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Attualità | 04 dicembre 2020, 09:40

Il passo della Gardetta punto di riferimento per un nuovo percorso di valorizzazione delle “strade bianche” di alta montagna?

Comuni, Unioni montane, Provincia si confrontano su un progetto di richiamo turistico internazionale e sostenibile sull’esempio di altre esperienze positive, come la Via del Sale tra Limone e Monesi

Immagine di repertorio

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Il passo della Gardetta, a 2437 metri di quota, nel cuore delle Alpi Cozie, tra le valli Maira, Stura e Grana, potrebbe diventare punto di riferimento per un nuovo percorso di valorizzazione delle “strade bianche” di alta montagna.

L’altopiano omonimo è un’area di eccezionale valore paesaggistico e naturalistico, censita come “zona di protezione speciale e patrimonio geologico italiano”: il richiamo turistico, sportivo e ambientale sarebbe assicurato.

Ne sono convinti i sindaci delle tre valli, i rappresentanti delle relative Unioni montane  e il presidente della Provincia, Federico Borgna, che lunedì 30 novembre ha ospitato un incontro in videoconferenza per dare la possibilità agli amministratori locali di confrontarsi su un progetto di richiamo turistico internazionale e sostenibile sull’esempio di altre esperienze positive, come la Via del Sale tra Limone e Monesi.

Per il passo della Gardetta sono ipotizzati cinque ingressi e due percorsi che potrebbero intersecarsi: il primo da Pietraporzio (valle Stura) a Canosio (valle Maira) e il secondo del colle Fauniera da Pradleves (valle Grana), Demonte (valle Stura) e Marmora (valle Maira).

Si è trattato di un primo ragionamento per un modello che è replicabile e che non vuole essere né un doppione, né un’alternativa ad altri già esistenti. - spiega il presidente Borgna - La Provincia svolge soltanto il ruolo di coordinamento di area vasta e si mette a servizio dei Comuni coinvolti perché saranno loro i protagonisti e i gestori del progetto, se decideranno di realizzarlo.

La Provincia c’è e starà un passo indietro per permettere agli enti che lo vorranno di coinvolgersi in un’idea che andrà a vantaggio di tutta la Granda”.

Le proposte sono arrivate numerose.

Sono stati invitati i Comuni sui quali insiste la strada oggetto dell’intervento, è cioè i rappresentanti della valle Maira con i sindaci di Marmora (Giorgio Reviglio) e Canosio (Domenico Vallero), della valle Stura con Demonte (Francesco Arata), Sambuco (Carlo Bubbio) e Pietraporzio (Sabrina Rocchia) e della valle Grana con Pradleves (Marco Marino) e Castelmagno, insieme ai rappresentanti delle tre Unioni Montane (Valerio Carsetti e Alessandro Agnese per la valle Maira, Loris Emanuel e Francesco Arata per valle Stura e Marco Marino per valle Grana), oltre a Mariano Allocco (Comune di Elva) che è il promotore dell’iniziativa insieme a Marco Borgogno (ex sindaco di Borgo San Dalmazzo).

Il progetto si avvale della consulenza tecnica di Pietro Pandiani, già segretario comunale di Cuneo.

Questi ultimi hanno illustrato l’idea e le modalità tecniche per realizzarla, a partire dalla stipula di una convenzione tra i Comuni e dall’ipotesi di sostenibilità finanziaria.

Sul progetto c’è anche l’interesse del Politecnico di Torino che ha già siglato un accordo con l’Unione Montana Valle Maira per il vallone di Elva, come ha ricordato Allocco.

Altri incontri per valorizzare le strade di alta quota sono avvenuti nei mesi scorsi, ha precisato Carsetti, prendendo come esempio l’alta Via del Sale o la strada dei Cannoni, tra le valli Maira e Varaita.

Da valutare quale tipo di turismo si vorrà promuovere (mountain bike, e-bike, fuoristrada…) nell’ambito di un progetto che riguarda un’intera area montana (e non solo una strada) e per il quale sarà fondamentale raggiungere un’unità d’intenti, come hanno sottolineato tutti i partecipanti.

redazione

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