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Economia | 09 dicembre 2020, 16:32

Economia in Piemonte, la "cartolina dal passato" è un rimbalzo estivo del Pil da 8 miliardi di euro

La crescita dopo il primo lockdown è testimoniato dall'ultima ricerca Unioncamere, anche se sui risultati del 2020 a livello complessivo influirà la seconda ondata di Covid. A settembre il livello dell'attività economica era comunque ifneriore del 5,5% al 2019

Foto generica

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Un recupero del Pil regionale da 8 miliardi di euro, anche se le attività economiche sono rimaste - a settembre - del 5,5% sotto i livelli dell'anno precedente. Sembra una "cartolina dal passato", ma in realtà è l'istantanea scattata da Unioncamere Piemonte al terzo trimestre del 2020, subito dopo il "rimbalzo" estivo, ma prima che anche sulla nostra regione si abbattesse la seconda ondata di Covid. Un evento che ancora oggi scandisce la nostra quotidianità e che sicuramente andrà a influire sui conti finali dell'anno.

I numeri raccontano tuttavia che, al nono mese, la nostra regione era riuscita a "partorire" una ripartenza economica. E l'effetto più evidente è stato un recupero del Pil pari a 8 miliardi di euro, passando dalla perdita di -18 a un risultato di -10. Dunque, un "movimento" simile a quello che si è osservato su scala nazionale nello stesso periodo di tempo. E se oggi queste cifre rischiano di perdere di attualità, di sicuro sono la testimonianza di un tessuto produttivo in grado di rialzarsi in piedi, se messo nelle condizioni giuste. “Dobbiamo lavorare molto come istituzioni locali e nazionali per recuperare tutto quello che il Covid-19 ci ha portato via - commenta il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia - . Circa il 40% del Pil è speso o trasferito proprio dalle pubbliche amministrazioni: quando una percentuale è così rilevante, i policy maker hanno una responsabilità rafforzata per l’efficienza delle imprese e di conseguenza per il benessere dei cittadini. I nostri sforzi devono continuare a concentrarsi sul sostegno dei settori più colpiti da questa pandemia. Solo stando a fianco alle imprese piemontesi, potremo evitare contraccolpi all’occupazione e allo sviluppo della nostra regione”.

Il calcolo è stato eseguito dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, che si è dotato di un apposito modello di Nowcasting. Il modello, piuttosto che computare il valore aggiunto dei settori, che viene registrato con ritardo, inferisce il livello dell’attività economica da indicatori reali e del mondo online. Tra i principali indicatori reali vi sono il traffico autostradale dei veicoli pesanti, i consumi di energia elettrica (a confronto con quelli nazionali), nonché le esportazioni del Piemonte. Agli indicatori reali si aggiungono gli andamenti delle ricerche online di 53 parole chiave precursori dell’andamento dell’economia piemontese e dei suoi consumi, come le ricerche dei suoi marchi principali, dei centri commerciali dove normalmente si fa lo shopping, nonché dei siti culturali e delle principali mete turistiche.

Il Piemonte si è dotato di uno strumento statistico innovativo in grado di stimare il Pil pressoché in tempo reale - dice Vladimiro Rambaldi, presidente di Torino Finanza - . Il modello elimina pertanto l’incertezza sullo stato della congiuntura, che ha conseguenze su spese, consumi e investimenti. In questo frangente economico abbiamo misurato il rimbalzo del sistema piemontese nel III trimestre, fondamentale per la tenuta dell’anno 2020, che vale 8 miliardi di Pil recuperato dei 18 persi dall’inizio dell’anno”.

L’informazione tempestiva sulla congiuntura viene utile quando i movimenti sono molto forti. Ci è di conforto che il rimbalzo piemontese abbia ritrovato 8 miliardi di Pil, che avremmo potuto perdere entro la fine dell’anno - conclude Dario Gallina, presidente della Camera di Commercio di Torino - . Purtroppo, una variazione negativa di circa 10 miliardi è acquisita e il rallentamento delle attività nel IV trimestre non permette di essere ottimisti. Per il momento, la variazione negativa del Pil acquisita nell’anno è del 7,4% (contro una media nazionale dell’8,2%). Puntiamo almeno a non chiudere l’anno con una variazione a due cifre. Il rimbalzo a V dell’estate ci fa ben sperare per quando la crisi sanitaria sarà risolta”.

Il modello svela però che lo stesso 2019 (pre-Covid) è stato un anno complesso.

L’ultimo anno di crescita dell’economia piemontese è stato il 2018. Il Pil del Piemonte è così entrato nel 2020 con un trascinamento negativo, sul quale hanno poi pesato i due trimestri del lockdown, con tassi di variazioni tendenziali (ossia sullo stesso trimestre dell’anno precedente) pari a -4,9% e -13,6%.

Il tasso tendenziale di variazione del terzo trimestre dell’anno è stato migliore del secondo, grazie alla revoca delle misure di lockdown del II trimestre (32 giorni nel II trimestre e 21 nel I trimestre). La variazione negativa (-5,5%) era comunque ampiamente attesa, perché nel trimestre estivo è comunque mancato il turismo internazionale e il livello delle esportazioni si è confermato al di sotto di quello del 2019, per la generalizzata crisi nei mercati di sbocco.

Anche gli investimenti sono frenati dal clima di fiducia e dalla cautela delle imprese. I dati sul PIL del Piemonte (-5,5%) sono allineati o lievemente inferiori di quelli nazionali (-4,7%), della Francia (-4,3%), mentre sono decisamente migliori di quelli della Spagna (-8,7%). Anche la Germania (-4,2%), ha concluso il II trimestre con un “segno meno”, nonostante la manovra fiscale espansiva più ampia di tutti i Paesi europei.

massimiliano sciullo

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