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Curiosità | 03 dicembre 2020, 07:30

Il docufilm "Siamo qui da vent'anni" del cuneese Sandro Bozzolo vince il premio "Ciak Migration"

Il riconoscimento al Festival del Cinema Diritti Umani di Napoli. La pellicola racconta uno spaccato della provincia di Cuneo sulle comunità straniere che oggi rappresentano vere eccellenze in produzioni e settori specifici della Granda

Il docufilm "Siamo qui da vent'anni" del cuneese Sandro Bozzolo vince il premio "Ciak Migration"

Si aggiudica il premio Ciak Migration del XII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli  di fine novembre il docu-film “Siamo qui da vent’anni”, realizzato nel 2020 dal regista cuneese Sandro Bozzolo e prodotto da Anolf Cuneo (Associazione nazionale oltre le frontiere della Cisl) per il progetto “Frame, Voice, Report”, finanziato attraverso il Consorzio delle Ong piemontesi, con il contributo dell’Unione Europea e della Regione Piemonte e il supporto della Fai Cisl, della Fondazione Fai Cisl e della Fondazione Crc.

La pellicola, nata da un’idea di Roger Davico, presidente di Anolf Cuneo, racconta in 48 minuti uno spaccato della provincia di Cuneo in termini di comunità straniere da tempo radicate sul territorio che oggi rappresentano vere eccellenze in produzioni e settori specifici, portando reddito e prestigio alla Granda. Dalla comunità macedone di Langa che ha sede a Neive ed è impegnata particolarmente nella filiera del vino, ai lavoratori della frutta in arrivo soprattutto dai Paesi dell’Africa del Sud Sahara che ogni anno partecipano alla raccolta nel Saluzzese e Cuneese. E poi la comunità cinese di Barge e Bagnolo, che hanno dato nuova linfa al distretto della pietra di Luserna, gli indiani Sikh del Punjab, circa 3 mila residenti nel territorio di Bra e Marene specializzati nell’allevamento dei bovini e impegnati nella filiera del latte, e le operatrici dell’assistenza provenienti dall’Est Europa, ma anche da America latina e Sud-Est asiatico, che si occupano di assistere gli anziani nelle case private e nelle strutture delle case di riposo.

"Siamo molto contenti per questo premio e soprattutto per le parole spese durante il dibattito che si è tenuto dopo la proiezione – dice il regista Sandro Bozzolo –. In giuria c’erano diversi giovani nati in Italia, ma ancora senza cittadinanza, che hanno apprezzato la testimonianza della giovane studentessa Kaur Kirandeep, originaria del Punjab e appartenente alla comunità sikh di Marene, che nel film racconta la sua esperienza affrontando un tema come quello dello Ius soli, per cui ancora oggi l’Italia continua a non trovare risposte. Spero che, oltre alla partecipazione in occasioni di altri festival cinematografici e di settore, il film possa nel futuro trovare spazio anche nelle scuole".

"Il progetto “Siamo qui da vent’anni” – dice Roger Davico, presidente territoriale Anolf Cisl, Associazione Nazionale Oltre le Frontiere – è nato per sottolineare l’importanza del contributo di questi nuovi cittadini alle produzioni del nostro territorio: dal vino ai formaggi, dalla coltivazione della frutta alla manutenzione dei boschi di castagno, la nostra provincia ha bisogno di questi lavoratori. Nel film emerge anche l’aiuto che le nostre famiglie e i nostri anziani nelle case di riposo ricevono dalle badanti straniere e come le nuove generazioni si vogliano integrare nella nostra società. Non abbiamo scelto le comunità straniere più numerose in provincia, ma alcune di quelle che in qualche modo si sono specializzate in determinati settori. Vogliamo che il progetto sia un’azione di informazione e di educazione rivolta alla cittadinanza e alla politica, che ci deve spingere a lavorare insieme per i diritti e l’integrazione".

“Inoltre – dichiara ancora Roger Davico – nelle varie occasione che abbiamo avuto di presentare il docufilm sia in presenza, come a Venezia, o on line su piattaforme collegate abbiamo potuto parlare del nostro territorio spaziando proprio attraverso le varie produzioni e luoghi, di cui parla il filmato, proprio di tutta la provincia, rispondendo a domande e portando a conoscenza gli interlocutori delle nostre diversità produttive, sia agricole (dalle castagne, alla frutta in generale, alla vite….), ma anche artigianali ed  industriali collegate (si pensi solo all’utilizzo del latte o alle nocciole…), comunque di eccellenza, e della ricchezza che tutto ciò crea, compreso la bellezza dei paesaggi. E per arrivare a questi risultati oltre alla capacità imprenditoriali e d’investimento  non possiamo disconoscere l’apporto appunto della manodopera di origine straniera in lavori che ormai gli “ italiani” non fanno più (es. la cura delle stalle, la coltura della vite e dei noccioleti, la raccolta della frutta e non in ultimo la lavorazione delle pietre di Luserna e la dedizione e l‘attenzione verso i nostri anziani sia in casa, ma anche nelle case di riposo). La necessità di questo personale si è visto in modo lampante durante la vendemmia nelle Langhe, dove per causa anche del Covid, non sono arrivati i flussi necessari di lavoratori dalla Macedonia e da altri Paesi".

comunicato stampa

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