a terra gli ho preso le braccia per trattenerlo, lui è però riuscito ad afferrarmi e strattonarmi: ho sentito un dolore fortissimo al braccio”.

Il trambusto della zuffa avrebbe portato al sopraggiungere dei vicini di casa, tra cui la convivente dell’imputato. Prima ancora sarebbe arrivata sul posto anche la madre dell’infermiere che, preoccupata, aveva raggiunto i figli in automobile: "E’ arrivata subito subito dopo la colluttazione. Ha suonato il clacson ed è scesa dalla macchina. M.V. è scappato e ci siamo separati”.

L’udienza è stata rinviata al 12 marzo prossimo per l’escussione dei testimoni dell’accusa e della difesa.

CharB.

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