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Saluzzese | 09 dicembre 2020, 18:30

I rilievi confermano: le ossa rinvenute a monte di Rucas sono di Renato Beitone, il pastore di Paesana scomparso il 4 settembre 2019

L’uomo, classe 1954, era scomparso nel nulla da Santa Lucia della Vardetta, dove era salito per controllare la mandria in alpeggio. Da allora non si era rinvenuto alcun elemento utile alle ricerche, durate per giorni con immenso spiegamento di forze. Sino al ritrovamento di alcune ossa, a monte delle cave di Rucas di Bagnolo Piemonte, non così distante dallo spartiacque con la Val Po

Le ultime ricerche del soccorso alpino, a settembre, dopo il rinvenimento dei resti ossei a Comba Rumella

Le ultime ricerche del soccorso alpino, a settembre, dopo il rinvenimento dei resti ossei a Comba Rumella

Appartengono a Renato Beitone i resti ossei rinvenuti l’8 settembre scorso sulle alture di Rucas di Bagnolo Piemonte.

Beitone, classe 1954, è scomparso il 4 settembre del 2019. Dopo esser salito a Santa Lucia della Vardetta, località sulle alture di Paesana, per controllare la mandria di mucche in alpeggio, non aveva fatto ritorno a casa. Nel pomeriggio l’ultima chiamata con i famigliari, poi più nessuna traccia. Se non l’auto dell’uomo, parcheggiata a Santa Lucia.    

Quella sera stessa, non vedendolo tornare, i famigliari avevano lanciato l'allarme, attivando il protocollo di ricerca persona disperso. E, già di notte, le squadre di soccorso avevano iniziato le primissime battute.

Le ricerche erano durate per 10 giorni, estese più a lungo grazie anche ad una specifica richiesta del Comune di Paesana. In campo Soccorso alpino, Vigili del fuoco, Carabinieri, Aib, Croce rossa, Associazione nazionale Carabinieri e molti Enti ed Associazioni che afferiscono al sistema di Protezione civile regionale.

I soccorritori avevano battuto tutto il versante di Santa Lucia della Vardetta, scollinando anche in Valle Infernotto. Compresi i pendii più impervi, ispezionati dagli operatori del Soccorso alpino che si erano calati con corde e imbraghi. Erano stati utilizzati per le ricerche anche unità cinofile, droni ed elicotteri, ma di Beitone non c’era stata alcuna traccia.

Con l’uomo era scomparsa in un primo momento anche Lady, la cagnetta da pastore che la famiglia era solita portare in alpeggio. Ma il cane, a distanza di 47 giorni, aveva fatto ritorno, trovato sulla via che da Santa Lucia della Vardetta conduce alla borgata Beitoni, a Paesana. In ottimo stato di salute, e senza alcun segno di patimento.

Dopo un appello lanciato da Comune e famiglia, si era scoperto che la cagnetta era stata nutrita sulle alture di Galiverga, località di Bagnolo Piemonte sulla quale ricadono le cave, accessibile però dalla Val Pellice, da Rorà. Dettagli che avevano portato le autorità, coordinate dalla Prefettura, a riaprire le ricerche. Che erano durate due giorni.

Durante la prima giornata, la cagnetta era stata portata anche nelle cave di Galiverga, con indosso un collegare GPS, nella speranza che l’animale potesse fornire una direzione ai soccorritori. Tentativo, però, che non aveva dato alcun esito.

Il secondo giorno, invece, si era riorganizzata un’ulteriore grande, battuta di ricerca con squadre a terra, focalizzata proprio sullo spartiacque tra la Val Po e le Valli Infernotto e Pellice. Diversi i fronti di ricerca. Da Ostana erano stati battuti i sentieri, scollinando anche nelle vallate vicine e nel vallone di Luserna. Lo stesso era stato fatto per la zona di Galiverga. Ma anche l’ennesima attività di ricerca non ha prodotto esiti.

Da quei giorni, non c’era più stata alcuna novità, sino all’8 settembre del 2020, praticamente ad un anno dalla scomparsa.

Quel giorno, un malgaro, sulle alture a monte di Rucas, aveva trovato resti ossei riconducibili ad un teschio. Il rinvenimento si era registrato in località “Comba Rumella”, a quota 2000 metri di altitudine circa, lungo un canalino, alla base di alcuni salti di roccia, in una zona decisamente impervia, ma non così distante dallo spartiacque con la Valle Po.

Avvertiti i Carabinieri, i reperti erano stati recuperati anche con il supporto del Soccorso alpino. Proprio il Soccorso alpino, poi, aveva organizzato ancora due giornate di battute di ricerca, sulle alture di Ostana e Bagnolo Piemonte, tra Val Po e Val Infernotto, intorno a Comba Rumella, nella speranza di trovare ulteriori elementi. Anche in questo caso senza esito.

Neanche uno speciale “cane da cadavere” dell’Associazione nazionale Carabinieri, un setter certificato per le attività di “Human remains detection”, vale a dire addestrato per fiutare e localizzare eventuali resti umani in stato di decomposizione, era riuscito a scovare alcunché.

Sulle ossa ritrovate le autorità avevano disposto tutti i rilievi del caso, affidati anche al Ris – il Reparto investigazioni scientifiche – dell’Arma dei Carabinieri. 

Rilievi che hanno confermato che i resti appartengono a Renato Beitone.

Nicolò Bertola

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