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Saluzzese | 05 dicembre 2020, 13:51

Saluzzo e le Terre del Monviso corrono insieme per diventare Capitale italiana della Cultura 2024

L’ufficializzazione della candidatura ieri, nel nuovo complesso Santa Maria delle Stella. Entusiasmo e tantissime adesioni e partner. Per la prima volta in Italia, una città e un’area montana si candidano insieme per progettare il loro futuro. E’ un percorso partecipativo che darà molto spazio ai giovani, non solo come destinatori ma come attori del progetto

Saluzzo

Saluzzo

 

In diretta sulla pagina facebook del Comune, dal complesso di Santa Maria della Stella, inaugurato lo scorso 11 dicembre dopo i restauri, è stata annunciata ieri ufficialmente la candidatura di Saluzzo e Terre del Monviso a Capitale italiana della Culturale 2024. Una candidatura che alza a protagonista non solo la ex capitale del Marchesato ma, soprattutto, il territorio con cui è connessa da secoli, indirizzando il focus sulla montagna, sulle terre intorno al Re di Pietra, dal 2013 patrimonio dell'Unesco, come riserva della biosfera e simbolo di queste aree.  

“Non è un concorso di bellezza” sottolinea  Paolo Verri, coordinatore pro bono della candidatura, che già ha guidato quella di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 "ma un progetto di idee nuove che guardano al domani e ai giovani. Un piano strategico di sviluppo del territorio, di quello che non è ancora e che vogliamo lasciare alle future generazioni come luogo di innovazione e cultura, con tante vocazioni e opportunità.

Ci candidiamo ad essere la prima città che mette la montagna e le Alpi al centro di una rete nazionale ed europea. Una straordinaria opportunità per Saluzzo  che ha una storia millenaria  e queste radici così lunghe e prestigiose del passato ci danno coraggio per partire con questo progetto a cui stanno lavorando decine di comuni".

La candidatura si  pone infatti come prosecuzione del percorso avviato cinque anni fa, con il progetto "Terres Monviso"  un piano di macroarea turistica del Piemonte che ha radunato, capofila Saluzzo, una rete di 68 comuni, valli e la pianura circostante, un territorio di 2.600 kmq e quasi 136mila abitanti. Insieme all’altro progetto VéloViso, che è la sinergia tra valli italiane e francesi del Monviso per la valorizzazione dell’offerta cicloturistica.

“La nostra idea – afferma il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni -  è di alimentare un processo collettivo, aggregante e condiviso, lavorando con tutti coloro che potranno e vorranno contribuire a costruire un progetto forte ed efficace, a partire dai giovani. Partiamo in anticipo con una candidatura per il 2024, perché ci serve tempo per un progetto condiviso. Vogliamo sfruttare al meglio il tempo per coinvolgere tuto  il territorio e ottenere delle ricadute positive: ogni euro investito in cultura ne genera cinque! La nostra visione di cultura è ampia, non solo arte ed eventi culturali in senso stretto, ma cultura dei territori: tradizione, ambiente, storia, paesaggio, lingua e, progetti scientifici, religione".

La pandemia ha innescato un ripensamento delle aree montane, sottolinea il primo cittadino. "All’indomani del lockdown, le potenzialità dei piccoli borghi sono state evidenziate da sociologi, urbanisti ed economisti, ma nell’immaginario collettivo la montagna non è ancora considerata un luogo da abitare. Nel 2030, secondo il World Urbanization Prospects 2018 delle Nazioni Unite, il 60% della popolazione mondiale si concentrerà nelle città".

La lungimirante candidatura, come è stata definita per l’unicità del coinvolgimento di vallate e comuni circostanti e, per essere un percorso partecipativo che darà  molto spazio ai giovani, non solo  come  destinatari, ma come attori ha suscitato subito entusiasmo generale,  ricevendo  il sostegno di istituzioni, di associazioni e dell’intero Piemonte, attestato nell’incontro aperto da  Marco Piccat, presidente della Fondazione CrSaluzzo.

Piccat ha citato un sogno di Francesco Petrarca, letterato e alpinista, che amava il monte Vesulus e che  scrivendo l’introduzione alla novella di “Griselda” parla del territorio saluzzese, dando la prima attestazione di identità culturale tra il Monviso e le Terre del Saluzzese e, apprezzando questa commistione di vita e natura, che il progetto riprende 700 anni dopo.

Per chi non ama il Petrarca, l’alternativa è nel  pensiero di Tommaso III che identifica Saluzzo e i suoi paesi  come il territorio della cortesia e dell’eleganza: la terra del  “Dieu d’ amour”. 

Tra i partner, tre atenei che vogliono studiare e progettare il nuovo territorio: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino e Università di Scienze Gastronomiche. Non solo elementi culturali, personaggi come Silvio Pellico, Bodoni Saluzzo, la dinastia dei Marchesi di Saluzzo, ma ricerca e progettazioni di nuovi ambienti. “Saluzzo città piena di storia con il presente vibrante e lo sguardo al futuro" Maria Ludovica Gullino, saluzzese di origine, vicerettore dell’Università torinese. Carlin  Petrini, fondatore di Slow Food: “E’ l’ora che a queste piccole realtà provinciali venga riconosciuto valore”. Mauro Bernardi presidente Atl Cuneo: “ Sarà una opportunità per tutto il territorio”.

La candidatura è spalleggiata inoltre da Unioni Montane delle Terre del Monviso, Uncem, Parco del Monviso, la città di Parma legata a Saluzzo dal re dei tipografi Bodoni, la città di Verbania, la Camera di Commercio di Cuneo, Provincia, Regione.  “C’è più di una ragione – conferma Vittoria Poggio, assessore alla Cultura del  Piemonte - per cui appare assolutamente coerente, e giusta la candidatura di Saluzzo con le Terre del Monviso. Gli uffici del mio assessorato sono a disposizione fin da ora per sostenere questa impresa. Conosciamo l’audacia dei piemontesi e sono convinta che riusciremo, anche questa volta, a fare un buon lavoro".

I prossimi passi saranno l’organizzazione di una call nazionale per under 28 e un meeting per sviluppare e approfondire, con tutti gli attori in campo, i contenuti del dossier". 

Sul cronoprogramma, le anticipazioni di Verri. Si inizierà già da inizio 2021 con tutti i partner e sindaci a studiare il bando e produrre il dossier. "Bisogna costruire una compagine promozionale e far lavorare insieme enti,  associazione e cittadini." 

A sostenere la candidatura, avviata in un momento  complesso per l’emergenza sanitaria Covid, anche la Diocesi di Saluzzo: “La candidatura fa riflettere sul  patrimonio della Diocesi – afferma il vescovo monsignor Cristiano Bodo - identitario ma proiettato ad orizzonti futuri. 610 edifici di culto concentrati in aree montane che parlano non solo del passato ma di oggi". Il vescovo ha citato il rapporto tra arte e fede,  i beni faro della diocesi saluzzese e la rete dei santuari, i restauri in atto e in fieri di Saluzzo. "Un patrimonio pronto a cogliere nuovi stimoli e che possano insegnare alle future generazioni, i cammini di fede e della vita".

Sostegno al dossier anche dalla Fondazione Artea, Compagnia di San Paolo, dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino,  Cassa di Risparmio di Cuneo e di Saluzzo, dal Salone Internazionale del Libro di Torino, Dmo Piemonte, la Delegazione FAI Piemonte e Valle d’Aosta, Atl del Cuneese, Parco del Monviso/MabUnesco, dall’ Igav Istituto - Garuzzo per le Arti Visive.

La candidatura travalica le Alpi, spalleggiata da  tre comunità francesi con cui il progetto delle Terre del Monviso  dialoga da alcuni anni:  le Communauté de Communes du Guillestrois et du Queyras, Communauté de Communes Serre-Ponçon, Communauté de Communes Vallée de l’Ubaye Serre-Ponçon.  "Un dialogo importante – ha sottolineato Verri - in un momento in cui la Francia si appresta a lanciare la capitale francese  della Cultura”.

Per il progetto scendono in campo anche personaggi della cultura e delo sport: Mariano Allocco, Stefania Belmondo, Sergio Berardo,Lóránd Hegyi, Paolo Pejrone, Fredo Valla.

Ma come nasce la Capitale italiana della Cultura?. 

E' stata istituita nel 2014 del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ed è conferita per  un anno. La vincitrice riceve un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato a Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Nel 2019 Matera, capitale europea della cultura, è stata anche capitale italiana. Parma è la  capitale italiana della cultura 2020, prorogata al 2021.

Il titolo di Capitale italiana della cultura 2023 è stato assegnato, in via straordinaria alle città di Bergamo e Brescia per promuovere il rilancio socio-economico e culturale di quest’area molto colpita  dalla pandemia COVID-19. 

Entro la data stabilita Saluzzo e  le Terre del Monviso, dovranno  consegnare il dossier di candidatura che una  giuria di esperti analizzerà, identificando una rosa di 10 città finaliste (la cosiddetta short list) entro  fine 2021. Ad inizio 2022 uscirà il nome della vincitrice.

 

Vilma Brignone

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