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Attualità | 11 gennaio 2021, 12:46

Una pattumiera atomica a un passo dalle colline Unesco? Il Roero scende in campo

Dopo quelle di Ceresole e Sommariva del Bosco anche l’Associazione dei Sindaci della Sinistra Tanaro valuterà iniziative contrarie all'indicazione di Carmagnola tra le 12 aree più papabili per il futuro deposito nazionale della Sogin

Una pattumiera atomica a un passo dalle colline Unesco? Il Roero scende in campo

Anche il Roero scende al fianco della confinante Carmagnola nell’esprimere la propria contrarietà all’individuazione del comune torinese tra la dozzina dei più papabili a ospitare il sito di stoccaggio nazionale delle scorie radioattive di prossima realizzazione da parte della Sogin.

Un’ipotesi emersa nei giorni scorsi con la pubblicazione della Cnapi (Carta Nazionale Aree Più Idonee), documento col quale Sogin ha indicato i 67 luoghi in cui, lungo un percorso avviato dal lontano 2003, la società di Stato incaricata dello smantellamento delle quattro centrali nucleari italiane di Trino, Caorso, Latina e Garigliano ha verificato la presenza delle condizioni tecniche per ospitare il sito unico di stoccaggio destinato a prendere il posto della ventina di depositi temporanei oggi presenti in Italia.

Tra queste, 12 aree sarebbero quelle che avrebbero i parametri tecnici più rispondenti alla realizzazione del sito. Sette sono in Piemonte e cinque nel Lazio, in provincia di Viterbo. Tra le ipotesi "piemontesi" ci sono proprio Carmagnola, insieme a un’altra localizzazione in provincia di Torino (Rondissone-Mazze-Caluso) e a ben cinque nell’Alessandrino, due delle quali (Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento e Bosco Marengo-Novi Ligure) sarebbero le uniche ad avere raggiunto il massimo della votazione da parte dei tecnici di Sogin.

Nella mattinata di ieri, domenica 10 gennaio, nella cittadina torinese sono state raccolte 1.600 firme a sostegno di una strategia che tenda ad escludere la cittadina al confine con il Cuneese tra le aree scelte, mentre nel pomeriggio il municipio ha ospitato un Consiglio comunale aperto per l’approvazione di un ordine del giorno contrario alla realizzazione. Il documento sarà poi inoltrato a tutti i Comuni confinanti.

“Mi chiedo come mai sia stato sollevato un polverone solo ora. Questo è un fatto deleterio e mortificante”, ha commentato durante la raccolta delle firme l’ex vicesindaco carmagnolese Alessandro Salamone, aggiungendo: “L’area identificata per il deposito di scorie nucleari è un’area di primissimo valore per quanto concerne l’agricoltura. Chiedo alle istituzioni preposte che si adoperino per intervenire attraverso il Governo affinché vengano valutati i siti più idonei senza ridurre in cattivo stato lo sviluppo dell’agricoltura carmagnolese”.

Al fianco di Carmagnola si sono già mossi i comuni di Ceresole d’Alba e Sommariva del Bosco, confinanti col primo insieme agli altri cuneesi Caramagna Piemonte e Racconigi, e ai torinesi Carignano, Lombriasco, Poirino e Villastellone.

Il primo ha già provveduto all’approvazione di un proprio ordine del giorno contrario, che dopodomani, mercoledì, verrà varato anche dalla Giunta sommarivese.

"Il nostro Comune –
spiega il sindaco di Ceresole d’Alba Franco Olocco – condivide la preoccupazione della vicina Carmagnola. Abbiamo deliberato una presa di posizione che recepisce le osservazioni e le richieste dell’Amministrazione carmagnolese, in particolare rispetto alle caratteristiche di un’area caratterizzata da un'agricoltura che esprime eccellenze come il Peperone di Carmagnola, la Tinca di Ceresole e Poirino, gli Asparagi e il porro di Carmagnola".

"Altre preoccupazioni –
prosegue Olocco – riguardano le caratteristiche ambientali dell’area con i due Sic delle peschiere di Poirino, Ceresole e Pralormo, che sono molto vicini. Stiamo lavorando per organizzare in sicurezza la raccolta firme già attivata a Carmagnola. Ci troveremo sabato mattina in piazza don Cordero".

"Col collega di Ceresole –
spiega il vicesindaco sommarivese Marco Pedussia – abbiamo avviato un confronto che sta coinvolgendo anche l’Associazione Sindaci del Roero e il suo presidente, il primo cittadino di Monticello d’Alba Silvio Artusio Comba. L’idea è quella di produrre un documento unitario, opportunamente argomentato, col quale tutte le amministrazioni della Sinistra Tanaro possano esprimere la loro contrarietà alla possibile scelta di Carmagnola per la collocazione del deposito Sogin".

"Non si tratta di una posizione aprioristica –
conclude Pedussia –, ma non possiamo non rilevare come presenza di questo tipo a una ventina di chilometri da noi (l’area individuata si trova infatti a nord di Carmagnola, verso Poirino e Villastellone, ndr) mal si concili con gli importanti sforzi che il nostro territorio ha fatto lungo decenni nella direzione di un turismo e un’agricoltura di qualità".

Ezio Massucco

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