/ Attualità

Attualità | 07 gennaio 2021, 18:01

Manifestanti pro-Trump attaccano il Congresso, Eugenio Daviso: "Noi europei sappiamo dove portano certi comportamenti, se non fermati subito"

Il ricercatore di origine albese, da anni negli States, ha commentato sul proprio profilo Facebook i fatti accaduti nella giornata di ieri (6 gennaio): "L'America rischia una lenta discesa nell'oscurità del fascismo"

Foto generica

Foto generica

"Dopo i fatti di oggi mi viene in mente che, quand'ero ragazzino, ogni primavera verso il 25 aprile ci si riuniva attorno alle persone più anziane, quelle che erano sopravvissute agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, per ascoltare le loro storie. Tra queste ricordo chiaramente quelle del signor Travaglia, un partigiano sopravvissuto a Dachau, uno dei campi di concentramento nazisti più brutali: lui descriveva il fascismo non come una realtà "da bianco e nero", ma più come una lenta discesa in una profonda oscurità, che è avvenuta progressivamente e in modo quasi impercettibile nelle persone comuni".

Inizia così il post su Facebook di Eugenio Daviso - albese d'origine ma da anni, ormai, residente a Pelham, New Hempshire e già contattato dal nostro giornale in due occasioni per una panoramica della situazione pandemica negli States - a commento, è chiaro, degli attimi di tensione che nella giornata di ieri (mercoledì 6 gennaio) hanno interessato Capitol Hill e la riunione del Congresso che avrebbe dovuto certificare la vittoria di Joe Biden alle elezioni dello scorso novembre.

Com'è stato riportato da tutti i giornali internazionali, centinaia di manifestanti pro-Trump - in tenuta paramilitare e di cui molti armati - hanno fatto irruzione a Capitol Hill; il vicepresidente Pence, di fatto esautorando il presidente Trump dalla catena di comando, ha addirittura chiamato la guardia nazionale, i cui membri si sono uniti alle forze speciali e agli agenti FBI messi a protezione dei parlamentari. I disordini hanno purtroppo portato ad alcune morti e a diversi feriti.

"Ciò che ha permesso questa discesa è stata la speranza che le cose, in qualche modo, si sarebbero messe per il verso giusto, giorno dopo giorno, anno dopo anno - ha continuato Daviso nel suo post - . Quando gli italiani dal cuore buono e coraggioso si sono levati per combattere nel nome della libertà era già molto tardi, e milioni di persone erano già morte o avevano già sofferto. Questa lenta discesa nell'oscurità sta succedendo qui, proprio adesso".

Daviso invita chiunque tra i propri contatti sostenga il presidente Trump - "anche solo all'acqua di rose, o se pensi che abbia solo la bocca larga e che non debba essere preso alla lettera nelle sue dichiarazioni" - a togliersi dai suoi contatti: "Non c'è niente di personale, solo non ho davvero intenzione di avere a che fare con te o di lasciare che le tue energie ammorbino me o la mia famiglia".

Discutibile a 24 ore dall'accaduto, infatti, la posizione di Donald Trump che tramite Tweet ha sostanzialmente fomentato i manifestanti sia prima, che durante, che dopo gli eventi al Campidoglio: gli account social del presidente sono stati di conseguenza bloccati e comincia a girare insistente la voce di una suo possibile rimozione.

"Mi considero un conservatore ma, ad oggi, molto del Partito Repubblicano americano sta chiaramente mostrando il colore nero del fascismo - conclude Daviso - . Come ogni altro europeo d'origine sappiamo bene dove portano certi comportamenti, se non li si blocca da subito; se lo apprezzi anche solo un po' allora apparteniamo a due universi differenti. Per me, ora, è arrivato il momento di dire basta".

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium