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Attualità | 04 dicembre 2020, 16:12

Verduno, la campagna acquisti continua: "Attorno al dottor Buda un grande progetto per la nostra ginecologia"

Alla guida della neonata struttura per la cura delle patologie oncologiche arriva uno specialista brianzolo dall’importante curriculum. Intanto i concorsi per dirigenti medici destinati al nuovo ospedale diventano sempre più partecipati

Il dottor Alessandro Buda, in servizio a Verduno dal 1° dicembre

Il dottor Alessandro Buda, in servizio a Verduno dal 1° dicembre

La campagna acquisti continua. Dopo quello del dottor Schiraldi, luminare dell’ortopedia, l’ospedale "Michele e Pietro Ferrero" ha appena aggiunto al proprio staff di medici un nome che si presenta come una nuova eccellenza a servizio del presidio di Langhe e Roero.

Il profilo è quello del dottor Alessandro Antonio Buda, classe 1972, lombardo, proveniente dall’ospedale "San Gerardo" di Monza, che dal 1° dicembre ha preso servizio nel plesso aperto il 20 luglio scorso per assumervi la guida della neonata struttura operativa complessa (Soc) di Ginecologia Oncologica. Una di quelle specialità con le quali l’Asl Cn2 punta a fare di Verduno "qualcosa in più e di meglio della mera sommatoria dei vecchi di presidi di Alba e Bra", come spiegato questa mattina dal direttore generale dell’azienda sanitaria, Massimo Veglio, nel presentare alla stampa il nuovo primario.

"La nuova Soc – ha specificato Veglio – fa parte del progetto di ampliamento delle discipline che questo ospedale ha l’ambizione di sviluppare. E’ un inizio, per farlo non basta avere un titolo o un singolo campione, non è sufficiente avere Cristiano Ronaldo – ha proseguito con una chiara metafora calcistica –, ma costruire un gruppo di persone in grado di portare avanti validamente i percorsi assistenziali che si costruiranno. Questo cammino ora è partito, e anche se in questo momento è rallentato per le ragioni che ben conosciamo, lo porteremo avanti con convinzione".

Come già avvenne per il dottor Schiraldi, un primo significativo segnale di come un simile 'acquisto' si potrà riflettere sul futuro della nostra sanità è nel numero di partecipanti al concorso per dirigenti medici di ginecologia che l’Asl ha bandito con scadenza al prossimo 22 dicembre, col proposito di portare a 14 effettivi una squadra – quella di tutta la Ginecologia e Ostetricia, reparto che conta una trentina di posti-letto – che oggi può fare affidamento sul lavoro di 9 medici. "Ad oggi registriamo 27 iscritti – ha spiegato il dottor Veglio –. Per rendere l’idea, l’ultimo concorso bandito dall’Asl in questo campo di iscritti ne ebbe cinque, nessuno dei quali si presentò poi alle prove".

Proprio l’aver creduto nella promessa di costruire attorno a lui un progetto alla sua altezza si deve la scelta operata dal giovane medico, che in quel di Monza ha costruito una carriera avviata poco più vent’anni fa formandosi in particolare sugli insegnamenti del professor Costantino Mangioni, luminare della materia, scomparso poco più di un mese fa.

Un periodo nel quale si è specializzato in particolare nell’ambito della chirurgia ginecologica dei tumori femminili, sia a cielo aperto che per via mininvasiva laparoscopica, con oltre 5mila interventi eseguiti come primo operatore, sia per patologia benigna che soprattutto per patologie tumorali (ovaio, endometrio, cervice e vulva).

Nel 2010 ha introdotto a Monza e in Italia la metodica della stadiazione linfonodale del tumore ovarico mediante ricerca del linfonodo sentinella, tecnica oggi consolidata e dimostratasi efficace nei principali ospedali del mondo grazie a studi collaborativi in alcuni dei quali è stato promotore. Ha all’attivo circa 100 pubblicazioni internazionali su riviste indicizzate, è stato relatore a oltre 100 congressi nazionali e internazionali e direttore di due congressi internazionali inerenti il linfonodo sentinella nei tumori dell’utero, svolgendo intanto attività formativa di numerose tecniche chirurgiche laparoscopiche nella chirurgia dei tumori uterini sia in Italia che all’estero, spesso invitato a effettuare interventi chirurgici in diretta e sessioni di training dei giovani (Spagna, Brasile, Turchia, Singapore, Taiwan).

"Il mio grande desiderio – ha spiegato – è quello di trasmettere ad altri quello che ho avuto la fortuna di ricevere in questi vent’anni. Lo facevo a Monza, ma forse non al meglio. Credo che a Verduno avrò la possibilità di mettere in pratica questo proposito, trasmettendo ai più giovani quello che ho imparato e costruendo un qualcosa che possa proseguire nel tempo".

"Per me –
ha proseguito – si tratta di un nuovo inizio, e anche di abbandonare la zona di comfort nella quale ho operato sino a poche settimane fa, oltre che di trasferire qui la mia famiglia. Ma ho deciso di accettare nella convinzione di aver sposato un progetto di altissimo livello. Nella mia decisione ha impattato anche il fatto che qui c’è una fondazione ospedaliera il cui grande lavoro avevo già avuto occasione di conoscere. Vi ho trovato dei valori che sono quelli che io cerco. Anche questo mi ha aiutato a decidere di investire in questa nuova esperienza".

Parole sposate dal direttore sanitario dell’Asl, Mario Traina: "Purtroppo le grandi scuole della medicina sono sempre più rare. Il dottor Buda è espressione di una delle ultime o poche grandi scuole italiane di ostetricia e ginecologia. Si inserisce nel nostro ospedale come ennesima 'pallottola d’argento' che stiamo mettendo nella nostra canna per lavorare insieme ad équipe nelle quali già operano bravissimi professionisti, per diventare un riferimento a livello regionale e oltre".

"Siamo particolarmente orgogliosi dell’arrivo del dottor Buda, che proviene da un territorio a me molto caro", ha spiegato il presidente della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus, Bruno Ceretto, richiamando la sua personale esperienza con un altro brianzolo di grande valore, lo chef tristellato Enrico Crippa. "Anche l’arrivo del nuovo primario porterà eccellenza nel nostro bellissimo ospedale. Con lui abbiamo condiviso un progetto di crescita basato sulla competenza professionale, sull’umanizzazione, sulla gentilezza nei rapporti terapeutici. Anche da lui ripartiamo per ricostruire un clima di fiducia con la nostra popolazione e soprattutto con il mondo femminile".

Ezio Massucco

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