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Attualità | 02 dicembre 2020, 09:47

Bolle sui bus e ingressi alternati a scuola, al via la rivoluzione dei trasporti: cosa cambierà [VIDEO]

A fare chiarezza la presidente dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese, Licia Nigrogno: “Ridisigneremo gli orari delle città”

Bolle sui bus e ingressi alternati a scuola, al via la rivoluzione dei trasporti: cosa cambierà [VIDEO]

Garantire un rientro in classe degli studenti e farlo preservando la loro sicurezza e salute. E’ una sfida ambiziosa quella che attende le autorità piemontesi. Il ritorno alla scuola in presenza non può prescindere da un passaggio tanto delicato quanto fondamentale: il viaggio sui mezzi pubblici.

Il dossier trasporti è in cima ad ogni scrivania di amministratori e in vista di gennaio, quando dopo le feste natalizie migliaia di studenti dovranno tornare in classe, la Regione, i Comuni, le scuole e l’Agenzia per la Mobilità Piemontese stanno predisponendo un piano eccezionale dei trasporti, una vera e propria rivoluzione non solo del settore ma delle vite quotidiane di alunni, genitori e nonni. Cosa cambierà nel concreto? A fare chiarezza la presidente dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese, Licia Nigrogno: “Il passo grande che stiamo facendo in questi giorni è quello di far connettere due settori che fino a ieri non si parlavano, quello della scuola e quello dei trasporti. La ricetta? Più mezzi, un maggiore tracciamento e una collaborazione e coordinamento con i territori".

Alternanza: ingressi e uscite distribuite nella giornata
Uno dei punti cardine del nuovo piano trasporti, che verrà discusso ancora in questi giorni con tutti gli attori del territorio, riguarda il concetto di alternanza. Ingressi e uscite il più possibile scaglionati, ancor più che attualmente. L’alternanza è una condizione sine qua non? Su questo aspetto la presidente dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese non transige: “Assolutamente. Il ridisegno degli orari della città è fondamentale, soprattutto gli orari della scuola. Li stiamo concordando insieme, stiamo cercando di capire come riposizionare nelle fasce orarie i flussi degli studenti. Non lo imporremo, lo costruiremo insieme alle scuole: a loro chiediamo di scaglionare perlomeno una parte degli ingressi in un orario di minore afflusso, come le 10 del mattino”.

Più fermate per risolvere la questione incarrozzamento Se in città è difficile immaginare nuovi spazi laddove non ce ne sono, fuori Torino l’idea è quella di creare nuove fermate provvisorie vicino alle scuole per permettere agli studenti di distribuirsi e di evitare così assembramenti: “Abbiamo bisogno dell’aiuto dei sindaci, uno dei principali problemi riguarda l’incarrozzamento” rivela Nigrogno. “In tante città abbiamo visto che i ragazzi si assembravano non sapendo che vi erano altri bus su cui potevano salire. Il risultato? I primi bus strapieni, quelli dietro vuoti: aggiungere punti di incarrozzamento permetterà di distribuire le persone su spazi più grossi. Lo faremo dialogando con i sindaci e con le scuole. Penso alla situazione di Pinerolo, dove avevamo messo tantissimi bus aggiuntivi ma i ragazzi si sono assembrati in corrispondenza dell’unica fermata e sono saliti sui primi pullman arrivati”. Ecco perché nelle tratte extraurbane verranno realizzate nuove fermate.

Bolle sul bus
Come già accaduto nelle scuole dell’infanzia, uno dei metodi per garantire il tracciamento è l’utilizzo delle “bolle”. A spiegarne il funzionamento, l’amministratore delegato di Gtt, Giovanni Foti: “Il concetto è quello della prenotazione: si fa in modo che, per quanto possibile, il gruppo di ragazzi che sale sul bus faccia parte della medesima classe e scuola”. “In sostanza - conclude Foti - i ragazzi diventano ‘congiunti’ perché frequentano lo stesso istituto o la stessa sezione”.

Ricorso a bus turistici e personale privato
Inutile però negare che con il limite di capienza fissato a una percentuale che varia tra il 50% e l’80% a seconda della situazione epidemiologica, posti ridotti e personale limitato rappresentano una criticità trasversale: “C’è il grosso problema legato alla riduzione dei posti imposto dal Ministero” ammette Nigrogno. “Questo comporterà un incremento dei mezzi, ci avvaleremo anche dei mezzi turistici e di quelli privati, per dare respiro a quel settore”. Uno dei principali nodi da sciogliere rimane quello del personale: basterà a garantire la copertura a un simile sforzo? Da qui l’ipotesi di guardare anche al privato, oltre che al pubblico: “Il fatto di aprirci a operatori privati e turistici ci darà un polmone in grado di supportare le aziende che adesso e in futuro avranno problemi di personale” conferma la presidente dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese.

Il nuovo piano dei trasporti è quindi destinato a rivoluzionare le vite degli studenti ma anche di genitori e nonni. Per poter tornare in aula, i piemontesi dovranno modificare radicalmente le loro abitudini e stili di vita

Andrea Parisotto

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