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Attualità | 30 novembre 2020, 10:35

"Il Covid non lo capiamo e fatichiamo a raccontarlo: screditare la scienza vuol dire rendere inefficace ogni sforzo"

A parlare è Eugenio Daviso, albese da anni abitante di Pelham, New Hempshire, che sulle elezioni presidenziali dice: "La transizione Trump-Biden è iniziata in ritardo e il popolo è diviso su quasi tutto: tengo le dita incrociate"

Foto generica

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L'unica cosa di cui sono certo è che non capiamo questa malattia, che si diffonde come un incendio. Quindi io e la mia famiglia viviamo questo periodo nel modo più sicuro possibile”.

Se qui in Italia la nostra regione, il Piemonte, è da appena 24 ore entrata nella meno restrittiva fascia di pericolosità delle “zone arancioni”, lo sguardo che Eugenio Daviso – albese da anni abitante di Pelham, New Hempshire, USA – ha sul Covid-19 e sulla situazione pandemica in generale è ancora molto cauto.

La verità è che è difficile avere un opinione dal momento che dai dati ufficiali ci sono molte discrepanze: l'Italia ha un attuale indice di mortalità dell'8% paragonato a un 3% degli USA e un 2% della Germania, ogni stato conta i morti da Covid usando parametri diversi, cosa che rende difficile una generalizzazione della gravità effettiva di questa pandemia. Io ho avuto colleghi e parenti di colleghi che la malattia l'hanno vissuta come poco più di un raffreddore ma, da scienziato, non posso scartare articoli scientifici e collaboratori che descrivono il meccanismo del virus che attacca non solo i polmoni ma anche altri organi vitali del corpo creando un "shut-down" totale del corpo. Anche il direttore del dipartimento della salute dello stato di NY ha confermato che alcuni pazienti hanno una carica virale che non si era mai incontrata prima, mentre altri lo vivono come un semplice raffreddore; da questo ne deduco che probabilmente il tasso di infezione è molto più alto di quanto crediamo, con un conseguente tasso di mortalità più basso di quello che stiamo vedendo. E questa non è che sia una buona notizia, dato che con un ipotetico indice di mortalità del'1% e un "infection rate" globale del 50% stiamo parlando di 35 milioni di morti globali, un'atrocità”.

Avevamo già interpellato Eugenio – ricercatore nell’azienda di biotecnologie Covaris Inc. - durante la scorsa primavera, all’inizio della fase pandemica negli Stati Uniti. L’abbiamo ricontattato negli ultimi giorni, a ridosso delle elezioni presidenziali, per un aggiornamento.

Considerando i contagi, la situazione negli USA (specialmente nelle zone "Republicans") è la peggiore al mondo: più di 200mila contagi al giorno con un indice di fatalità che si aggira intorno a 1.500-2.000 morti giornalieri – ci racconta Eugenio - . Se il Texas fosse uno stato indipendente sarebbe nella top 10 riguardo le infezioni. La mancanza di leadership e guerriglia interna tra fazioni politiche e la propaganda promossa da gruppi di estrema destra come QAnon hanno mosso gran parte della popolazione a screditare la scienza, gli scienziati e le linee guide rendendole, a tutti gli effetti, inefficaci. Vietare assembramenti o indossare mascherine sono viste come oppressione di libertà personale quindi anticostituzionali”.

Qui ci sono solo linee guida – continua, spiegando - , non misure imposte dai governi locali che vengono fatte rispettare dalla polizia. Indossare la mascherina, distanziamento sociale, didattica scolastica metà a casa e metà online, ristoranti con tavoli a almeno sei piedi di distanza. Tutte queste azioni non vengono imposte dalle forze dell'ordine. Io e mia moglie abbiamo da poco avuto una bimba, Evelyn, nata a settembre e stiamo prendendo molte precauzioni per evitare il contagio: non frequentiamo luoghi pubblici, con l'eccezione dei supermercati, compriamo on-line il più possibile, utilizziamo la mascherina, e abbiamo contatti solo con i famigliari più stretti”.

Ma in America, in queste settimane, non si parla e non si è parlato solo di Covid: anche la sfida – letteralmente “all’ultimo voto” -  tra Trump e Biden ha tenuto banco.

Negli USA la libertà di espressione è il first amendment della costituzione, la querela per diffamazione non esiste: con Donald Trump è avvenuto per la prima volta nella storia degli stati uniti che un presidente mentisse pur sapendo di mentire, trascinandosi dietro di sé più di 70 milioni di persone che lo adorano come se fosse stato mandato dalla provvidenza. Ad esempio Qanon, che crede davvero che Trump sia stato mandato da Dio a sconfiggere i democratici e la loro setta di pedofili. Quando lo sento parlare mi viene in mente Goebbles: “Se dici un grande bugia molte volte, il popolo finirà per crederci”. Il futuro lo vedo un po' incerto: la transizione con Biden è iniziata in ritardo, mai successo prima, e il popolo è diviso su quasi tutto: sanità, tasse, istruzione, religione, possesso di armi da fuoco. Anche in questo caso, come per il Covid, ho le dita incrociate”.

Perdendo le elezioni, Trump ha abdicato come commander in chief e si sta occupando unicamente di propaganda – aggiunge Eugenio - . A pensar male si fa peccato ma ogni tanto si azzecca: l'impressione che ho è che cerchi di lasciare l'America nello stato confusionale più possibile per rendere la vita difficile a Biden”.

Quello che sto trovando interessante è che i grandi capitali e gli investitori stanno andando alla grande qui negli USA, chi soffre sono le persone "normali" – conclude Eugenio - : se per alcuni questa pandemia è considerata una selezione naturale delle attività lavorative, per me dimostra che l'economia globale è robusta per i grandi capitali posseduti da poche persone, mentre la maggior parte della popolazione rimane in balia di sé stessa. In generale, più invecchio più mi rendo conto che c'è ricchezza per tutti. Nella chimica tutto evolve verso uno stato di equilibrio naturale, da scienziato (non da politico) non riesco a comprendere le differenze che vi sono a livello globale”. 

simone giraudi

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