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Cuneo e valli | 29 dicembre 2020, 14:26

Nuovo ospedale di Cuneo: lo studio di pre-fattibilità premia la "soluzione Carle" ma il territorio chiede migliori collegamenti

Ieri sera (lunedì 28 dicembre) l'ultima riunione della commissione temporanea speciale del 2020; il sindaco Borgna: "Da stasera in avanti la palla è nel nostro campo, prima si arriva a definire l'ubicazione e prima si partirà con l'iter di realizzazione"

Foto generica

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Ha confermato quanto presentato una settimana fa - nel corso del punto stampa tenutosi martedì 22 dicembre all’ospedale Santa Croce di Cuneo – l’ultima riunione della commissione temporanea speciale incentrata sul fabbisogno della sanità territoriale e sulla definizione dell’iter relativo alla realizzazione del nuovo ospedale unico della città, nella presentazione conclusiva dello studio di pre-fattibilità dell’infrastruttura.

Presenti alla riunione, oltre ovviamente al terzetto di architetti responsabili dello studio, l’assessore regionale Luigi Genesio Icardi, il presidente della Fondazione nuovo ospedale di Cuneo – committente dello studio stesso – Fulvio Moirano e il direttore dell’AO Santa Croce e Carle Corrado Bedogni.

Sull’ubicazione sarà possibile adottare una scelta, ora, sulla base di criteri scientifici – ha detto Icardi - ; prenderemo in esame gli studi e poi partiremo con la fase esecutiva, ben sapendo che la città e il territorio hanno già atteso troppo la realizzazione di un nuovo ospedale. Lo studio di pre-fattibilità, in questo senso, è stato un vero aiuto: se  lavoriamo congiuntamente e facciamo squadra, al di là delle differenze di visione politica, credo potremmo raggiungere un risultato ottimo”.

Un lavoro nato da un dibattito serio, quello di questo studio di pre-fattibilità, portato avanti in modo intelligente e che ha finalmente raggiunto un livello importante d’informazione – ha aggiunto Bedogni - . La scelta di dove costruire un ospedale è sempre difficile e porta con sé discussioni ma abbiamo necessità di fare presto. Il mio augurio è quello di continuare con attenzione ma alla massima velocità possibile sul sentiero così tracciato”.

I risultati dello studio verranno messi a conoscenza dei gruppi consigliari nei prossimi giorni.

- LO STUDIO DI PRE-FATTIBILITA’

I progettisti, nell’illustrazione del progetto, hanno sostanzialmente finalizzato quanto già presentato lo scorso ottobre: la soluzione di una struttura situata nel luogo in cui attualmente sorge l’ospedale Carle – opzione, tra le due possibili, più rapida e probabilmente meno costosa - sarebbe in linea di massima preferibile.

Abbiamo confrontato per entrambe le aree tutti i vantaggi e gli svantaggi – hanno sottolineato gli architetti, ricordando come il concetto del “18 a 1” sia fondamentalmente sbagliato, perché se l’amministrazione prendesse come imprescindibile il fatto che l’ospedale sia in centro città, le più facili conclusioni decadrebbero - , giungendo a conclusioni basate su dati oggettivi e scientifici. Ma entrambe le soluzioni rimangono assolutamente praticabili: non dovevamo prendere noi una decisione sull’area in cui costruire il nuovo ospedale ma aiutare chi dovrà farlo; scelta e peso della decisione non sono nostri, abbiamo soltanto fornito degli strumenti”.

Stasera giunge a compimento un percorso importantissimo, partito con la definizione della necessità di immaginare una nuova struttura ospedaliera in forma unica in città – ha sottolineato il sindaco Federico Borgna - . Il lavoro della commissione temporanea speciale è stato davvero encomiabile, e ha aiutato a fornire all’amministrazione comunale i dati necessari alla decisione ultima rispetto all’ubicazione della nuova struttura”.

Si tratta di un’operazione con gittata di 50-60 anni – ha proseguito Borgna - , ma da stasera in avanti, la palla è nel nostro campo: prima si arriva a definire l’ubicazione, prima partirà l’iter di realizzazione concreto della struttura. Un’ulteriore sfida, a cui si accoppia quella di rigenerazione urbana per l’edificio che rimarrà inevitabilmente vuoto e dovrà essere ripensato nelle proprie funzioni”.

- I PARERI DEI COMMISSARI

Nel corso del dibattito Ugo Sturlese ha puntato l’attenzione sul consumo di suolo e sul collegamento tra la zona dell’attuale ospedale Carle e la città vera e propria: “Giusto sottolineare come la definizione dell’ubicazione non sia una partita a punti – ha detto - . Per me il concetto fondamentale è il rapporto tra città e ospedale, che credo non sia stato valutato, così come non si sono valutati gli sconvolgimenti che questa operazione comporterà nei confronti della cittadinanza”.

Critica in merito alle indicazioni contenute nello studio di pre-fattibilità – così come i consiglieri cuneesi Tiziana Revelli e Ivano Oggero - anche Germana Avena, sindaco di Roccavione: “Credo la città e il territorio intero abbiano perso un’occasione, perché nella zona verso San Rocco Castagnaretta c’erano disponibili diverse strutture utilizzabili. Prendiamo atto della decisione ma io credo che qualcuno l’avesse già presa in precedenza”.

Lo studio si basa certamente su fatti e dati inoppugnabili, ma appunto mancano i risvolti relativi alle conseguenze della mancanza di un ospedale nel centro della città. L’accessibilità penso sia coordinata fondamentale da considerare e non ci sono collegamenti di trasporto pubblico verso il Carle: tra 15 anni avremmo una popolazione molto più anziana di adesso. È necessario quindi potenziare quella dell’area del Carle; insieme alla progettazione del nuovo ospedale progettiamo di pari passo anche un nuovo collegamento con il resto del territorio”.

Gianfranco Demichelis si è invece dimostrato, come già in passato e come il “collega” Silvano Enrici, favorevole alla soluzione del Carle: “Ragionerei prima sul nuovo ospedale che sui collegamenti con la città e il territorio, perché il nostro primo compito è quello di realizzare una struttura moderna ed efficiente e che garantisca ancora la presenza dell’HUB territoriale su Cuneo. Voglio veder realizzare un ospedale a lungo raggio, il più possibile senza limiti nella sua possibile espansione – ha detto - . Valuterei, però, di realizzare due piani interrati di parcheggio: preferirei mantenere l’area esterna, anche quando non utilizzata per l’espansione dell’ospedale, come adibita al verde”.

simone giraudi

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