Il dentista risponde - 07 dicembre 2020, 09:00

Che cosa sono le recessioni gengivali?

Ce lo spiega la dottoressa Martina Audagna

Che cosa sono le recessioni gengivali?

Ospite della rubrica "Il dentista risponde", la dottoressa Martina AUDAGNA, Laureata in Odontoiatria a Torino, Socio Attivo della Società Italiana di Parodontologia e collaboratrice ad ALBA presso lo studio del Dr. Mauro FERRI BORGOGNO.

Cosa significa occuparsi di parodontologia?

La Parodontologia è la disciplina odontoiatrica che si occupa delle malattie dei tessuti di sostegno dei denti e quindi della prevenzione, diagnosi e cura dei tessuti che circondano il dente, come ad esempio la gengiva e l’osso.

Cosa sono le recessioni gengivali? 

La recessione gengivale consiste nella retrazione del margine gengivale fino alla scopertura di una parte più o meno ampia della radice del dente, che in condizioni fisiologiche è completamente ricoperta dalla gengiva.

Il dente con una recessione appare così “più lungo”. La prima causa di recessione gengivale è la malattia parodontale (meglio conosciuta come piorrea), che è l’infiammazione dei tessuti di sostegno del dente, ossia la gengiva, l’osso alveolare e il legamento parodontale. Tuttavia può anche essere dovuta al trauma ripetuto del margine della gengiva, ad esempio a causa di uno spazzolamento troppo energico o con spazzolini non appropriati, alla presenza di placca batterica e tartaro, ad una malposizione del dente e ad altre cause e concause più complesse.

Quanto sono frequenti le recessioni gengivali?

Studi epidemiologici hanno evidenziato come le recessioni gengivali rappresentino lesioni molto diffuse in popolazioni sia ad elevato che a basso standard di igiene orale.

Un importante studio riporta che circa l’88% di pazienti statunitensi di età superiore ai 65 anni mostravano almeno una recessione gengivale, mentre popolazioni di età compresa tra i 18 e 64 anni di età manifestavano almeno una recessione nel 50% dei casi. 

La recessione gengivale può causare sgradevoli inestetismi nel sorriso, indurre ipersensibilità dentinale al caldo e al freddo e aumentare il rischio di carie della radice, anche perchè questa condizione rende più difficili le quotidiane manovre di igiene orale domiciliare.

C’è un rimedio?

Certo, la problematica può essere corretta con interventi chirurgici di plastica gengivale. Negli ultimi anni, la richiesta di trattamenti con finalità estetica in medicina si è fatta sempre più pressante e con questo la necessità di tecniche minimamente invasive senza recare al paziente eccessivi disturbi post-operatori.

In parodontologia, il trattamento delle recessioni gengivali ed in special modo quelle presenti sui denti anteriori, è richiesto con sempre maggior frequenza e con esigenti aspettative da parte dei pazienti.

Se negli anni passati (’80-’90) i risultati dei trattamenti delle recessioni erano valutati ottimisticamente sulla base della percentuale di riduzione della recessione ottenuta utilizzando le poche tecniche disponibili, al giorno d’oggi l’odontoiatra non può più offrire un risultato parziale del trattamento, ma spesso è tenuto a raggiungere, utilizzando tecniche sempre più sofisticate e complesse, una completa copertura radicolare associata ad una ottimale integrazione del tessuto ottenuto con i tessuti adiacenti. L’efficacia clinica della “plastica gengivale”, ovvero del lembo riposizionato sulla parte della radice scoperta, nel trattamento delle recessioni gengivali è ampiamente dimostrata dall’evidenza scientifica e clinica, ancorché a condizione che siano presenti alcune caratteristiche anatomiche.

Si sente di darci qualche consiglio?

La problematica, esclusa la diagnosi di malattia parodontale, è principalmente legata a manovre traumatiche da spazzolamento, dunque in seguito alla correzione chirurgica della recessione è sicuramente necessario che il paziente trattato modifichi l’approccio all’igiene orale, rendendolo efficace, ma non traumatico.

Qualsiasi recessione gengivale richiede comunque sempre la valutazione attenta di un odontoiatra, in quanto non tutte le recessioni necessitano di essere “ricoperte chirurgicamente”, ma è lo specialista a dover valutare le indicazioni chirurgiche di ogni singolo caso, che possono essere la richiesta estetica da parte del paziente, la necessità di diminuire l’ipersensibilità della zona o il peggioramento progressivo nel tempo della recessione gengivale, con conseguente crescente infiammazione dei tessuti limitrofi.

Ringraziamo la Dr.ssa Martina AUDAGNA per le preziose informazioni e ci diamo appuntamento alla prossima puntata.

Per qualsivoglia approfondimento la Dr.ssa Martina AUDAGNA, iscritta all’Ordine di Vercelli al numero 323, riceve, previo appuntamento, in Alba (CN)  Corso P. Cillario, 8 presso lo STUDIO FERRI BORGOGNO oggi divenuto DENTISTRY FB srl (Direttore Sanitario Dott. Mauro FERRI BORGOGNO Ordine di Cuneo 00029) www.studioferriborgogno.it Tel. 0173366349  GSM: 3311557768

 

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