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Attualità | 16 gennaio 2021, 07:31

Nuovo ospedale unico di Cuneo, l'amministrazione punta dritto sulla "soluzione Carle": nel prossimo consiglio comunale la decisione finale sull'ubicazione

Ieri (15 gennaio) la conclusione dell'attività della commissione temporanea speciale, in cui è stato presentato l'ordine del giorno basato sui dati dello studio di pre-fattibilità relazionato in dicembre

L'ospedale Carle di Cuneo

L'ospedale Carle di Cuneo

Il 2020 dell’amministrazione comunale di Cuneo si era concluso con una riunione della commissione temporanea speciale dedicata all’iter di realizzazione del nuovo ospedale unico – in cui si erano analizzati i risultati dello studio di pre-fattibilità fatto redigere dalla Fondazione Nuovo Ospedale Unico – e la prima settimana di attività del 2021 si è conclusa, ieri sera (venerdì 15 gennaio) allo stesso modo, con la presentazione ufficiale dell’ordine del giorno con cui si identifica l’ubicazione definitiva per la struttura sanitaria unica.

È giunto il momento di operare una scelta alla luce dei dati che abbiamo attualmente in mano, i tempi sono maturi – ha detto il presidente della commissione temporanea speciale Luca Pellegrino - . Presenteremo l’ordine del giorno al consiglio comunale del mese corrente, ma l’incontro di stasera apre a possibili modifiche dell’ultimo minuto”.

Parola anche ai vicepresidenti, Maria-Luisa Martello, Carmelo Noto e Luca Paschiero. “Inizialmente ero convinta che l’ospedale unico dovesse sorgere sulla struttura dell’attuale Santa Croce per i motivi di centralità urbana, ma ragionando attraverso le varie audizioni realizzate dalla commissione, ho cambiato idea – ha sottolineato la prima - . Non possiamo operare una scelta tramite criteri emotivi: dopo un anno come quello appena passato, dobbiamo basarci su dati oggettivi e attuali, che concordano più o meno tutti sulla soluzione periferica del Carle”.

Andiamo a presentare un documento che si configura come la fine di un percorso ma anche come l’inizio di un altro, perché la commissione ha ancora senso di esistere: i tempi di realizzazione del nuovo ospedale non saranno brevi e molti sono ancora gli scenari aperti” ha sottolineato Noto, facendo esplicito riferimento – come anche altri consiglieri, in occasione del successivo dibattito – alla nuova destinazione che dovrà necessariamente prendere la struttura “scartata”, cioè quella dell’attuale Santa Croce.

La disponibilità della Regione ci permette di immaginare e programmare una struttura all’altezza dei tempi e delle sfide che stiamo affrontando a livello mondiale – ha poi aggiunto Paschiero - . Condivido la necessità di far continuare ancora il lavoro di questa commissione, specie nell’ottica di capire come utilizzare l’area dismessa”.

- IL DIBATTITO DEI CONSIGLIERI

Se Tiziana Revelli, Carlo Garavagno, Silvano Enrici e Gianfranco Demichelis si sono dimostrati – senza troppe sorprese – favorevoli alla presa d’indirizzo dell’ordine del giorno, Ugo Sturlese e “Beppe” Lauria hanno invece espresso netto parere contrario concordando su un punto in particolare: i membri della commissione, nonostante quanto dichiarato nel 2018 durante la sua fondazione, sono stati “tagliati fuori da qualunque tipo di decisione o apporto che avesse una logica” (parole di Lauria).

Preannuncio il nostro giudizio negativo all’odg e dichiaro che non lasceremo nulla di intentato nell’opporci alla soluzione del Carle – ha aggiunto Sturlese - , verso cui lo studio di pre-fattibilità si è smaccatamente sbilanciato. Si configura un grave vulnus nell’attività di questa commissione in confronto a quanto annunciato nel 2018, tutt’altro che democratica e partecipativa”.

- IL PARERE DEL SINDACO

Federico Borgna ha aperto il proprio intervento ringraziando i componenti della commissione “che in questi quasi tre anni di lavoro hanno realizzato un’operazione senza precedenti nella storia della nostra amministrazione comunale”.

Se l’ordine del giorno verrà approvato, il 25 o il 26 gennaio avrà luogo il  calcio d’inizio di un percorso epocale per la città di Cuneo; in futuro i servizi ospedalieri avranno un’importanza determinante per la qualità della vita delle persone e non possiamo fingere che la pandemia non abbia fatto emergere le loro criticità. Si avvia quindi una fase delicata per la nostra città, lunga e che realizzerà opportunità di rigenerazione per ora difficilmente quantificabili: porteremo di sicuro nuova vita a una zona della città che ha dimostrato fragilità nel corso degli anni. Il termine che abbiamo davanti è estremamente lontano ma urge gettare le basi di una riflessione sull’area dell’attuale Santa Croce, perché  non possiamo permetterci di immaginare in via Coppino un contenitore che rimarrà vuoto per 60 anni”.

Borgna ha poi preso di petto la questione della partecipazione della cittadinanza al percorso decisionale, argomento toccato non solo da alcuni consiglieri tra i più contrari ma, negli ultimi giorni, anche dalle associazioni ambientaliste Pro Natura e Legambiente: “Qual è il bacino di persone da considerare per un progetto come questo? Non si può ridurre la discussione ai residenti di due quartieri; gli approfondimenti già realizzati dalla commissione sono stati fatti in modo più che competente e legittimo”.

Il sindaco, in conclusione, ha ripreso sotto certi aspetti le parole della consigliera Martello – e Revelli - sulla scelta “non sottoponibile” a criteri emotivi: “Credo il senso di appartenenza sia l’asset principale che l’AO Santa Croce e Carle possa vantare, ma non legato a via Coppino o via Carle quanto piuttosto all’istituzione stessa: proprio per rispettarlo e alimentarlo, a noi spetta il compito di decidere sul futuro di quella struttura in modo serio e solido”.

simone giraudi

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