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Attualità | 29 novembre 2020, 08:11

Ecco come il Covid ha stravolto anche la gestione dei Centri diurni cuneesi

Strutture indispensabili per famiglie e utenti. Così il Consorzio Socio Assistenziale si è organizzato in tempo di Coronavirus, tra sicurezza e socialità

Ecco come il Covid ha stravolto anche la gestione dei Centri diurni cuneesi

 

“Gestire i centri diurni dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino ad ora, non è certo stato semplice - sottolinea il presidente del Consorzio Socio Assistenziale di Cuneo, Giancarlo Arneodo. -, perché ci sono molti aspetti dei quali tener conto, visto che stiamo parlando di un mondo molto particolare, che coinvolge gli utenti, le loro famiglie e gli operatori. Voglio però sottolineare che, anche durante la chiusura dei centri, per quello che si è potuto fare, il Consorzio è sempre stato vicino ai ragazzi e alle loro famiglie, attraverso consulti telefonici e visite a domicilio in totale sicurezza. Ciò nonostante è indubbio che siano state soprattutto le famiglie a sobbarcarsi delle maggiori criticità di questo periodo”.

Questo soprattutto in una prima fase dopo che la Regione, con la DGR del 13 marzo aveva sospeso l’attività di tutti i centri. La riapertura è stata possibile con la DGR del 19 giugno che adottava il piano territoriale che, come previsto dai vari DPCM era necessario per la riapertura dei centri.

In realtà - precisa il presidente Arneodo - come consorzio ci siamo mossi alcuni giorni prima, naturalmente in totale accordo con l’Asl Cn1, per garantire la massima tutela ad operatori, utenti e le loro famiglie. Così abbiamo garantito un’assistenza per il 50 per cento dei nostri ospiti”.

E questo lo si è potuto fare seguendo i protocolli emanati attraverso il piano territoriale che prevedeva la costituzione di “bolle”, ossia di gruppi fissi costituiti da un massimo di cinque persone, compresi gli operatori, che devono essere sempre le stesse.

Per arrivare al 50 per cento di presenze, è stata ideata una formula che variava a seconda delle strutture gestite o convenzionate con il Consorzio cuneese e si basava su una attività in presenza di tre giorni per una settimana e due la settimana successiva.

Un passo ulteriore verso una assistenza ottimale, nonostante le ristrettezza per il Coronavirus, è stato fatto a partire dal 19 ottobre. “Con il parere positivo dell’Unità di valutazione dei disabili e della Commissione di vigilanza dell’Asl - conclude il presidente Arneodo – abbiamo portato al 100 per cent la frequenza nei centri con meno utenti, come Cascina Pellegrino a Cervasca, Cascina Ambrosino a Peveragno,Mauro a Chiusa Pesio e Arcobaleno a Cuneo. Negli altri centri, ci stiamo avviando ad ottenere una presenza di utenti ed operatori che speriamo arrivi il prima possibile al cento per cento”.


NaMur

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