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Al Direttore | 09 dicembre 2020, 15:32

A scuola il sabato e fino al 30 giugno, FLC CGIL Cuneo non ci sta: "Serve un'impostazione più seria, studiata e condivisa per il piano scolastico"

"Dal 10 al 30 ci sono gli esami di terza media e di quinta superiore e durante questo periodo gli insegnanti impegnati negli esami esauriscono il loro tempo/lavoro in queste attività quindi, tutti a scuola quindi, ma con un esercito di docenti dimezzato ed estenuato dai fatti che ci hanno toccato"

Foto generica - Unsplash

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"Che questa idea potesse scaturire dallo stesso gruppo di lavoro che aveva visto nei banchi con le rotelle la soluzione a tutti i male non stupisce".

Commenta così FLC CGIL Cuneo la proposta del ministro Azzolina incentrata sull'allungamento del calendario scolastico sino al 30 giugno e sull'introduzione del sabato non più come giorno "di riposo" per alunni e insegnanti.

"Un piano scolastico che risolva i problemi atavici legati al mondo dell’istruzione dovrebbe avere un'impostazione più seria, studiata nei minimi particolare e perché no... condivisa - prosegue la sigla sindacale cuneese in una nota ufficiale - . Nulla di tutto ciò, la proposta emersa dal palazzo di viale Trastevere ha altre ambizioni e sicuramente altri propositi".

"Tutti i sabato corrisponderebbero circa a 16 giorni e dal 10 giugno fino al 30 giugno (compresi i sabato) 18 giorni, per un totale di 34 giorni. Ma dal 10 al 30 ci sono gli esami di terza media e di quinta superiore e durante questo periodo gli insegnanti impegnati negli esami esauriscono il loro tempo/lavoro in queste attività quindi, tutti a scuola quindi, ma con un esercito di docenti dimezzato ed estenuato dai fatti che ci hanno toccato" prosegue FLC CGIL Cuneo nell'analizzare la proposta governativa.

"Il tempo scuola non è più un problema di organizzazione scolastica e didattica o non lo è mai stato. Spesso troppo spesso, ed è comprensibile, diventa come una molla dove, il lavoro della forza elastica non è impresso dal personale della scuola che invece lo subisce in tutti i suoi aspetti. L’autonomia, che dovrebbe essere scolastica, è gestita, invece, da altre forze e da altre realtà che fino ad oggi ne hanno deciso la riduzione sulla scia del risparmio a qualsiasi costo (spese di elettricità, riscaldamento, personale, pulizie, trasporti) e non certo tenendo in considerazione le reali esigenze dei ragazzi. Ed oggi con una inversione di rotta, degna del miglior campione di virate, vorrebbe imporre alla scuola di allungare i tempi e di procrastinare la chiusura, anche qui, mi vien da dire, senza tenere in alcuna considerazione i bisogni dei giovani e di chi li sostiene nel loro percorso di crescita".

Per FLC CGIL Cuneo pensare ai sabato a casa per gli studenti non significa pensare "a orde di docenti in panciolle che  stanno beatamente in ozio senza lavorare, circondati di ogni comodità, ma piuttosto di lavoratori indefessi che si dedicano alla correzione dei compiti, alla preparazione della lezione, alla preparazione di attività pratiche in laboratori non sempre dotati di tutti gli strumenti necessari. Non voler riconoscere questo, non voler considerare la necessità di diluire i tempi della didattica, significa volere una scuola senza scuola".

"Noi docenti poco ci intendiamo di politica scolastica ma se veramente dobbiamo far appassionare i nostri ragazzi, dobbiamo accompagnarli nelle loro scelte, dobbiamo in primo luogo riappropriarci del tempo, di quel tempo necessario a farli crescere, di quel tempo giusto per riuscire a sviluppare i loro talenti e valorizzare le loro competenze - si chiude la nota ufficiale - . E’ su queste basi che dovrebbe essere pensato un intervento sulla scuola e non su altro".

redazione

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