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Sanità | 01 dicembre 2020, 12:40

HIV-AIDS: nel 2019 infezioni in calo anche in Piemonte, ma resta alta l’incidenza tra i più giovani

Venti i pazienti in cura all’Asl Cn1 nel 2020. Del Bono: “Con l’emergenza sanitaria, ci aspettiamo una riduzione dei casi di infezione. Le cure ai malati non sono mai venute meno”

HIV-AIDS: nel 2019 infezioni in calo anche in Piemonte, ma resta alta l’incidenza tra i più giovani

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, l’Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato i dati più recenti raccolti elaborati dal Centro Operativo AIDS che fanno riferimento al 2019.

In Piemonte, i dati della sorveglianza dell’infezione da HIV riportano 123 nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 2,9 casi ogni 100.000 abitanti, confermando una tendenza in riduzione. Addirittura in termini di incidenza, nel 2019 la regione si colloca al di sotto della media nazionale (4,2 casi per 100.000 residenti). 

Per quanto riguarda i generi, le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2019 sono prevalentemente uomini (79%); l’età mediana è 39 anni, con un’incidenza più alta tra i giovani. Gli stranieri rappresentano il 26% dei casi totali. La maggior parte (93%) delle nuove diagnosi di infezione da HIV è riferibile a rapporti sessuali non protetti, in particolare tra uomini (50% del totale dei casi). Le persone che hanno scoperto in ritardo di avere contratto l’HIV e sono giunte alla diagnosi con una grave compromissione del sistema immunitario rappresentano il 42%. Negli ultimi due anni (2018-2019) le diagnosi di AIDS in Piemonte sono state 73.

“Fondamentali sono la prevenzione e la diagnosi precoce: anche in questo particolare contesto caratterizzato dall’emergenza Covid – ha ricordato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi - è possibile effettuare il test HIV in tutte le Asl del Piemonte”.

La situazione nel Cuneese nel 2018: dati in miglioramento, ma il 39% delle diagnosi arriva troppo in ritardo 

I dati ufficiali sulla prevalenza ed incidenza delle infezioni da HIV nel Piemonte e in Provincia di Cuneo sono raccolti e diffusi attraverso il SeREMI, il Servizio Regionale di

Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione ed il controllo delle Malattie Infettive. 

L’ultimo rapporto risale al novembre 2019 e fa riferimento ai dati del 2018, dove si si conferma il trend in miglioramento osservabile già dal 2009.

Nel 2018, in particolare sono state 198, le nuove diagnosi sul territorio piemontese, di cui 25 nella provincia di Cuneo. Nel 2020, il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Cn1 ha in carico 20 persone HIV positive.

“Il maggior rischio di infezione - spiega Ivana Conterno, medico dirigente del Dipartimento Patologie Dipendenza ASL CN1 - è rappresentato da rapporti sessuali non protetti, in particolare rapporti tra uomini, con una crescita significativa delle nuove diagnosi in questa categoria di persone. Continua invece a ridursi il numero delle infezioni riconducibili allo scambio di siringhe tra persone dipendenti da sostanze, confermando l’efficacia degli interventi di prevenzione e di sorveglianza clinica sui pazienti che afferiscono al Dipartimento Dipendenze Patologiche”. 

Anche nel Cuneese il dato ancora allarmante il fatto che sul totale dei soggetti positivi nel 2018, 26 sono giovanissimi, con un’età inferiore ai 25 anni. “Il dato conferma la riduzione dell’incidenza tra i giovani, ma richiama alla necessità di insistere sulla corretta informazione al fine di evitare condotte come l’uso di alcol o sostanze psicoattive, non necessariamente per via iniettiva, che riducendo il livello di consapevolezza e di attenzione favoriscono i comportamenti sessuali a rischio”. 

A tal proposito Il Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL CN1 promuove da alcuni anni attività di sensibilizzazione specifica su AIDS e malattie sessualmente trasmissibili nelle scuole superiori di Savigliano, Racconigi, Fossano e Saluzzo, raggiungendo ogni anno circa 850 studenti delle classi quarte, e attività di prevenzione attraverso progetti diversi sulle tematiche della salute mentale e del rischio in adolescenza. “Vengono trattate in maniera specifica anche aspetti relativi alle malattie sessualmente trasmissibili, con circa un migliaio di ragazzi

coinvolti ogni anno su tutto il territorio dell’ASL CN1. L’ultimo anno scolastico - spiega Conterno - ha visto una diminuzione degli interventi per via della situazione COVID”. 

Un ulteriore dato di criticità è rappresentato dal ritardo della diagnosi: “Nel 2018 il 39% delle diagnosi è avvenuta in uno stadio avanzato di infezione, con sintomi di malattia già presenti. Questa situazione richiede un rafforzamento dell’offerta dei test HIV, attraverso azioni attive rivolte ai gruppi di persone in cui l’infezione è maggiormente prevalente, ma anche sviluppando una maggiore consapevolezza delle opportunità di diagnosi nella popolazione generale”.

Del Bono: “L’emergenza sanitaria non ha interrotto le cure ai pazienti”

L’emergenza sanitaria da Covid non ha comunque avuto delle ripercussioni sulla diffusione del virus e nelle cure ai malati AIDS come conferma Valerio Del Bono, direttore Malattie infettive e tropicali all’osepdale Santa Croce Carle di Cuneo: “A livello di diffusione l’emergenza non ha avuto ripercussioni, anzi ci aspettiamo di assistere a un numero inferiore di infezioni considerate anche le restrizioni. Anche a livello di cure direi che ci siamo adattati. Preciso che il contatto con i pazienti non è mai venuto a mancare anche in questo periodo, li abbiamo sempre contatti e c’è stata un’assistenza continua sia prima che dopo”.

Sicuramente rispetto al passato l’aspettativa e le condizioni di vita del paziente affetto da HIV è migliorata molto. “A livello di cure - conferma Del Bono - la situazione è molto migliorata, il 90% dei pazienti ha stabilizzato l’infezione con cure molto più tollerate e molto efficaci. Un paziente colpito da HIV, che segue la terapia fa una vita pressoché normale. Assume compresse tutti i giorni con formulazioni che comprendono associazioni di farmaci preformate, parliamo di una al massimo due compresse al giorno. Presto saranno poi in arrivo nuovi farmaci con intervalli più lunghi, ogni due settimane, anche un mese. In questo senso l’avvenire è molto promettente”. 

“Le persone positive all’infezione da HIV hanno un’aspettativa e una qualità di vita migliore rispetto al passato - aggiunge Ivana Conterno - grazie all’evoluzione delle terapie farmacologiche antiretrovirali e soprattutto se mantengono regolarità nel monitoraggio infettivologico e nella prosecuzione dei trattamenti. La riduzione della mortalità associata all’infezione ha determinato una crescita della prevalenza, con una stima all’inizio del 2017 di circa 9.000 persone sieropositive in Piemonte”. 

Per le opportune informazioni, si può sempre fare riferimento al proprio medico di base, al dipartimento Dipendenze Patologiche territorialmente competente oppure al Reparto Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera “S. Croce e Carle” di Cuneo. 

“Il test gratuito, può essere richiesto senza bisogno di impegnativa ed in anonimato. Le persone straniere, anche se prive del permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano”, conferma Conterno. 

 

Chiara Gallo

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