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Politica | 08 gennaio 2021, 13:01

La ministra 5 Stelle Fabiana Dadone balla con Conte

L’esponente pentastellata che guida il dicastero della Pubblica Amministrazione, unica parlamentare cuneese nel governo, sembra essere al riparo (più di altri suoi colleghi) dalle tensioni interne che travagliano il Movimento e l’esecutivo. Ma anche per lei - se rimpasto sarà - nessuna certezza

La ministra 5 Stelle Fabiana Dadone balla con Conte

Fabiana Dadone, ministra 5 Stelle della Pubblica Amministrazione, riuscirà a passare indenne tra i marosi della tempesta che sta interessando il governo Conte?

La parlamentare di Carrù, divenuta ministra a seguito della rottura del suo partito con la Lega e la conseguente inversione ad U con la nuova alleanza  5S- Pd, non compare quasi mai nell’elenco dei ministri interessati da uscite o da cambio di dicastero.  

La situazione politica resta fluida e gli scenari possibili i più disparati, dal proseguimento dell’attuale compagine ministeriale con qualche correzione programmatica rispetto a Recovery e Mes, fino all’eventualità di elezioni anticipate da tenersi in aprile qualora non fosse possibile comporre i dissensi che contrappongono il premier Giuseppe Conte al leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Ad oggi, tuttavia, l’ipotesi più plausibile resta quella di un “rimpasto”.

Dopo gli Stati generali che non sono riusciti a definire una precisa leadership, nei 5 Stelle la tensione resta alta e l’eventualità del ventilato rimpasto evidenzia una certezza: le poltrone che traballano sono soprattutto quelle stellate.

A rischiare – secondo indiscrezioni giornalistiche riportate da varie agenzie e organi di stampa - sarebbero Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia.

Tra le ipotesi in campo, anche quella di uno spostamento di Stefano Patuanelli dal ministero dello Sviluppo Economico agli Interni.

Ma non sono che alcune delle illazioni che ogni giorno che passa si arricchiscono di “scomunicati” e “papabili”.

È comunque evidente a tutti che in un’alleanza politica non granitica, qual è quella tra i 5 Stelle e il Pd, ogni sommovimento di caselle ministeriali può originare conseguenze a cascata, con effetti domino rispetto ai quali nessuno può sentirsi garantito in assoluto.

Va comunque detto che il ministero che Dadone presiede non pare al momento essere toccato da eventuali ricambi.

Tutto ciò, nonostante il Movimento sia stato interessato in Regione, pochi giorni fa, dall’abbandono del candidato presidente Giorgio Bertola e dell’ex capogruppo Francesca Frediani. Fatto che dovrebbe avere indebolito il peso della componente piemontese in ambito nazionale, ma le logiche pentastellate sfuggono a queste razionalità.

Nella complessa geografia interna dei 5S, Dadone, annoverata per ovvie ragioni nella corrente “governista”, gode dell’appoggio dell’ex capo politico e oggi ministro degli Esteri Luigi Di Maio e ancor più di quello del Presidente della Camera Roberto Fico, senza peraltro essere invisa all’ala barricadera capitanata da Alessandro Di Battista.

La collocazione “dorotea” (in salsa stellare) la mette in posizione relativamente tranquilla rispetto alle scosse sismiche che inevitabilmente ci saranno.

Tuttavia, questo non basta per consentire alla ministra della Pubblica Amministrazione, unica rappresentante cuneese nel governo Conte, di dormire sonni tranquilli

GpT

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