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Saluzzese | 12 gennaio 2021, 19:09

L’Unione del Monviso perde… il Monviso: Crissolo pronta ad uscire dall’Ente montano

Dopo Revello e Oncino, l’Unione perde un altro Comune. Lunedì sera, il recesso di Crissolo verrà portato in Consiglio comunale. Alla base della decisione del sindaco Fabrizio Re, appoggiato da tutta l’Amministrazione, una serie di fattori. Il presidente Meirone: "Unione compatta. Crissolo ne farà parte da fuori"

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Lunedì sera, alle ore 20.30, il Consiglio comunale di Crissolo sarà chiamato ad approvare il recesso dall’Unione montana del Monviso. Questa volta, però, il Comune è intenzionato a fare sul serio. Tutti ricorderanno, infatti, le prime avvisaglie del giugno 2018, quando lo stesso argomento era approdato in Consiglio dopo alcuni dissapori interni che avevano coinvolto anche il direttore Paolo Goldoni.       

Ora, però, le cose stanno diversamente: ieri sera (lunedì), il sindaco crissolese Fabrizio Re ha incontrato i vertici dell’Ente montano (in primis il presidente Emidio Meirone), tutti i sindaci che afferiscono all’Unione e anche il presidente del Bim del Po. Un incontro nel quale Re ha messo nero su bianco quelle che sono le problematiche che lo inducono ad abbandonare l’Ente.

Intorno al tavolo, anche il direttore dell’Unione, il dottor Goldoni, la cui presenza in più d’uno ha suscitato qualche interrogativo sulla natura dell’incontro: politico, tecnico o in forma "ibrida"?

Nessuno si sbottona sul contenuto emerso nella riunione di ieri. Nemmeno lo stesso sindaco Re, che in attesa del Consiglio del 18 gennaio si trincera dietro un irremovibile “no comment”.

Come sempre, però, voci di corridoio tracciano un sommario quadro della situazione.

E i motivi per cui Crissolo, dopo Revello e Oncino, si appresta a lasciare l’Unione sono sostanzialmente (e ufficiosamente) tre.

Primo su tutti, la gestione della delicata questione degli usi civici: il Tar si è recentemente espresso, sottolineando come la gestione dell’iter debba essere in capo all’Unione (dal momento che Crissolo ne fa parte). Su questa partita, ma il ragionamento inevitabilmente poi si amplia, il Comune non parrebbe soddisfatto dall’organizzazione interna dell’Ente montano, ragion per cui, uscendo, punterebbe a riprendersi in toto la gestione degli usi civici.

Non solo. Sembrerebbe (condizionale sempre d’obbligo) che al sindaco Re non sia così piaciuto un incontro – avvenuto in alta Valle Po – tra alcuni membri della Giunta dell’Unione e un soggetto privato, proprio per dipanare alcune questioni legate alla regolarizzazione degli usi civici. Incontro avvenuto a Crissolo, in assenza del “padrone di casa”: Fabrizio Re.

Una sommatoria di dinamiche che hanno indotto il sindaco a uscire dall’Unione. Appoggiato, da quanto si apprende, da tutta la sua Amministrazione (bypartisan).

Il Consiglio comunale del 18 gennaio si terrà nella Sala delle Guide, per garantire il distanziamento sociale dettato dall’emergenza pandemica.

Il passaggio (con successiva e necessaria presa d’atto da parte dell’Unione) apre una serie di interrogativi.

Oltre a perdere il “Comune del Monviso”, Crissolo detiene la vicepresidenza dell’Ente montano. Che ora andrà riaffidata, così come un immancabile rimpasto di Giunta, ma non è ancora chiaro a chi.

Ma, aspetto forse ancora più importante, Crissolo – nella sua pianta organica – contava due responsabili del servizio dell’Unione: il geometra Marco Bovero, responsabile del servizio Bonifica, Sviluppo montano e TPL, e Marco Pittavino, responsabile del Servizio personale.

Due figure che ora andranno sostituite, ma anche in questo caso si deve capire quali saranno i Comuni che vorranno accollarsi l’onere economico per le figure dirigenziali.

Se da Crissolo nessuno – al momento – vuole parlare, un commento alla notizia arriva invece dal presidente dell’Unione, Emidio Meirone.

Il sindaco di Crissolo ci ha comunicato ieri sera le intenzioni. – ci ha detto poco fa – Abbiamo convocato la conferenza dei sindaci dell’Unione e lui ha detto che dopo i consulti con gli avvocati con gli studi legali che lo seguono in questa causa per gli usi civici, deve uscire se vuole proseguirla come Comune.

Come ormai è noto, uno dei contendenti gli ha opposto il fatto che gli usi civici fossero non del Comune ma dell’Unione e questo è stato accettato dal Tar, quindi se Re vuole continuare come Comune di Crissolo deve per forza recedere dall’Unione.

L’iter, andasse avanti l’Unione, sarebbe comunque un riprendere in mano tutti gli atti e tutte le pratiche fatte dall’inizio, quindi un dispendio di energie, di costi e di tempo non indifferente. Non c’è quindi altra soluzione. Il sindaco è stato molto onesto nel dire che comunque caricherebbe l’Unione di problematiche non consone: è giusto, siccome sono cose loro, che le espleti in un’altra maniera.

Poi c’è anche la contraddizione che se fosse l’Unione ad andare avanti, nel grado di giudizio successivo la legge nazionale invece dice chiaramente che gli usi civici sono in carico ai Comuni, quindi sarebbe l’Unione ad essere in fallo.

Insomma, spiace un po’, ma questa è la strada che ha scelto. Salvo poi convenzionarci: ci siederemo nei giorni successivi, per tutte le funzioni che l’Unione espleta e che ha espletato anche per Crissolo.

Certo che è un po’ come un fulmine a ciel sereno, anche per i lettori, ma non c’è nulla sotto se non questo e quindi se il Consiglio di Crissolo deciderà così noi ne prenderemo atto.

L’Unione è ancora compatta. Crissolo ne farà parte da fuori. Poi, come ho detto, è una scelta forse obbligata. Diverso il caso di altri Comuni: Crissolo non poteva farne a meno”.

Nicolò Bertola

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