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Al Direttore | 02 dicembre 2020, 19:52

Dopo il referendum, il cambio dei collegi elettorali. Perosino: “''L'avevamo detto”

La lettera del senatore cuneese. “Appare evidente come la rappresentanza delle entità amministrative omogenee venga meno e come le candidature siano nelle mani delle segreterie politiche nazionali”

Marco Perosino

Marco Perosino

Seppure in momenti che presentano problemi gravissimi sanitari ed economici, ai quali rivolgiamo le nostre attenzioni ed energie, la ruota della burocrazia continua il suo giro.

Dopo i risultati del referendum con la vittoria del “sì” e quindi la riduzione del numero dei parlamentari, dalle prossime elezioni politiche con scadenza naturale al 2023, occorreva rivedere i collegi elettorali.

E qui, come previsto dai fautori del “no” (come il sottoscritto), sono arrivate le sorprese.

Per il Senato, il collegio uninominale che comprendeva tutta e solo la Provincia di Cuneo, si allarga a 175000 abitanti della Provincia di Torino corrispondenti alle città di Carmagnola e Pinerolo e loro hinterland.

Per la camera, il secondo collegio uninominale, che comprendeva Mondovì, Fossano, Bra, Alba e loro hinterland si spacca: Mondovì e Fossano sono dirottate con il collegio di Cuneo - Saluzzo - Savigliano; Alba e Bra (e ovviamente Langhe e Roero) sono allocate con un collegio che comprende anche tutta la provincia di Asti.

Appare evidente come la rappresentanza delle entità amministrative omogenee venga meno e come le candidature siano nelle mani delle segreterie politiche nazionali. ''L'avevamo detto!'', ma non cambia più ormai.

Rimane un'unica ancora di salvezza: la legge elettorale. Potrebbe rimescolare tutto!

Senatore Marco Perosino

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