Click sulla Psicologia - 16 dicembre 2020, 11:37

Una violenza psicologica: questo è il "revenge porn"

Il revenge porn consiste nel pubblicare sui social media video o immagini sessuali senza il permesso di condivisione della persona ripresa

Una violenza psicologica: questo è il "revenge porn"

Come anticipato nel precedente articolo, sempre all’interno della dimensione della lotta dell’eliminazione della violenza di genere che non è solo il 25 novembre, vi parlo di un’argomento che riguarda la violenza psicologica. Come si apprende dai tristi episodi di cronaca, non solo quelli attuali, nelle precedenti settimane si è ripreso a parlare del revenge porn.

Che cosa si intende con REVENG PORN?

Per revenge porn si intende l’atto di condividere e diffondere online, ad esempio su Facebook, Instagram o WhatsApp immagini e/o video dal contenuto intimo e sessuale che ritraggono altre persone che seppur consenzienti al momento della produzione di tale materiale, non hanno fornito alcun assenso per la pubblicazione sui social media. Il gesto terribile sta nel fatto che qualcosa che doveva essere interno ed intimo a una coppia viene invece reso pubblico da uno dei due partner per ledere all’altro.

Tale violenza psicologica si attua su due fronti. Il primo è quello relazionale, poiché sono coinvolti direttamente i partner sessuali. Uno di questi due, per controllo e/o vendetta, minaccia di condividere (e a volte lo mette in atto) con amici e non, foto e video intimi. Il secondo è legato al giudizio pubblico: il senso di vergogna e l’umiliazione che si prova di fronte all’opinione di potenziali spettatori virtuali che con poca consapevolezza e troppa fretta, condividono, guardano, postano e ripostano scene intime che non gli appartengono. Ed è questo quello che succede ad una vittima di revenge porn che oltre ad essere minacciata, ricattata e umiliata da un partner (di cui avrebbe evidentemente non dovuto fidarsi) viene anche pubblicamente umiliata dalla società che con le sue norme, i suoi modelli socio culturali di riferimento e i suoi tabù ne amplifica come una cassa di risonanza l’effetto.

Le implicazioni psicologiche

Essere vittime di revenge porn ha gravi conseguenze sulla psiche della vittima. Spesso in seguito al fatto si riceve diagnosi di PTSD (post traumatic stress disorder). Questo può essere riscontrato in comportamenti come l’ossessione nel controllare che i contenuti sensibili non siano stati nuovamente resi pubblici, nell’ansia ricorrente, dallo stress causato dalla gogna mediatica. A tutto ciò si possono accompagnare depressione e perdita di fiducia negli altri, con una conseguente difficoltà a fidarsi delle altre persone. Grande impatto ha anche la vergogna suscitata dal sapere che chiunque per strada potrebbe aver visto quei contenuti portando così il soggetto a sentirsi sempre meno sicuro e libero di uscire fuori casa. Altro elemento fortemente leso è l’autostima, con conseguente sensazione di perdita di controllo sulla propria dimensione privata.

Credo sia estremamente necessario educare le persone, partendo dagli adolescenti fino ai nuovi digitali senior e fornire loro gli strumenti necessari per difendersi da qualsiasi forma di aggressione elettronica, ma anche educare ed informare sulla gravità del gesto e le conseguenze, lavorando sull’educazione affettiva e sessuale, centrata sul rispetto nel rapporto con l’altro, sull’importanza delle relazioni e sugli effetti della vittimizzazione.

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Ernestina Fiore

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